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29/05/2006   LE PERPLESSITÀ DEGLI ARTIGIANI SUL «TESTO UNICO AMBIENTALE»

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Sbalchiero: «Ancora una volta la burocrazia prevale sulle reali esigenze della tutela del territorio e delle piccole imprese»

LE PERPLESSITÀ DEGLI ARTIGIANI
SUL «TESTO UNICO AMBIENTALE»

Con l’emanazione del nuovo Testo Unico Ambientale, ci troviamo di fronte a una serie di provvedimenti che affrontano varie tematiche. Vengono definite o revisionate le norme che riguardano la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), l’autorizzazione Ambientale Integrata (IPPC), la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque e la gestione delle risorse idriche, la gestione dei rifiuti, la bonifica dei siti inquinati, la tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera, il danno ambientale.
«Sono tutte normative di grande impatto – osserva il presidente dell’Assoartigiani vicentina Giuseppe Sbalchiero - e che riguardano tutti. Di conseguenza, ci aspettavamo anche delle reali novità in termini di gestione di alcuni aspetti, in particolare relativi al problema della burocrazia. Da sempre, come Associazione e come Confartigianato, abbiamo sostenuto le necessità di tutelare l’ambiente con azioni reali di salvaguardia, badando soprattutto a non “imbrigliare” il sistema imprenditoriale con obblighi e adempimenti che poco o nulla hanno a che fare con il necessario rispetto ecologico del territorio. Siamo insomma convinti che non si risolvono i problemi facendo compilare delle carte in più o in meno, ma che bisogna invece incidere sugli aspetti culturali e reali. Nella sostanza, qui ci troviamo con una nuova legislazione che ha visto nella sua stesura poche novità, in quanto si basa sostanzialmente e in buona parte nella riproduzione di testi normativi precedentemente già in essere».
«La prima, immediata sensazione – prosegue Sbalchiero - è quella di vedere non un testo innovativo, ma un insieme di prescrizioni già esistenti - con alcune modifiche, in parte significative - che ora sono state raggruppate. Un testo formato da più di trecento articoli e molti allegati, che prevede un grosso numero di decreti attuativi che, possiamo immaginare, ben difficilmente verranno emanati nei tempi stabiliti. Dunque un dettato che lascia perplessi, in quanto redatto senza un confronto reale con il sistema delle piccole imprese. E il primo problema lo si è riscontrato fin dalla sua pubblicazione per quanto riguarda, ad esempio, la dichiarazione ambientale annuale dei rifiuti. L’entrata in vigore di tale legislazione scatta dal 29 aprile 2006, e viene stabilito che le aziende che producono con la propria attività rifiuti speciali non pericolosi non siano più soggette alla presentazione della dichiarazione annuale. Bene, ovviamente condividiamo questa impostazione, ma è inaccettabile che solo negli ultimi giorni di aprile si sia saputo che tale esenzione poteva avere valenza anche per quest’anno. Considerato che la scadenza per la presentazione della dichiarazione era il 30 aprile, apprendere che solo dal 29 aprile un’azienda non è più soggetta all’obbligo sembra quasi una beffa».
Sempre nel campo dei rifiuti, a giudizio dell’Assoartigiani si trovano elementi negativi in più parti, come ad esempio relativamente a chi trasporta ordinariamente i propri rifiuti a un impianto autorizzato e ha l’obbligo di iscriversi all’Albo dei gestori ambientali, con procedura sì semplificata (e ci mancherebbe altro), ma pagando 50 euro annuali. Perché? «Non ci sembra – sottolinea Sbalchiero - di essere di fronte a imprese che professionalmente svolgono un’attività di trasporto dei rifiuti, ma solo ad aziende che, organizzandosi, cercano di risparmiare sui costi del trasporto e sul tempo nell’organizzazione dello stesso».
La chicca per le piccole imprese, a giudizio degli artigiani, la si trova comunque nell’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti. Con la precedente normativa le aziende artigiane con meno di tre dipendenti - e con soltanto rifiuti speciali non pericolosi - erano escluse da tale procedura; oggi, invece, tutti sono tenuti a tenerlo, a far data dal 29 di aprile di quest’anno. E’ bene precisare che tale obbligo non sussiste nel caso di utilizzo del servizio pubblico per lo smaltimento dei rifiuti, dove però ciò sia esplicitamente previsto.
«Sulle sanzioni – conclude Sbalchiero - nulla cambia, nel senso che sono sempre pesanti, e francamente spropositate per gli errori formali. Anche per le emissioni in atmosfera e gli scarichi in fognatura vi sono novità, ma ovviamente siamo ancora alle prime letture della nuova legislazione, ed evidentemente c’è bisogno di approfondimenti e confronti. Il suggerimento che intanto diamo alle aziende iscritte all’Associazione Artigiani è quello di rivolgersi al più presto al nostro Settore Ambiente per valutare singolarmente la propria posizione in ragione delle nuove disposizioni»

Giuseppe Sbalchiero
Presidente dell'Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza

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