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Il Consiglio Superiore di Sanità è l'organo consultivo tecnico-scientifico del
Ministro della Salute che, come previsto dall'articolo 5 della LEGGE 1
febbraio 2006, n. 43 in materia di professioni sanitarie recante anche delega
al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali, dovrà
esprimere un proprio parere sulla bozza di profilo professionale
dell'odontotecnico.
Tale organo collegiale viene rinnovato nella sua composizione ogni 3 anni.
L'ultimo triennio è scaduto con il 2005. Il Ministro della Salute Livia Turco,
ieri 8 novembre, ha quindi firmato il decreto di nomina del nuovo Consiglio
Superiore di Sanità che sarà insediato ufficialmente il prossimo 23 novembre e
resterà in carica per il prossimo triennio.
Un primo ostacolo tecnico per l'avvio della procedura per la definizione del
nuovo profilo per gli odontotecnici è stato quindi superato.
Rimane l'ostacolo politico perché la questione delle Professioni Sanitarie nel
cui ambito dovrebbe trovare spazio le definizione del nuovo profilo è stata
ricondotta nel contesto più ampio della riforma generale di tutte le
professioni voluta dal Ministro Mastella (avvocati, architetti, ecc.) tanto é
vero che per evitare fughe in avanti del settore sanitario rispetto alle altre
professioni il Governo ha inteso differire il termine per l'esercizio della
delega di cui all'articolo 4 della legge 1 febbraio 2006, n. 43
prolungandolo di ulteriori dodici mesi, ovvero fino al 4 SETTEMBRE 2007.
La legge n. 43, prevedeva infatti una delega, da attuarsi nel termine di sei
mesi dalla data della sua entrata in vigore, ovvero il 4 settembre 2006, per
l'istituzione degli Ordini e Albi delle professioni sanitarie
infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della
prevenzione.
A questo punto è assai difficile fare previsioni sui tempi anche perché in
Commissione affari sociali della Camera è in discussione il disegno di legge
governativo n. 1609 recante proprio il differimento dei termini della legge n.
43.
La prima riunione della Commissione affari sociali della Camera in cui è stato
discusso il disegno di legge n. 1609 si è svolta il 7 NOVEMBRE u.s. In tale
contesto l'On. Salvatore MAZZARACCHIO (FI) ha espresso stupore per il
fatto che, a quanto è dato capire dalle notizie apparse sulla stampa, il
Governo abbia legato tra loro due problemi profondamente diversi, quali la
riforma e l'eventuale liberalizzazione degli ordini professionali per così
dire tradizionali (come ad esempio medici, avvocati, notai, architetti) e il
provvedimento in esame che concerne invece l'istituzione di nuovi ordini,
intesi come riconoscimento della professionalità e delle giuste aspettative di
determinate categorie di personale sanitario non medico. Al riguardo, rileva
altresì come si tratti di figure professionali rispetto alle quali si registra
da tempo una grave carenza di personale. Dopo aver rilevato come il Governo
sembri costantemente impegnato a cercare di deludere le aspettative di
rilevanti categorie sociali, osserva come, nel caso di specie, non si tratti
certo di figure che possano dar vita a potenti corporazioni. Esprime
pertanto, anche a nome del suo gruppo, assoluta contrarietà al differimento di
termini disposto dal provvedimento in esame.
L'On. Giacomo BAIAMONTE (FI) nel suo intervento premette
innanzitutto di considerare demagogica la proposta di liberalizzare gli
ordini professionali. Dichiara altresì di aver guardato sempre con favore
alla funzione assolta dagli ordini professionali, ritenendo che la completa
liberalizzazione di determinate professioni fosse contraria alla dignità di
quanti le esercitano e agli interessi di cittadini. Ritiene semmai che si
debba meglio disciplinare la funzione degli ordini, che troppo spesso
assolvono compiti, per esempio di carattere formativo, che a suo avviso non
dovrebbero rientrare nelle loro competenze. Dichiara pertanto che una riforma
sarebbe senz'altro necessaria, ma che essa debba servire a conferire maggiore
rigore e serietà al funzionamento degli ordini professionali.
