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Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Prof. Romano PRODI
Pregiatissimo Presidente Prodi,
la diffusione, in questi giorni, del testo del Decreto Legge varato dal
Consiglio dei Ministri recante "Disposizioni urgenti per il rilancio economico
e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica,
nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale"
ha creato una forte perplessità nella categoria di liberi professionisti
dell'area medica-odontoiatrica che qui rappresentiamo.
Desideriamo esprimere la nostra forte disapprovazione sia nei confronti del
metodo, che non ha previsto alcuna concertazione o consultazione, sia nel
contenuto che rischia di danneggiare il cittadino-paziente e tutta la salute
pubblica.
L'abolizione del tariffario minimo obbligatorio ordinistico, l'abolizione
del divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi
perseguiti, l'abolizione del divieto di liberalizzazione della pubblicità, già
normata in campo sanitario dalla Legge 175/92, e le altre modifiche etiche e
deontologiche previste da Decreto tendono ad equiparare i professionisti
dell'area sanitaria a dei commercianti, dimenticando che gli stessi non
"vendono" una prestazione, ma propongono una soluzione terapeutica ad un
problema di salute, dopo aver fatto una diagnosi. Per uno stesso problema la
soluzione può essere diversa perché diverso è il paziente. Con questo decreto
vengono azzerate le fisiologiche differenze tra cittadini-pazienti creando la
pericolosa illusione di una panacea a buon mercato.
Inoltre, l'abolizione di un tariffario minimo significherebbe una minaccia
per la sicurezza del paziente. E' noto che mansioni essenziali per garantire
l'incolumità della salute del cittadino, dei collaboratori interni ed esterni
e dell'operatore stesso, come la disinfezione e sterilizzazione, pesano
notevolmente sul budget dello studio. L'apertura del tariffario minimo verso
quote più basse porta inevitabilmente ad un abbassamento della sicurezza per
tutti.
Forte è la nostra contrarietà anche alle forme di pagamento che non
prevedono contanti: questo creerà un aumento delle spese ai cittadini che
saranno costretti ad aprirsi dei conti correnti se sprovvisti, o ad effettuare
bonifici che hanno comunque un costo.
Ci meraviglia invece, se lo spirito del Decreto è quello di proteggere il
cittadino-paziente, che non sia stato introdotto un particolare impegno nella
lotta all'abusivismo sanitario.
Sono moltissimi gli individui che, pur non avendo titolo per esercitare la
professione odontoiatrica erogano abusivamente delle prestazioni
odontoiatriche ai cittadini che, spesso ignari, subiscono dei danni permanenti
alla propria salute.
Per questo motivo la nostra Associazione ha chiesto più volte, fin dal Suo
precedente Governo, un inasprimento delle pene previste dall'art. 348 c.p.
Oggi il massimo della pena prevista per un soggetto che delinque
esercitando abusivamente la professione odontoiatrica corrisponde a 500 euro;
(cinquecento).
Tale sanzione non costituisce più un deterrente, anzi è diventata talmente
ridicola che l'abusivo, se intercettato, paga senza lamentarsi, considerandola
una sorta di "tassa per l'esercizio abusivo della professione sanitaria".
I beni e i macchinari, sequestrati in un primo tempo, vengono poi
restituiti al reo, sicchè l'abusivo, dopo aver pagato sorridendo, si
trasferisce e riprende ad esercitare abusivamente in un'altra zona della
città.
Signor Presidente, auspichiamo che nella fase di approvazione del Decreto,
alle Camere, possa essere valutata la dignità dei liberi professionisti medici
odontoiatri, e che possa essere inserito un inasprimento delle pene previste
per il 348 c.p.
Se questo non dovesse verificarsi, l'opinione pubblica potrebbe avere la
netta sensazione che si voglia liberalizzare il mercato favorendo o
addirittura incoraggiando l'esercizio abusivo della professione odontoiatrica.
Solo un abusivo o chi consente con il prestanomismo l'esercizio abusivo,
infatti, può abbassare le tariffe molto al di sotto del tariffario minimo
obbligatorio, e nessun Professionista potrà competere mai, dati gli elevati
costi che il mantenimento della qualità e sicurezza richiedono.
Se dovesse davvero essere questa la direzione in cui vuole andare il
Decreto, si configurerebbe il più grande danno alla salute che la storia della
nostra Repubblica ricordi, oltre a un grave oltraggio verso chi si assoggetta
a decine di norme per il rispetto della salute, sicurezza, qualità e legalità.
La lotta all'abusivismo, tra l'altro, contrasterebbe anche una notevole
attività di evasione fiscale, in linea con lo spirito del Decreto.
RingraziandoLa per la sensibilità e l'attenzione, Le rinnoviamo la nostra
disponibilità per eventuali contatti o approfondimenti.
Dr. Gerhard Seeberger
Presidente Nazionale AIO
Dr. Salvatore Rampulla
Segretario Generale AIO |