Dopo una serie di rinvii per vizi di notifica e conseguente ping pong
giudiziario tra procura e giudice per l'udienza preliminare, è arrivata l'ora
della citazione a giudizio per Simone Lunari, medico dentista con studi a
Curtarolo e in città. Per il medico è stato chiesto dal sostituto procuratore
Bruno Cherchi il rinvio a giudizio con l'imputazione di concorso con un ex
assistente del proprio studio, in lesioni ed esercizio abusivo della
professione medica.
Davanti al giudice monocratico il prossimo mese di marzo comparirà il dottor
Simone Lunardi, 45 anni di Vigonza con studio a Pieve di Curtarolo in piazza
Dalla Chiesa. L'accusa è relativa alle conseguenze permanenti tutt'altro che
soddisfacenti riportate da una paziente del medico, la 42enne M.B., di
Curtarolo, assistita dall'avvocato Massimo Malipiero. Tra l' 87 e il 2000
nello studio del medico la donna aveva ricevuto cure canalari e otturazioni
con l'applicazione di una protesi. Secondo quanto riscontrato in sede di
indagine dai consulenti tecnici del pubblico ministero, la protesi, che non
avrebbe aderito perfettamente alla sottostante gengiva, le aveva provocato
processi infettivi e granulomi, con l'indebolimento permanente della capacità
di masticare.Ma quelle cure non erano state effettuate da Lunardi, bensì da un
«dottore» che, in realtà, era un semplice odontotecnico, Adriano Vania, 50
anni di Limena, già uscito di scena dal procedimento con un patteggiamento di
tre mesi. Successivamente la signora era stata costretta ad affrontare nuove
cure mediche per risistemarsi la bocca, spendendo circa 55 milioni di lire.
Oltre alla paziente si è costituita parte civile nel procedimento anche
l'Associazione nazionale medici dentisti Amdi, rappresentata dall'avvocato
Domenico Vieri Tolomei, che chiede il riconoscimento del danno d'immagine
subito dall'intera categoria medica.
A.G.
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