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29/06/2006   Mandibola e biotecnologie

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Dal congresso di Fiuggi studi sulla saliva e allarme sulla terapia a base di fosfonati per l'osteoporosi

di Annamaria Messa

Biotecnologie, ultima frontiera per la salute della bocca. Tanti gli studi: sulla saliva come fattore protettivo e predittivo di patologie, non solo del cavo orale, sulle nuove proteine utilizzate contro la degenerazione delle ossa nell'osteoporosi, sui biomateriali in chirurgia odontoiatrica e maxillofacciale per ricostruire in loco il tessuto osseo, sulla placca batterica. Nel primo congresso internazionale del Cenacolo Odontostomatologico Italiano, a Fiuggi, quattrocento studiosi europei hanno ribadito che "il diritto alla salute comincia dalla bocca dei pazienti e il Servizio Sanitario Nazionale deve farsene carico", spiega Francesco Riva, direttore UO di Chirurgia Odontostomatologica dell'ospedale Eastman di Roma e presidente del congresso.
Tra le novità l'osso biotec. "Si ricostruiscono le ossa dei mascellari senza prelevare osso dal paziente e senza cellule staminali", spiega Riva, che per primo in Italia l'ha applicato in odontoiatria. L'osso sintetico è "biocompatibile e si ottiene con una combinazione di granuli di calcio e fosfati attivati da un connettore liquido: mescolati in loco, provvedono alla naturale espansione dell'osso limitrofo e alla ricostruzione della materia ossea mancante". Si comincia a saperne di più anche sulla saliva che, con i suoi "peptidi e proteine specifiche", svolge un ruolo essenziale nel proteggere il cavo orale. I nuovi studi, chiarisce Massimo Castagnola, dell'università Cattolica di Roma, possono portare a produrre presidi sanitari utili per proteggere le mucose e lo smalto dentale, nuovi peptidi ad attività antibatterica ed antivirale, ad utilizzare la saliva come fluido biologico per la diagnosi precoce e la prognosi di diverse patologie del cavo orale o sistemiche, come marcatore diagnostico precoce di neoplasie del cavo orale".
L'unica possibilità di guarire dal carcinoma orale sta infatti nel riconoscere precocemente la malattia, ricorda Gianpiero Calmieri, specialista in Anatomia Patologica all'ateneo romano di Tor Vergata. "Nonostante i progressi compiuti non c'è stato alcun miglioramento nel tasso di sopravvivenza proprio per la grande variabilità clinica della patologia e per il suo tardivo riconoscimento".
Allarme intanto sulla terapia a base di fosfonati per l'osteoporosi: "C'è allerta a livello internazionale, negli Usa è scritto sul foglietto illustrativo dei medicinali ma in Italia molti medici ancora non lo sanno", avvisa Riva. "In chi segue questa terapia basta un courretage (pulizia approfondita del cavo orale, ndr) o l'estrazione di un dente per mandare in necrosi mandibola e mascella. Si stanno studiando terapie ormonali, similestrogenici, che hanno un minore impatto".
In particolare si studia, spiega Donato Agnusdei, dell'International Osteoporosis Foundation (Usa), il paratormone: consente di ricostruire l'osso danneggiato e rimettere in moto il meccanismo della costruzione del tessuto osseo. È l'ultima frontiera della cura rapida dalle fratture, negli Usa è una realtà per molti sportivi dopo traumi potenzialmente invalidanti. Presentato a Fiuggi BioMatch, primo gruppo italiano di studio dei biomateriali in chirurgia: riunisce tutte le specialità chirurgiche sotto un'unica direzione strategica.

 

da Repubblica Salute

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