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Sbalchiero: «Ancora una volta la burocrazia prevale sulle reali
esigenze della tutela del territorio e delle piccole imprese»
LE PERPLESSITÀ DEGLI ARTIGIANI
SUL «TESTO UNICO AMBIENTALE»
Con l’emanazione del nuovo Testo Unico Ambientale, ci troviamo di fronte a
una serie di provvedimenti che affrontano varie tematiche. Vengono definite o
revisionate le norme che riguardano la Valutazione Ambientale Strategica (VAS),
la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), l’autorizzazione Ambientale
Integrata (IPPC), la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la
tutela delle acque e la gestione delle risorse idriche, la gestione dei
rifiuti, la bonifica dei siti inquinati, la tutela dell’aria e la riduzione
delle emissioni in atmosfera, il danno ambientale.
«Sono tutte normative di grande impatto – osserva il presidente dell’Assoartigiani
vicentina Giuseppe Sbalchiero - e che riguardano tutti. Di conseguenza, ci
aspettavamo anche delle reali novità in termini di gestione di alcuni aspetti,
in particolare relativi al problema della burocrazia. Da sempre, come
Associazione e come Confartigianato, abbiamo sostenuto le necessità di
tutelare l’ambiente con azioni reali di salvaguardia, badando soprattutto a
non “imbrigliare” il sistema imprenditoriale con obblighi e adempimenti che
poco o nulla hanno a che fare con il necessario rispetto ecologico del
territorio. Siamo insomma convinti che non si risolvono i problemi facendo
compilare delle carte in più o in meno, ma che bisogna invece incidere sugli
aspetti culturali e reali. Nella sostanza, qui ci troviamo con una nuova
legislazione che ha visto nella sua stesura poche novità, in quanto si basa
sostanzialmente e in buona parte nella riproduzione di testi normativi
precedentemente già in essere».
«La prima, immediata sensazione – prosegue Sbalchiero - è quella di vedere non
un testo innovativo, ma un insieme di prescrizioni già esistenti - con alcune
modifiche, in parte significative - che ora sono state raggruppate. Un testo
formato da più di trecento articoli e molti allegati, che prevede un grosso
numero di decreti attuativi che, possiamo immaginare, ben difficilmente
verranno emanati nei tempi stabiliti. Dunque un dettato che lascia perplessi,
in quanto redatto senza un confronto reale con il sistema delle piccole
imprese. E il primo problema lo si è riscontrato fin dalla sua pubblicazione
per quanto riguarda, ad esempio, la dichiarazione ambientale annuale dei
rifiuti. L’entrata in vigore di tale legislazione scatta dal 29 aprile 2006, e
viene stabilito che le aziende che producono con la propria attività rifiuti
speciali non pericolosi non siano più soggette alla presentazione della
dichiarazione annuale. Bene, ovviamente condividiamo questa impostazione, ma è
inaccettabile che solo negli ultimi giorni di aprile si sia saputo che tale
esenzione poteva avere valenza anche per quest’anno. Considerato che la
scadenza per la presentazione della dichiarazione era il 30 aprile, apprendere
che solo dal 29 aprile un’azienda non è più soggetta all’obbligo sembra quasi
una beffa».
Sempre nel campo dei rifiuti, a giudizio dell’Assoartigiani si trovano
elementi negativi in più parti, come ad esempio relativamente a chi trasporta
ordinariamente i propri rifiuti a un impianto autorizzato e ha l’obbligo di
iscriversi all’Albo dei gestori ambientali, con procedura sì semplificata (e
ci mancherebbe altro), ma pagando 50 euro annuali. Perché? «Non ci sembra –
sottolinea Sbalchiero - di essere di fronte a imprese che professionalmente
svolgono un’attività di trasporto dei rifiuti, ma solo ad aziende che,
organizzandosi, cercano di risparmiare sui costi del trasporto e sul tempo
nell’organizzazione dello stesso».
La chicca per le piccole imprese, a giudizio degli artigiani, la si trova
comunque nell’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei
rifiuti. Con la precedente normativa le aziende artigiane con meno di tre
dipendenti - e con soltanto rifiuti speciali non pericolosi - erano escluse da
tale procedura; oggi, invece, tutti sono tenuti a tenerlo, a far data dal 29
di aprile di quest’anno. E’ bene precisare che tale obbligo non sussiste nel
caso di utilizzo del servizio pubblico per lo smaltimento dei rifiuti, dove
però ciò sia esplicitamente previsto.
«Sulle sanzioni – conclude Sbalchiero - nulla cambia, nel senso che sono
sempre pesanti, e francamente spropositate per gli errori formali. Anche per
le emissioni in atmosfera e gli scarichi in fognatura vi sono novità, ma
ovviamente siamo ancora alle prime letture della nuova legislazione, ed
evidentemente c’è bisogno di approfondimenti e confronti. Il suggerimento che
intanto diamo alle aziende iscritte all’Associazione Artigiani è quello di
rivolgersi al più presto al nostro Settore Ambiente per valutare singolarmente
la propria posizione in ragione delle nuove disposizioni» Giuseppe
Sbalchiero
Presidente dell'Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza |