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18/05/2006   Livia Turco: torna una donna al Ministero

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Gli auguri di buon lavoro vanno, ovviamente, a tutta la compagine governativa che ha prestato giuramento oggi. Però è chiaro che la maggiore attenzione di Doctornews33 sia andata al Ministero della Sanità, o come si dice oggi, della Salute.
L'incarico è stato affidato a Livia Turco. Piemontese, Turco è nata a Morozzo, in provincia di Cuneo, il 13 febbraio 1955; è insegnante. A Cuneo ha frequentato l'istituto magistrale, a Torino la Facoltà di filosofia. La sua militanza politica comincia proprio a Torino, nel Partito Comunista Italiano, ma anche nelle associazioni: quelle del mondo femminile e quelle ispirate al cattolicesimo. E' stata per diversi anni responsabile delle donne del PCI torinese. Ha fatto parte della Segreteria nazionale del partito dal 1986 ed è stata responsabile nazionale delle donne del PCI poi PDS dal 1986 al 1994. Nella X e XI legislatura ha fatto parte rispettivamente nella Commissione giustizia e della Commissione lavoro. Nella XII legislatura, è stata ancora membro della Commissione lavoro e, inoltre, della Commissione speciale in materia di infanzia. E' stata Presidente della Commissione nazionale per la parità e pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dal 1995. Nella XIII legislatura è stata Ministro senza portafoglio per la solidarietà sociale nei Governi Prodi, I e II, D'Alema e Amato II.

Livia Turco è quindi un politico, e una donna. Due "fattori di rischio" per essere un ottimo ministro, se è permesso fare un po' di epidemiologia applicata ai governi. In Italia non sono mancati ministri della Sanità di buon livello, ma è innegabile che sono state tre donne politiche a sostenere gagliardamente altrettanti momenti cruciali. Si parla di Tina Anselmi, che fu anche relatore della legge che istituì, nel 1978, il Servizio sanitario nazionale che, giova ricordarlo, fu reso necessario anche dal cattivo stato in cui versavano alcune mutue. Si parla di Maria Pia Garavaglia, che resse il ministero nella bufera successiva all'era Poggiolini, e che fece scelte coraggiose. Si parla di Rosy Bindi, che ha guidato il non facile passaggio da un'aziendalizzazione e una regionalizzazione più che altro di facciata a quella effettiva.

Oggi la ministra Turco si trova di fronte a una situazione contraddittoria. Le organizzazioni internazionali, anche l'Ocse, ritengono il Servizio sanitario italiano ancora un modello valido per filosofia ed efficacia, che ha un impianto sano e vaste aree di eccellenza. "Bisogna fare ricerca in America, ma per curarsi è meglio l'Italia", disse qualche tempo fa un primario milanese, ed è ancora così. Però è innegabile che la situazione si sta deteriorando e il quadro diviene più complesso. La regionalizzazione, il rapporto tra pubblico e privato, la necessità di distinguere, una buona volta, tra ciò che è sanità e ciò che è assistenza, sono tutti problemi che, con scelte politiche adeguate, possono anche essere occasioni per un vero salto di qualità, che mantenga lo spirito del Ssn, solidarietà, copertura universalistica, riconoscimento delle professionalità, arricchendolo di nuovi significati. E quindi, buon lavoro Ministra.

da doctornews

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