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10/07/2006   Posizione dell'Aio sul 'Decreto Bersani'

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Prof. Romano PRODI

Pregiatissimo Presidente Prodi,
la diffusione, in questi giorni, del testo del Decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri recante "Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale" ha creato una forte perplessità nella categoria di liberi professionisti dell'area medica-odontoiatrica che qui rappresentiamo.


Desideriamo esprimere la nostra forte disapprovazione sia nei confronti del metodo, che non ha previsto alcuna concertazione o consultazione, sia nel contenuto che rischia di danneggiare il cittadino-paziente e tutta la salute pubblica.


L'abolizione del tariffario minimo obbligatorio ordinistico, l'abolizione del divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, l'abolizione del divieto di liberalizzazione della pubblicità, già normata in campo sanitario dalla Legge 175/92, e le altre modifiche etiche e deontologiche previste da Decreto tendono ad equiparare i professionisti dell'area sanitaria a dei commercianti, dimenticando che gli stessi non "vendono" una prestazione, ma propongono una soluzione terapeutica ad un problema di salute, dopo aver fatto una diagnosi. Per uno stesso problema la soluzione può essere diversa perché diverso è il paziente. Con questo decreto vengono azzerate le fisiologiche differenze tra cittadini-pazienti creando la pericolosa illusione di una panacea a buon mercato.


Inoltre, l'abolizione di un tariffario minimo significherebbe una minaccia per la sicurezza del paziente. E' noto che mansioni essenziali per garantire l'incolumità della salute del cittadino, dei collaboratori interni ed esterni e dell'operatore stesso, come la disinfezione e sterilizzazione, pesano notevolmente sul budget dello studio. L'apertura del tariffario minimo verso quote più basse porta inevitabilmente ad un abbassamento della sicurezza per tutti.


Forte è la nostra contrarietà anche alle forme di pagamento che non prevedono contanti: questo creerà un aumento delle spese ai cittadini che saranno costretti ad aprirsi dei conti correnti se sprovvisti, o ad effettuare bonifici che hanno comunque un costo.




Ci meraviglia invece, se lo spirito del Decreto è quello di proteggere il cittadino-paziente, che non sia stato introdotto un particolare impegno nella lotta all'abusivismo sanitario.


Sono moltissimi gli individui che, pur non avendo titolo per esercitare la professione odontoiatrica erogano abusivamente delle prestazioni odontoiatriche ai cittadini che, spesso ignari, subiscono dei danni permanenti alla propria salute.


Per questo motivo la nostra Associazione ha chiesto più volte, fin dal Suo precedente Governo, un inasprimento delle pene previste dall'art. 348 c.p.


Oggi il massimo della pena prevista per un soggetto che delinque esercitando abusivamente la professione odontoiatrica corrisponde a 500 euro; (cinquecento).


Tale sanzione non costituisce più un deterrente, anzi è diventata talmente ridicola che l'abusivo, se intercettato, paga senza lamentarsi, considerandola una sorta di "tassa per l'esercizio abusivo della professione sanitaria".


I beni e i macchinari, sequestrati in un primo tempo, vengono poi restituiti al reo, sicchè l'abusivo, dopo aver pagato sorridendo, si trasferisce e riprende ad esercitare abusivamente in un'altra zona della città.


Signor Presidente, auspichiamo che nella fase di approvazione del Decreto, alle Camere, possa essere valutata la dignità dei liberi professionisti medici odontoiatri, e che possa essere inserito un inasprimento delle pene previste per il 348 c.p.


Se questo non dovesse verificarsi, l'opinione pubblica potrebbe avere la netta sensazione che si voglia liberalizzare il mercato favorendo o addirittura incoraggiando l'esercizio abusivo della professione odontoiatrica.

Solo un abusivo o chi consente con il prestanomismo l'esercizio abusivo, infatti, può abbassare le tariffe molto al di sotto del tariffario minimo obbligatorio, e nessun Professionista potrà competere mai, dati gli elevati costi che il mantenimento della qualità e sicurezza richiedono.




Se dovesse davvero essere questa la direzione in cui vuole andare il Decreto, si configurerebbe il più grande danno alla salute che la storia della nostra Repubblica ricordi, oltre a un grave oltraggio verso chi si assoggetta a decine di norme per il rispetto della salute, sicurezza, qualità e legalità.


La lotta all'abusivismo, tra l'altro, contrasterebbe anche una notevole attività di evasione fiscale, in linea con lo spirito del Decreto.


RingraziandoLa per la sensibilità e l'attenzione, Le rinnoviamo la nostra disponibilità per eventuali contatti o approfondimenti.






Dr. Gerhard Seeberger
Presidente Nazionale AIO

Dr. Salvatore Rampulla
Segretario Generale AIO

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