L'On. Giovanni Mario Salvino BURTONE (Ulivo), intervenuto nella
discussione, ha dichiarato di non comprendere gli accenti più critici degli
interventi svolti dai deputati dell'opposizione e, in particolare, dal
deputato Mazzaracchio. Osserva infatti come il provvedimento in esame si
limiti a disporre un mero differimento di termini per l'esercizio di una
delega legislativa, al fine di consentire al Governo di intervenire sulla
materia tenendo conto della più ampia riflessione sull'insieme degli ordini
professionali e dell'evoluzione della normativa comunitaria in materia. Si
stupisce inoltre del fatto che l'opposizione, che nella scorsa legislatura non
ha saputo portare a compimento la riorganizzazione delle professioni sanitarie
non mediche, si scandalizzi oggi per un mero differimento di termini.
L'On. Leopoldo DI GIROLAMO (Ulivo) ha ricordato innanzitutto
come, nel corso delle ultime due legislature, maggioranza e opposizione
abbiano collaborato al fine di riconoscere e valorizzare le professioni
sanitarie non mediche; in particolare, questo lavoro ha consentito di superare
l'inappropriata definizione di «professioni paramediche», di sviluppare i
profili formativi e di giungere a dettare una nuova disciplina delle
professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della
prevenzione nonché della professione ostetrica, di cui alla legge 10 agosto
2000, n. 251. Il punto d'arrivo del lavoro svolto nelle ultime due legislature
è costituito per l'appunto dalla legge 1 febbraio 2006, n. 43, che giudica
senz'altro perfettibile, ma complessivamente molto positiva. In proposito,
ricorda come, nella scorsa legislatura, si dovettero superare, nel corso
dell'esame del progetto di legge, le resistenze di alcune Commissioni, dettate
dall'esigenza di affrontare contestualmente il tema della riforma di tutti gli
ordini professionali. Ricorda anche, tuttavia, che alla fine si giunse a
riconoscere la specificità delle professioni sanitarie, e dunque a
disciplinarle autonomamente, in considerazione della loro attinenza a diritti
fondamentali della persona. Peraltro, ritiene che sia corretto, da parte
dell'attuale Governo, attendere che siano delineate le linee fondamentali del
riordino complessivo degli ordini professionali, cui sta lavorando il
Ministero della giustizia, prima di esercitare la delega in materia di
professioni sanitarie, al fine di garantire i necessari elementi di omogeneità
e coordinamento della disciplina in materia.
Domenico DI VIRGILIO (FI) nel suo intervento ha spiegato che i dubbi
espressi dall'opposizione circa la reale volontà del Governo di esercitare la
delega in materia di professioni sanitarie non mediche dipende dall'ampiezza
del differimento di termini. Ha inoltre sottolineato la contraddizione
evidente tra la volontà di liberalizzare gli ordini professionali, più volte
espressa da rappresentanti del Governo, e la scelta di istituire nuovi ordini
per le professioni sanitarie. Ha quindi chiesto al Governo di procedere
quanto più rapidamente nell'esercizio della delega.
Il sottosegretario Giampaolo PATTA ha ricordato che il termine per
l'esercizio della delega, originariamente fissato al 4 settembre 2006, ha
costretto il Ministero della salute e le categorie coinvolte a procedere con
estrema rapidità: tuttavia, il Ministero era riuscito a predisporre in tempo
utile lo schema di decreto legislativo. Il Consiglio dei ministri, peraltro,
ha assunto l'orientamento di dare mandato al Ministero della giustizia di
istruire un riordino complessivo degli ordini professionali, ciò che ha
suggerito di rinviare l'approvazione del decreto legislativo. Osserva tuttavia
che tale riordino complessivo dovrà garantire la specificità delle professioni
sanitarie, e il differimento di termini, di cui al provvedimento in esame,
mira precisamente ad assicurare che, qualora non si giunga a rivedere l'intera
disciplina degli ordini professionali, sia ancora possibile l'esercizio della
delega di cui alla legge n. 43 del 2006. Ha infine dichiarato che il Governo è
disponibile a valutare le proposte che dovessero andare nel senso di ridurre
l'ampiezza del differimento.
