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Su iniziativa del presidente Giuseppe Sbalchiero, per
protestare contro l'impostazione della legge Finanziaria l'Assoartigiani
vicentina si è resa promotrice dell'invio alla presidenza del Consiglio e al
Governo di un'ondata di lettere, e-mail e fax dal titolo Non siamo noi i ladri
e contenenti il seguente messaggio: "Noi imprenditori dell'Associazione
Artigiani della provincia di Vicenza contestiamo una Finanziaria che è figlia
di gravi e incancellabili pregiudizi nei confronti delle piccole imprese e del
lavoro autonomo e dell'incapacità di intervenire in maniera mirata là dove
realmente si annida l'evasione. Come si fa a parlare di equità quando le
eventuali colpe di alcuni diventano la motivazione per penalizzare quella
parte sana del Paese che sa rimboccarsi le maniche, rischia in proprio,
produce e crea lavoro e che, grazie all'apprendistato, è un insostituibile
punto di riferimento per i giovani? Proprio perché bersaglio di provvedimenti
vessatori e iniqui respingiamo l'implicita accusa di essere dei "ladri"
proprio da un Governo che ha partorito una legge sull'indulto e che ora mette
le mani in tasca degli italiani addirittura con misure retroattive".
Intanto la Confartigianato ha sintetizzato le motivazioni che hanno spinto
l'assemblea confederale svoltasi a Roma, presenti anche i delegati dell'Assoartigiani
vicentina con il componente della Giunta Provinciale Esecutiva Claudio Zanetti
e il segretario Carmelo Rigobello, a proclamare iniziative di protesta e
mobilitazione contro la legge Finanziaria, che culmineranno in una
manifestazione pubblica a livello nazionale. Secondo gli artigiani, "è stato
tradito il metodo della concertazione. Non ci stiamo a subire quello che
percepiamo come un atteggiamento pregiudiziale verso il lavoro autonomo e il
mondo dell'impresa, in contrapposizione con il lavoro dipendente e il pubblico
impiego".
"Tra revisione degli studi di settore, aumento dei contributi previdenziali,
introduzione dei contributi sugli apprendisti - spiega l'organizzazione di
categoria - la Finanziaria costerà alle imprese artigiane italiane 2.261
milioni di euro nel 2007, cui si aggiungeranno altri 131 milioni di euro nel
2008. In pratica, le nostre imprese sopporteranno il 40% del totale dei
sacrifici imposti dalla manovra alle imprese. Non è certo questa la strada
migliore per rilanciare la competitività del sistema imprenditoriale né ci
sembra sia stato rispettato l'impegno del Dpef di rilanciare lo sviluppo e di
tagliare le spese improduttive".
"Il fatto ancora più paradossale - aggiungono gli artigiani - è che i benefici
della riduzione del cuneo fiscale per le nostre imprese, pari a 329 milioni di
euro, verranno annullati dall'aumento dei contributi sugli apprendisti, che
costa 330,5 milioni di euro. Colpire l'apprendistato significa colpire la
modalità più diffusa nell'artigianato per inserire i giovani nel mondo del
lavoro, per trasmettere la cultura del fare e del saper fare. Ma la cosa ancor
più inaccettabile è che, mentre la discussione sulla riforma delle pensioni
dei lavoratori dipendenti è stata rinviata al prossimo anno, l'aumento dei
contributi previdenziali degli artigiani entrerà subito in vigore, e per di
più è stato deciso a nostra insaputa con un accordo tra il Ministro del Lavoro
e Cgil, Cisl e Uil".
L'invito a unirsi alla campagna di protesta è rivolto, ovviamente, a tutti gli
artigiani.Gli indirizzi di posta elettronica cui può essere spedito il
messaggio sono:
MESSAGGIO DA COPIARE,
INCOLLARE SU NUOVA E.MAIL E DA INVIARE AI SEGUENTI INDIRIZZI:
segreteria.presidente@governo.it;
e.letta@governo.it;
segreteria.ministro@attivitaproduttive.gov.it
NON
SIAMO NOI I LADRI
Noi, imprenditori
dell'Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza - Confartigianato,
contestiamo una manovra finanziaria che è figlia di gravi e
inaccettabili pregiudizi nei confronti delle piccole imprese e dei lavoratori
autonomi e dell'incapacità di intervenire in maniera mirata là dove realmente
si annida l'evasione. Come si fa a parlare di equità quando le eventuali colpe
di alcuni diventano la motivazione per penalizzare quella parte sana del Paese
che sa rimboccarsi le maniche, rischia in proprio, produce, crea lavoro e che,
grazie all'apprendistato, è un insostituibile punto di riferimento per i
giovani?
Proprio perché bersaglio
di provvedimenti vessatori e iniqui, respingiamo l'implicita accusa di essere
dei "ladri" proprio da un Governo che ha partorito una legge sull'indulto e
che ora mette le mani in tasca degli italiani addirittura con misure
retroattive.
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