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Il quadro Aumentano i "viaggi della speranza". Spese così alte
da giustificare l'anticipo del Tfr
Se andate a cercare su Internet attraverso un motore di ricerca la voce
"spese dentistiche", vi appariranno tanti link a notizie e siti specializzati,
ma anche inserzioni pubblicitarie di banche, assicurazioni e società
finanziarie che propongono veri e propri mutui per chi ha necessità di una
protesi dentaria, o polizze per chi teme di dover affrontare in seguito
interventi complessi e costosi dal dentista. Come l'acquisto di un
appartamento o di un'automobile, le spese odontoiatriche sono diventate per le
famiglie italiane causa di forti impegni finanziari, che condizionano per anni
il bilancio domestico.
"Il diritto alla salute deve comprendere anche la salute della bocca e dei
denti", affermano giustamente gli autori dell'accurata indagine sulle spese
odontoiatriche, realizzata da Altroconsumo. Ma le famiglie italiane si fanno
carico pressoché integralmente dei costi, essendo limitatissimi i sostegni
pubblici. Non ci sono prestazioni gratuite, tranne che per alcuni interventi
più complessi, svolti in ambito ospedaliero, e per i pochi fortunati che hanno
la pazienza di aspettare mesi e mesi per accedere agli ambulatori ASL.
Il fisco permette la detrazione di queste spese, ma limitatamente al 19 per
cento. Poi ci sono accordi aziendali di categoria che riconoscono rimborsi
sanitari integrativi per cure dentistiche, ma si tratta in genere di
previdenza "ricche" come quelle dei giornalisti, dei dirigenti industriali o
dei parlamentari. Invece crescono le esigenze generali di ricorso al dentista:
gli apparecchi correttivi per problemi di ortodonzia per bambini, i sempre più
numerosi anziani, le esigenze estetiche, la maggiore consapevolezza che una
bocca sana previene molte patologie anche serie.
E si intensifica il "turismo dentistico". Una volta era l'Inghilterra, con il
suo "welfare" garantito a tutti; ora sono i paesi dell'est, come la Croazia,
la Repubblica Ceca o l'Ungheria, dove in una - due giornate e pagando la metà
(viaggio e albergo compreso) rispetto ai dentisti italiani si ottengono
prestazioni di ottima qualità. Ma anche in Svizzera, Austria, Germania e
Belgio si pagano costi inferiori del 20-30 per cento. Il sorriso degli
italiani è sempre più spesso firmato a Praga o a Bruxelles.
Dimenticavamo: a tutti i lavoratori viene riconosciuta per spese dentistiche
la possibilità di una anticipazione del trattamento di fine rapporto. Come per
l'acquisto di una casa. Insomma, spese da "risparmi di una vita".
* Presidente Movimento Difesa del Cittadino
da Repubblica
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