L'On. Gero GRASSI (Ulivo), relatore, ascoltate con attenzione le
considerazioni svolte nel corso del dibattito, ha espresso una valutazione
favorevole sul provvedimento in esame, auspicandone una rapida conclusione.
Di seguito si riporta inoltre la lista dei nuovi 50
componenti del Consiglio Superiore di Sanità:
1.BENEDETTI PANICI Prof. Pierluigi, Ordinario di
Ginecologia e Ostetricia Direttore Clinica Ostetrica e Ginecologica-Azienda
Policlinico "Umberto I" di Roma
2.BERNABEI Prof. Roberto, Direttore Dipartimento di Scienze
gerontologiche, geriatriche e fisiatriche, Università Cattolica "Sacro Cuore"
di Roma
3.BIANCO Prof. Amedeo, Dirigente medico presso l'Ospedale Mauriziano di
Torino, Presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici
chirurghi e odontoiatri
4.BIANCO Dott.ssa Maria Antonietta, Presidente Federazione Nazionale
Collegi delle ostetriche Ostetrica dirigente presso l'Azienda S.Maria di Terni
5.BOLLERO Prof. Enrico, Direttore generale del Policlinico Università
degli studi "Tor Vergata" di Roma
6.BUIATTI Dott.ssa Eva, Coordinatore dell'Osservatorio di Epidemiologia
dell'Agenzia Regionale Sanità della Regione Toscana
7.CALLIONI Dott. Roberto, Presidente dell'Associazione Nazionale
Dentisti Italiani
8.CANNELLA Prof. Carlo, Professore Ordinario di Scienza
dell'Alimentazione all'Università "La Sapienza" di Roma
9.CERULLI Prof. Giuliano, Professore Ordinario di clinica ortopedica e
traumatologia all'Università di Perugia
10.CINOTTI Prof. Stefano, Preside della Facoltà di medicina veterinaria
dell'Università degli studi di Bologna
11.CUCCURULLO Prof. Franco, Professore Ordinario di Medicina interna,
Rettore Università di Chieti
12.DAMMACCO Prof. Francesco, Professore Ordinario di medicina interna
Dipartimento medicina e oncologia, Università degli studi di Bari
13.DE PALMA Dott.ssa Alessandra, Direttore dell'U.O. Medicina
legale della Asl di Modena
14.DI BIASE Prof. Matteo, Professore Ordinario di Cardiologia presso
l'Azienda Ospedaliera Universitaria "Ospedali Riuniti" di Foggia
15.FACCHIN Prof.ssa Paola, Responsabile dell'Unità di Epidemiologia
Dipartimento di Pediatria, Università di Padova
16.GARATTINI Prof. Silvio, Direttore dell'Istituto di ricerche
farmacologiche "Mario Negri" di Milano
17.GRAMMATICO Prof.ssa Paola, Direttore di Struttura Complessa di
laboratorio di genetica presso l'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di
Roma
18.GRASSELLI Prof. Aldo, Direttore del Servizio di sanità animale e
generi di allevamento e produzione zootecnica della Asl n.4 della Liguria
19.LANDINI Prof.ssa Maria Paola, Preside della Facoltà di medicina e
chirurgia del Policlinico S.Orsola di Bologna
20.KUSTERMANN Dott.ssa Alessandra, Responsabile del Servizio di
diagnosi prenatale e del Centro soccorso violenza sessuale dell'Ospedale "Mangiagalli"
di Milano
21.MAIDA Prof. Alessandro, Rettore dell'Università di Sassari
22.MAIRA Prof. Giulio, Direttore dell'Istituto di neurochirurgia
dell'Università Cattolica "Sacro Cuore" di Roma
23.MAJ Prof. Mario, Direttore del Dipartimento di Psichiatria della II
Università di Napoli
24.MARINONI Dott. Guido, Medico di famiglia, Bergamo
25.MARTELLI Prof. Massimo, Capo del Dipartimento di malattie polmonari
dell'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma
