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Una direttiva Ue fissa il contenuto di perossido allo 0,1%. Ma
in Italia le cose vanno diversamente
di Johann Rossi Mason
A chi non piacerebbe avere un sorriso smagliante, luminoso? Un sogno
possibile per molti, grazie alle moderne tecniche di sbiancamento
professionale effettuate in uno studio dentistico. Per gli altri è corsa ai
metodi fai-da-te, dai dentifrici alle paste da applicare sino alle strisce.
Prodotti a base di perossido che si possono acquistare in farmacia o nei
supermercati.
Secondo la direttiva Europea per prodotti cosmetici (76/768/EEC), la
concentrazione di perossido di idrogeno nei prodotti per la cura orale non può
superare lo 0,1%, quelli che possiedono una concentrazione maggiore non
possono essere, quindi, venduti liberamente al pubblico. In Italia, però, per
mancato recepimento di questa direttiva, i prodotti sono in vendita
liberamente. Il comitato scientifico per i prodotti cosmetici (Sccp) della
Commissione, un organo indipendente con funzione consultiva, ha più volte
espresso parere negativo al riguardo richiedendo supervisione autorizzazione
(ricetta medica) del dentista e la Commissione ha emesso una direttiva che
vincola la loro vendita. "Oggi la normativa europea", spiega Carlo Zappalà,
consulente scientifico del Dipartimento di Odontoiatria dell'Ospedale San
Raffaele di Milano, "indica che i prodotti sbiancanti con concentrazioni di
perossido superiori allo 0,1% sono da utilizzare sotto la supervisione di uno
specialista. In Italia invece è ormai accettato un loro utilizzo senza
limitazioni o quasi. E in pochi conoscono le concentrazioni di perossido
contenuto nei prodotti in commercio e le possibili conseguenze".
Roberto Callioni, presidente Andi (Associazione Nazionale Medici Dentisti
Italiani) aggiunge: "Avere denti bianchissimi è diventato un fenomeno di
costume, ma non è la stessa cosa che avere denti sani, che invece è un
diritto. Io sono favorevole alla vendita di questi prodotti dietro
prescrizione. L'uso indiscriminato di sostanze sbiancanti, che si somma
all'utilizzo di dentifrici dall'effetto abrasivo "meccanico", di gomme da
masticare, eccetera, mette a rischio lo smalto, lo consuma irreparabilmente".
L'eccesso o l'uso cronico di sbiancanti ad alte dosi di perossido può
provocare ipersensibilità, danneggiare lo smalto, indurre carie, gengiviti e,
nei soggetti predisposti sviluppare fenomeni di sensibilizzazione.
Ma come ci si può accorgere di aver esagerato? "Un consiglio è quello di
andare dal dentista al primo accenno di sensibilità, uno dei primi effetti
negativi che si riscontrano", spiega Callioni, "e diffidare dalle eccessive
promesse, anche con i trattamenti professionali si può arrivare sino ad un
certo limite". Una proposta è stata quella di subordinare l'uso di questi
prodotti ad una prescrizione medica, in modo da evitarne l'uso indiscriminato.
Ma la CE ha preferito una strada diversa, sia pure andando contro il parere
del Comitato Scientifico: andare avanti per un periodo di "prova" di cinque
anni per ottenere i dati di studio a lungo termine. "In questo modo si usano i
cittadini come cavie, bisognerebbe invece aspettare di mettere in commercio i
prodotti solo dopo che abbiano dimostrato la loro innocuità anche a lungo
termine", conclude Zappalà.
Nel dubbio, meglio affidarsi allo specialista.
la Repubblica.it |