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06/10/2006  NON SIAMO NOI I LADRI:

 DALL'ASSOARTIGIANI VICENTINA ONDATA DI MESSAGGI AL GOVERNO PER PROTESTARE CONTRO LA FINANZIARIA

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Su iniziativa del presidente Giuseppe Sbalchiero, per protestare contro l'impostazione della legge Finanziaria l'Assoartigiani vicentina si è resa promotrice dell'invio alla presidenza del Consiglio e al Governo di un'ondata di lettere, e-mail e fax dal titolo Non siamo noi i ladri e contenenti il seguente messaggio: "Noi imprenditori dell'Associazione Artigiani della provincia di Vicenza contestiamo una Finanziaria che è figlia di gravi e incancellabili pregiudizi nei confronti delle piccole imprese e del lavoro autonomo e dell'incapacità di intervenire in maniera mirata là dove realmente si annida l'evasione. Come si fa a parlare di equità quando le eventuali colpe di alcuni diventano la motivazione per penalizzare quella parte sana del Paese che sa rimboccarsi le maniche, rischia in proprio, produce e crea lavoro e che, grazie all'apprendistato, è un insostituibile punto di riferimento per i giovani? Proprio perché bersaglio di provvedimenti vessatori e iniqui respingiamo l'implicita accusa di essere dei "ladri" proprio da un Governo che ha partorito una legge sull'indulto e che ora mette le mani in tasca degli italiani addirittura con misure retroattive".
Intanto la Confartigianato ha sintetizzato le motivazioni che hanno spinto l'assemblea confederale svoltasi a Roma, presenti anche i delegati dell'Assoartigiani vicentina con il componente della Giunta Provinciale Esecutiva Claudio Zanetti e il segretario Carmelo Rigobello, a proclamare iniziative di protesta e mobilitazione contro la legge Finanziaria, che culmineranno in una manifestazione pubblica a livello nazionale. Secondo gli artigiani, "è stato tradito il metodo della concertazione. Non ci stiamo a subire quello che percepiamo come un atteggiamento pregiudiziale verso il lavoro autonomo e il mondo dell'impresa, in contrapposizione con il lavoro dipendente e il pubblico impiego".
"Tra revisione degli studi di settore, aumento dei contributi previdenziali, introduzione dei contributi sugli apprendisti - spiega l'organizzazione di categoria - la Finanziaria costerà alle imprese artigiane italiane 2.261 milioni di euro nel 2007, cui si aggiungeranno altri 131 milioni di euro nel 2008. In pratica, le nostre imprese sopporteranno il 40% del totale dei sacrifici imposti dalla manovra alle imprese. Non è certo questa la strada migliore per rilanciare la competitività del sistema imprenditoriale né ci sembra sia stato rispettato l'impegno del Dpef di rilanciare lo sviluppo e di tagliare le spese improduttive".
"Il fatto ancora più paradossale - aggiungono gli artigiani - è che i benefici della riduzione del cuneo fiscale per le nostre imprese, pari a 329 milioni di euro, verranno annullati dall'aumento dei contributi sugli apprendisti, che costa 330,5 milioni di euro. Colpire l'apprendistato significa colpire la modalità più diffusa nell'artigianato per inserire i giovani nel mondo del lavoro, per trasmettere la cultura del fare e del saper fare. Ma la cosa ancor più inaccettabile è che, mentre la discussione sulla riforma delle pensioni dei lavoratori dipendenti è stata rinviata al prossimo anno, l'aumento dei contributi previdenziali degli artigiani entrerà subito in vigore, e per di più è stato deciso a nostra insaputa con un accordo tra il Ministro del Lavoro e Cgil, Cisl e Uil".
L'invito a unirsi alla campagna di protesta è rivolto, ovviamente, a tutti gli artigiani.Gli indirizzi di posta elettronica cui può essere spedito il messaggio sono:
 

MESSAGGIO DA COPIARE, INCOLLARE SU NUOVA E.MAIL E DA INVIARE AI SEGUENTI INDIRIZZI:

segreteria.presidente@governo.it; e.letta@governo.it; segreteria.ministro@attivitaproduttive.gov.it

 

NON SIAMO NOI I LADRI

Noi, imprenditori dell'Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza - Confartigianato, contestiamo una manovra finanziaria che è figlia di gravi e inaccettabili pregiudizi nei confronti delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi e dell'incapacità di intervenire in maniera mirata là dove realmente si annida l'evasione. Come si fa a parlare di equità quando le eventuali colpe di alcuni diventano la motivazione per penalizzare quella parte sana del Paese che sa rimboccarsi le maniche, rischia in proprio, produce, crea lavoro e che, grazie all'apprendistato, è un insostituibile punto di riferimento per i giovani?

Proprio perché bersaglio di provvedimenti vessatori e iniqui, respingiamo l'implicita accusa di essere dei "ladri" proprio da un Governo che ha partorito una legge sull'indulto e che ora mette le mani in tasca degli italiani addirittura con misure retroattive.


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