26.MODESTI Prof. Mauro, Primario di Chirurgia oncologica presso il
Policlinico "Umberto I" di Roma
27.MUTI Prof.ssa Paola, Direttore di Struttura Complessa di
Epidemiologia e Prevenzione presso l'Istituto Regina Elena di Roma
28.PALAMARA Dott.ssa Anna Teresa, Professore ordinario di Microbiologia
presso la Facoltà di Farmacia dell'Università di Roma "La Sapienza"
29.PATIERNO Prof. Marco, Professore a contratto di medicina generale
presso l'Università di Bologna, Rappresentante della FNOMCeO presso l'UEMO
30.PENNACCHI Dott.ssa Laura, Componente del Comitato scientifico della
Fondazione "Basso"
31.PICARDO Prof. Mauro, Direttore di Struttura
Complessa, Laboratorio fisiopatologia cutanea degli IFO di Roma
32.PICCIOCCHI Prof. Aurelio, Direttore del Dipartimento di scienze
chirurgiche del Policlinico "Gemelli" di Roma
33.PUDDU Prof. Pietro, Direttore del Dipartimento di Immunodermatologia
dell'IDI di Roma
34.QUARANTA Prof. Antonio, Preside eletto della Facoltà di Medicina e
Chirurgia dell'Università di Bari
35.REMUZZI Prof. Giuseppe, Direttore del Dipartimento di Immunologia e
clinica dei trapianti degli "Ospedali Riuniti", Istituto Mario Negri di
Bergamo
36.RESCIGNO Prof. Avv. Pietro, Professore emerito di Diritto civile,
Università degli studi di Roma "La Sapienza"
37.SALIZZONI Prof. Mauro, Professore Ordinario di clinica chirurgica,
Direttore Centro trapianti Ospedale Molinette di Torino
38.SANTORO Prof. Eugenio, Primario del Reparto di chirurgia digestiva e
trapianti di fegato dell'Istituto Regina Elena di Roma
39.SCROCCARO Dott.ssa Giovanna, Responsabile dell'Unità di Valutazione
dell'Efficacia del Farmaco, Centro di riferimento Regionale, Servizio di
farmacia Azienda Ospedaliera di Verona
40.SILVESTRO Dott.ssa Annalisa, Direttore del Servizio assistenza della
Asl di Bologna, Presidente della Federazione nazionale dei Collegi IPASVI
41.SPANO' Prof. Alberto, Direttore del Dipartimento di Diagnostica
strumentale dell'Azienda RM/B di Roma
42.STURLESE Dott. Ugo, Direttore del Dipartimento di Emergenza
dell'Azienda Ospedaliera S.Croce di Cuneo
43.TOLARI Prof. Francesco, Professore ordinario presso il Dipartimento
di patologia animale, profilassi e igiene degli alimenti dell'Università di
Pisa
44.TROISE Prof. Costantino, Direttore del Dipartimento di Medicina
interna e malattie infettive dell'Azienda Ospedaliera Università San Martino
di Genova
45.TUFANO Dott.ssa Rosalba, Professore Ordinario di Anestesia e rianimazione
all'Università Federico II di Napoli
46.TUVERI Prof. Guido, Direttore del Dipartimento Oncologico
dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Ospedali riuniti" di Trieste
47.VANNI Prof. Dino, Responsabile del Dipartimento di medicina
dell'Ospedale S. Donato di Arezzo
48.VEGETTI FINZI Dott.ssa Silvia, Docente di psicologia all'Università
di Pavia
49.VINEIS Dott. Paolo, Professore Associato di Statistica medica
all'Università di Torino
50.ZIPARO Prof. Vincenzo, Preside della II Facoltà di medicina e
chirurgia dell'Università "La Sapienza", Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di
Roma
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Marino Pistolato
Confartigianato del Veneto - Ufficio categorie
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