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18/05/2006   "Mi rifaccio il sorriso a Praga"

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Il quadro Aumentano i "viaggi della speranza". Spese così alte da giustificare l'anticipo del Tfr

Se andate a cercare su Internet attraverso un motore di ricerca la voce "spese dentistiche", vi appariranno tanti link a notizie e siti specializzati, ma anche inserzioni pubblicitarie di banche, assicurazioni e società finanziarie che propongono veri e propri mutui per chi ha necessità di una protesi dentaria, o polizze per chi teme di dover affrontare in seguito interventi complessi e costosi dal dentista. Come l'acquisto di un appartamento o di un'automobile, le spese odontoiatriche sono diventate per le famiglie italiane causa di forti impegni finanziari, che condizionano per anni il bilancio domestico.
"Il diritto alla salute deve comprendere anche la salute della bocca e dei denti", affermano giustamente gli autori dell'accurata indagine sulle spese odontoiatriche, realizzata da Altroconsumo. Ma le famiglie italiane si fanno carico pressoché integralmente dei costi, essendo limitatissimi i sostegni pubblici. Non ci sono prestazioni gratuite, tranne che per alcuni interventi più complessi, svolti in ambito ospedaliero, e per i pochi fortunati che hanno la pazienza di aspettare mesi e mesi per accedere agli ambulatori ASL.
Il fisco permette la detrazione di queste spese, ma limitatamente al 19 per cento. Poi ci sono accordi aziendali di categoria che riconoscono rimborsi sanitari integrativi per cure dentistiche, ma si tratta in genere di previdenza "ricche" come quelle dei giornalisti, dei dirigenti industriali o dei parlamentari. Invece crescono le esigenze generali di ricorso al dentista: gli apparecchi correttivi per problemi di ortodonzia per bambini, i sempre più numerosi anziani, le esigenze estetiche, la maggiore consapevolezza che una bocca sana previene molte patologie anche serie.
E si intensifica il "turismo dentistico". Una volta era l'Inghilterra, con il suo "welfare" garantito a tutti; ora sono i paesi dell'est, come la Croazia, la Repubblica Ceca o l'Ungheria, dove in una - due giornate e pagando la metà (viaggio e albergo compreso) rispetto ai dentisti italiani si ottengono prestazioni di ottima qualità. Ma anche in Svizzera, Austria, Germania e Belgio si pagano costi inferiori del 20-30 per cento. Il sorriso degli italiani è sempre più spesso firmato a Praga o a Bruxelles.
Dimenticavamo: a tutti i lavoratori viene riconosciuta per spese dentistiche la possibilità di una anticipazione del trattamento di fine rapporto. Come per l'acquisto di una casa. Insomma, spese da "risparmi di una vita".
* Presidente Movimento Difesa del Cittadino

da Repubblica

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