Gli auguri di buon lavoro vanno, ovviamente, a tutta la compagine governativa
che ha prestato giuramento oggi. Però è chiaro che la maggiore attenzione di
Doctornews33 sia andata al Ministero della Sanità, o come si dice oggi, della
Salute.
L'incarico è stato affidato a Livia Turco. Piemontese, Turco è nata a Morozzo,
in provincia di Cuneo, il 13 febbraio 1955; è insegnante. A Cuneo ha
frequentato l'istituto magistrale, a Torino la Facoltà di filosofia. La sua
militanza politica comincia proprio a Torino, nel Partito Comunista Italiano,
ma anche nelle associazioni: quelle del mondo femminile e quelle ispirate al
cattolicesimo. E' stata per diversi anni responsabile delle donne del PCI
torinese. Ha fatto parte della Segreteria nazionale del partito dal 1986 ed è
stata responsabile nazionale delle donne del PCI poi PDS dal 1986 al 1994.
Nella X e XI legislatura ha fatto parte rispettivamente nella Commissione
giustizia e della Commissione lavoro. Nella XII legislatura, è stata ancora
membro della Commissione lavoro e, inoltre, della Commissione speciale in
materia di infanzia. E' stata Presidente della Commissione nazionale per la
parità e pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dal 1995. Nella
XIII legislatura è stata Ministro senza portafoglio per la solidarietà sociale
nei Governi Prodi, I e II, D'Alema e Amato II.
Livia Turco è quindi un politico, e una donna. Due "fattori di rischio" per
essere un ottimo ministro, se è permesso fare un po' di epidemiologia
applicata ai governi. In Italia non sono mancati ministri della Sanità di buon
livello, ma è innegabile che sono state tre donne politiche a sostenere
gagliardamente altrettanti momenti cruciali. Si parla di Tina Anselmi, che fu
anche relatore della legge che istituì, nel 1978, il Servizio sanitario
nazionale che, giova ricordarlo, fu reso necessario anche dal cattivo stato in
cui versavano alcune mutue. Si parla di Maria Pia Garavaglia, che resse il
ministero nella bufera successiva all'era Poggiolini, e che fece scelte
coraggiose. Si parla di Rosy Bindi, che ha guidato il non facile passaggio da
un'aziendalizzazione e una regionalizzazione più che altro di facciata a
quella effettiva.
Oggi la ministra Turco si trova di fronte a una situazione contraddittoria.
Le organizzazioni internazionali, anche l'Ocse, ritengono il Servizio
sanitario italiano ancora un modello valido per filosofia ed efficacia, che ha
un impianto sano e vaste aree di eccellenza. "Bisogna fare ricerca in America,
ma per curarsi è meglio l'Italia", disse qualche tempo fa un primario
milanese, ed è ancora così. Però è innegabile che la situazione si sta
deteriorando e il quadro diviene più complesso. La regionalizzazione, il
rapporto tra pubblico e privato, la necessità di distinguere, una buona volta,
tra ciò che è sanità e ciò che è assistenza, sono tutti problemi che, con
scelte politiche adeguate, possono anche essere occasioni per un vero salto di
qualità, che mantenga lo spirito del Ssn, solidarietà, copertura
universalistica, riconoscimento delle professionalità, arricchendolo di nuovi
significati. E quindi, buon lavoro Ministra.
da doctornews
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