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Hanno conseguito il diploma di operatore socio sanitario nel settore
dopo un corso della Regione Veneto
Più di 400 assistenti odontoiatriche di Verona e provincia hanno ottenuto
il diploma di specializzazione in «Operatore Socio Sanitario di area
odontoiatrica» rilasciato dalla Regione Veneto e voluto dall’Andi,
l’Associazione nazionale dentisti italiani, dopo un corso di 200 ore.
A giovarsi di questa opportunità, che ha permesso una notevole crescita
professionale, sono state le assistenti con almeno due anni di servizio negli
studi dentistici veronesi operanti nel territorio delle tre Asl 20, 21 e 22.
«Questa iniziativa», spiega il dottor Mauro Carteri, presidente provinciale
Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), «ha visto la stretta
collaborazione fra Regione Veneto, Andi e Aziende sanitarie per assicurare a
tutti i pazienti degli studi dentistici veronesi un più elevato livello di
professionalità e preparazione delle assistenti sanitarie odontoiatriche».
Questo perché la professione dell’odontoiatra si sta evolvendo con
specializzazioni sempre più impegnative ed esigenti che richiedono una
preparazione elevata, all’insegna della qualità e della tutela globale del
paziente. Fra le materie d’esame che le assistenti, veri angeli custodi degli
studi odontoiatrici, hanno dovuto approfondire, ricordiamo la complessa
legislazione socio-sanitaria e le moderne tecniche di ortodontia e endodonzia
(diagnosi e cura delle malattie del nervo), oltre a protesi, terapia
conservativa (otturazioni), chirurgia e implantologia dentale.
Ma non sono stati trascurati aspetti sociologici e psicologici perché,
nonostante le anestesie e le tecniche curative sempre meno invasive,
l’approccio con lo studio del medico dentista è sempre impegnativo e il
sorriso incoraggiante di un’assistente competente può rendere l’impatto più
morbido e rassicurante. Sempre allo scopo di aumentare la qualità, sono state
organizzate le visite ispettive dell’Asl 20, 21 e 22, su mandato dei
rispettivi Comuni di appartenenza, per verificare i parametri imposti dalla
Legge regionale numero 22 del 2002.
Secondo tale norma gli studi medici ed odontoiatrici che praticano terapie
invasive (ad esempio estrazioni, impianti dentali ma anche semplici
otturazioni) sono tenuti al rispetto di severe prescrizioni qualitative tanto
nell’organizzazione sanitaria quanto nella profilassi, negli spazi e nella
modernità delle attrezzature impiegate. I professionisti odontoiatri devono
perciò rispettare criteri minimi sia nel rapporto medico-paziente sia nelle
procedure importanti quale la sterilizzazione dello strumentario e la
sanificazione degli ambienti. Dunque un ulteriore impegno verso il
miglioramento e il rispetto dei protocolli verificati dall’autorità sanitaria
a garanzia del paziente.
L’arena |