SANITA' / Venerdì entra in vigore la delibera del Pirellone sul servizio
odontoiatrico pubblico
Non più dentisti per tutti. Sembra uno slogan, ma in realtà è il sunto
della delibera del 1° agosto 2006 varata dalla giunta regionale: il servizio
odontoiatrico erogato dal sistema di sanità regionale verrà garantito
solamente ad alcuni specifici soggetti. Bambini fino a 14 anni, persone
affette da malattie gravi e pazienti con reddito basso. A spiegare il
cambiamento è Gianfranco Prada, presidente della Commissione Odontoiatri
dell’Ordine dei Medici di Como. «La Regione Lombardia ha stabilito i livelli
minimi di assistenza e le tipologie di cura che garantirà attraverso il
servizio sanitario regionale nel nostro campo. Sostanzialmente - illustra il
dottor Prada - le cure verranno garantite ai bambini fino ai 14 anni (in
ottica preventiva), a chi ha patologie sistemiche gravi o invalidanti e alle
persone che denunciano un reddito basso». La delibera entrerà in vigore dal 1°
settembre, dopodomani. Cosa cambia, all'atto pratico? «Prima, le cure
odontoiatriche del servizio sanitario avevano un "falso" libero accesso. In
teoria tutti avevano diritto a usufruirne, ma si creavano liste d'attesa
lunghissime, anche sei mesi per un piccolo intervento. Per l'utenza, oggi, vi
sarà invece meno difficoltà a prenotare: se gli accessi sono selezionati a
monte, la gente che ha diritto a queste cure riesce a ottenere un posto più
facilmente». E i dentisti cosa pensano di questa rivoluzione? «Sono scelte
politiche. L'ideale sarebbe che il servizio sanitario erogasse a tutti
prestazioni gratuite, ma ovviamente non ci sono abbastanza fondi. Una
regolamentazione più corretta, dunque, non può che farci piacere. Anche
perché, prima, chi non aveva la possibilità economica doveva magari aspettare
mesi e mesi per una cura, mentre chi aveva un reddito che gli consentiva di
rivolgersi anche ad un dentista privato intasava gli ambulatori». In provincia
di Como sono 26 i dentisti che offrono prestazioni di servizio sanitario, su
un totale di 16 poltrone: impegnano 400 ore settimanali, e forniscono 35.100
prestazioni all’anno (10mila visite, 20mila cure, circa 5.000 protesi). Circa
il 50% di questi dentisti ha anche un’attività privata. «L'azienda ospedaliera
che eroga il servizio - conclude Prada - potrà poi decidere se fornire
eventuali altre prestazioni a un tariffario concordato, ma per ora non
sappiamo ancora nulla». La delibera individua i soggetti che hanno diritto al
dentista gratuitamente tracciando due grandi spartiacque: criteri clinici e
socioeconomici. Nel primo caso, rientrano i bambini da 0 ai 14 anni che
potranno usufruire delle seguenti prestazioni: igiene orale, applicazioni e di
vernici protettive o sigillanti, terapia riabilitativa delle lesioni cariose
della dentatura decidua, terapia delle lesioni dei denti permanenti ed
estrazione dei denti. Tutte le cure odontoiatriche necessarie, si legge nel
testo della recente delibera, con l'eccezione di quelle la cui unica
indicazione è di tipo estetico, vanno assicurate a soggetti nati con gravi
deficit e affetti da malattie gravi o patologie sistemiche. Per i criteri
socioeconomici - oltre a una lunga schiera di invalidi - si includono nelle
prestazioni garantite anche i titolari di pensione e i familiari a carico,
purché il reddito complessivo (riferito all'anno precedente) del nucleo non
sia superiore a 8.263,31 euro oppure a 11.362,05 in presenza del coniuge.
Cifre che vanno incrementate di 516,45 euro per ogni figlio a carico. Vanno
poi aggiunti i disoccupati iscritti ai Centri per l'impiego, i lavoratori in
mobilità e i cassintegrati.
Andrea Bambace il Corriere di Como
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