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02/03/2006   Falsa dentista finisce davanti al magistrato, lavorava in un poliambulatorio

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CARPENEDOLO. Rinvio a giudizio
Falsa dentista finisce davanti al magistrato


Questa volta l’inviato della trasmissione televisiva «Striscia la notizia» Jimmy Ghione è stato battuto sul tempo dalla solerzia dei Nas che, in collaborazione con la commissione anti-abusivismo dell’Amdi (associazione medici dentisti italiani) presieduta a Brescia dal dottor Luigi Cremasco, hanno scoperto un falso medico che si spacciava, a Brescia e a Castiglione delle Stiviere, per un dentista pur non essendo in possesso di nessuna abilitazione professionale. Nei guai è finita una donna, nativa di Manerbio e residente a Carpenendolo, per lei solo un’esperienza di lavoro nella veste di assistente alla poltrona di un odontoiatra. Ora dovrà comparire il 24 marzo prossimo davanti al giudice, per rispondere del reato di truffa ed esercizio abusivo della professione medica.
I fatti hanno preso l’abbrivio a cavallo tra il 2000 e 2001 nella bassa bresciana interessando le cittadine di Castiglione, Carpenedolo, Calcinato e Montichiari. Stimati professionisti odontoiatri iniziarono a ricevere delle richieste di risarcimento per presunti danni causati dai loro interventi sulla bocca di pazienti assistiti molti anni prima. I casi richiamarono l’attenzione dell’Amdi che intuito l’inghippo iniziò a muoversi in prima persona. Ci volle poco per scoprire che in uno studio di Castiglione e in un altro in centro storico a Brescia , una donna senza abilitazione si spacciava per dentista firmando ricette e invitando i pazienti a sottoporsi a costose cure mediche.
L’Amdi non perse tempo e nel giugno del 2002 fece un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di indagare sulla strana vicenda. I Nas (Nuclei antisofisticazioni dei Carabinieri) portarono a termine l’incarico dal quale risultò che l’ex assistente alla poltrona di Carpenedolo visitava i pazienti invitandoli, dopo aver proposto cure che in alcuni casi sfioravano i 50 mila euro, a seguire il suo consiglio per recuperare i soldi e consentirle di ripristinare l’apparato dentario.
Con la complicità di un avvocato e di un medico legale, la donna prescriveva su regolari ricette mediche intestate al poliambulatorio nella quale lavorava, costose e invasive indagini strumentali a fini diagnostici con l’intento - spiega l’accusa - di aggirare l’istituto assicurativo. Ora la donna dovrà presentarsi davanti al giudice della sezione staccata del tribunale a Castiglione delle Stiviere.
«Per cautelarsi da questi raggiri - informa l’Amdi - è sufficiente collegarsi con il sito internet www.fnmceo.it (dove fnmceo sta per federazione nazionale medici chirurghi e odontoiatri) e leggere se il vostro odontoiatra è iscritto o meno all’albo». Una garanzia che costa qualche minuti di tempo.
Enzo Trigiani

 

da Brescia Oggi

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