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Si chiama "Toronto Modified Bridge". È una tecnica sempre più
utilizzata nel mondo e che la clinica odontoiatrica universitaria milanese ha
rivisitato e modificato trasformando una protesi rimovibile senza palato e
fermata in bocca con una barra in una protesi fissa "che funziona benissimo
anche dal punto di vista biomeccanico", precisa Tiziano Testori, responsabile
di Implantologia e Riabilitazione orale al Galeazzi.
In pazienti che hanno poco osso residuo o che per l'età, per motivi legati
al seno mascellare, per patologie sistemiche controllate con terapia (diabete,
ipertensione), non possono sottoporsi a terapie invasive, interventi complessi
di innesto, "si creano le fondamenta nell'arcata superiore della bocca
sfruttando l'osso nella sezione più frontale, a livello della premaxillo, che
di solito non si riassorbe e che dà maggiore percentuale di successo di
innesto.
Mettiamo 6 impianti con i due posteriori inclinati a 30 gradi verso il
retro della bocca (foto) in modo da avere la migliore disposizione possibile
per i carichi masticatori e collochiamo 12 denti fissi". Altrettanti denti si
possono sistemare nell'arcata inferiore su 4 impianti.
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