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10/09/2006   La dentista in Romania diventa abusiva in Italia

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Aveva conseguito la laurea in odontoiatria, così almeno pensava, seguendo dei corsi organizzati in Romania. La realtà era ben diversa, perché quando un cliente non soddisfatto delle sue prestazioni si rivolse all’autorità giudiziaria, è emersa una situazione problematica.


La procura al termine delle indagini preliminari ha chiesto il suo rinvio a giudizio per le accuse di esercizio abusiva della professione dentistica tra il 1993 e il settembre 2004; lesioni nei confronti del cliente che era stato male e truffa per avergli chiesto una parcella di 4500 euro a fronte di una prestazione che non era in grado di assicurare poiché non è laureata. Inoltre, la donna che lavorava per una società di servizi in campo odontoiatrico deve rispondere anche di falso perché avrebbe contraffatto una sessantina di ricette mediche.
Il pezzo di carta che l'imputata aveva ottenuto all’estero seguendo i consigli di una società padovana, si era rivelato per la procura carta straccia. Dunque, privo di qualsivoglia valore legale.
L’inchiesta prese le mosse nell’autunno 2004 quando la polizia giudiziaria venne attivata dalla procura dopo la segnalazione di un cliente il quale si è poi rivolto agli avvocati  per farsi tutelare.
Il lavoro che l'imputata aveva eseguito non era stato soddisfacente per il paziente, che aveva cominciato ad accusare problemi durante il trattamento iniziato nel settembre 2003 e proseguito per un anno.
Fu a quel punto che l’uomo si rivolse a un altro studio, anche perché il trattamento della pseudo dottoressa gli avrebbe causato lesioni con malattia di diversi giorni e un «considerevole deperimento - come le imputa il pm  - per impossibilità di masticare».
Quando la magistratura si è incaricata di fare luce sull’attività dell'imputata, lei si è rivolta ad un avvocato per limitare i danni.
Anche perché la sua posizione è diventata più critica, allorché sarebbe stato scoperto che l’imputata avrebbe falsificato una sessantina di ricette estratte dall’apposito modulo rilasciato dalla Regione al medico convenzionato con l’Ulss e anche collaboratore della società di servizi per l'odontoiatria , presso la quale si era dimenticato il ricettario.
Al termine delle indagini preliminari l’imputata ha manifestato la volontà al sostituto procuratore di patteggiare la pena.

La decisione sarà presa questa mattina all’udienza preliminare dal giudice  dopo avere valutato le condizioni concordate tra le parti.


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