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Dal congresso di Fiuggi studi sulla saliva e allarme sulla
terapia a base di fosfonati per l'osteoporosi
di Annamaria Messa
Biotecnologie, ultima frontiera per la salute della bocca. Tanti gli studi:
sulla saliva come fattore protettivo e predittivo di patologie, non solo del
cavo orale, sulle nuove proteine utilizzate contro la degenerazione delle ossa
nell'osteoporosi, sui biomateriali in chirurgia odontoiatrica e
maxillofacciale per ricostruire in loco il tessuto osseo, sulla placca
batterica. Nel primo congresso internazionale del Cenacolo Odontostomatologico
Italiano, a Fiuggi, quattrocento studiosi europei hanno ribadito che "il
diritto alla salute comincia dalla bocca dei pazienti e il Servizio Sanitario
Nazionale deve farsene carico", spiega Francesco Riva, direttore UO di
Chirurgia Odontostomatologica dell'ospedale Eastman di Roma e presidente del
congresso.
Tra le novità l'osso biotec. "Si ricostruiscono le ossa dei mascellari senza
prelevare osso dal paziente e senza cellule staminali", spiega Riva, che per
primo in Italia l'ha applicato in odontoiatria. L'osso sintetico è "biocompatibile
e si ottiene con una combinazione di granuli di calcio e fosfati attivati da
un connettore liquido: mescolati in loco, provvedono alla naturale espansione
dell'osso limitrofo e alla ricostruzione della materia ossea mancante". Si
comincia a saperne di più anche sulla saliva che, con i suoi "peptidi e
proteine specifiche", svolge un ruolo essenziale nel proteggere il cavo orale.
I nuovi studi, chiarisce Massimo Castagnola, dell'università Cattolica di
Roma, possono portare a produrre presidi sanitari utili per proteggere le
mucose e lo smalto dentale, nuovi peptidi ad attività antibatterica ed
antivirale, ad utilizzare la saliva come fluido biologico per la diagnosi
precoce e la prognosi di diverse patologie del cavo orale o sistemiche, come
marcatore diagnostico precoce di neoplasie del cavo orale".
L'unica possibilità di guarire dal carcinoma orale sta infatti nel riconoscere
precocemente la malattia, ricorda Gianpiero Calmieri, specialista in Anatomia
Patologica all'ateneo romano di Tor Vergata. "Nonostante i progressi compiuti
non c'è stato alcun miglioramento nel tasso di sopravvivenza proprio per la
grande variabilità clinica della patologia e per il suo tardivo
riconoscimento".
Allarme intanto sulla terapia a base di fosfonati per l'osteoporosi: "C'è
allerta a livello internazionale, negli Usa è scritto sul foglietto
illustrativo dei medicinali ma in Italia molti medici ancora non lo sanno",
avvisa Riva. "In chi segue questa terapia basta un courretage (pulizia
approfondita del cavo orale, ndr) o l'estrazione di un dente per mandare in
necrosi mandibola e mascella. Si stanno studiando terapie ormonali,
similestrogenici, che hanno un minore impatto".
In particolare si studia, spiega Donato Agnusdei, dell'International
Osteoporosis Foundation (Usa), il paratormone: consente di ricostruire l'osso
danneggiato e rimettere in moto il meccanismo della costruzione del tessuto
osseo. È l'ultima frontiera della cura rapida dalle fratture, negli Usa è una
realtà per molti sportivi dopo traumi potenzialmente invalidanti. Presentato a
Fiuggi BioMatch, primo gruppo italiano di studio dei biomateriali in
chirurgia: riunisce tutte le specialità chirurgiche sotto un'unica direzione
strategica.
da Repubblica Salute |