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Aveva conseguito la laurea in odontoiatria, così almeno
pensava, seguendo dei corsi organizzati in Romania. La realtà era ben diversa,
perché quando un cliente non soddisfatto delle sue prestazioni si rivolse
all’autorità giudiziaria, è emersa una situazione problematica.
La procura al termine delle indagini preliminari ha chiesto il suo rinvio a
giudizio per le accuse di esercizio abusiva della professione dentistica tra
il 1993 e il settembre 2004; lesioni nei confronti del cliente che era stato
male e truffa per avergli chiesto una parcella di 4500 euro a fronte di una
prestazione che non era in grado di assicurare poiché non è laureata. Inoltre,
la donna che lavorava per una società di servizi in campo odontoiatrico deve
rispondere anche di falso perché avrebbe contraffatto una sessantina di
ricette mediche.
Il pezzo di carta che l'imputata aveva ottenuto all’estero seguendo i consigli di
una società padovana, si era rivelato per la procura carta straccia. Dunque,
privo di qualsivoglia valore legale.
L’inchiesta prese le mosse nell’autunno 2004 quando la polizia giudiziaria
venne attivata dalla procura dopo la segnalazione di un cliente il quale si è
poi rivolto agli avvocati per
farsi tutelare.
Il lavoro che l'imputata aveva eseguito non era stato soddisfacente per
il paziente, che aveva cominciato ad accusare problemi durante il
trattamento iniziato nel settembre 2003 e proseguito per un anno.
Fu a quel punto che l’uomo si rivolse a un altro studio, anche perché il
trattamento della pseudo dottoressa gli avrebbe causato lesioni con malattia
di diversi giorni e un «considerevole deperimento - come le imputa il pm - per impossibilità di masticare».
Quando la magistratura si è incaricata di fare luce sull’attività dell'imputata, lei si è rivolta
ad un avvocato per
limitare i danni.
Anche perché la sua posizione è diventata più critica, allorché sarebbe stato
scoperto che l’imputata avrebbe falsificato una sessantina di ricette estratte
dall’apposito modulo rilasciato dalla Regione al medico convenzionato con l’Ulss e anche collaboratore della
società di servizi per l'odontoiatria , presso la quale si era dimenticato il ricettario.
Al termine delle indagini preliminari l’imputata ha manifestato la volontà al
sostituto procuratore di patteggiare la pena.
La decisione sarà presa questa mattina all’udienza preliminare dal giudice
dopo avere valutato le condizioni concordate tra le parti.
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