Odontotecnici.net il portale dell'odontotecnicoAssociazione Artigiani della Provincia di Vicenza

 Home   

   

 

Scegli come homepage!

Chi Siamo

Sindacale

Legislazione

Prezzi
   Informativi

Link

Domande

Pag. regionali

 Forum

 Comunicati
    Fenaodi

 GLI SPECIALI:  
    93/42  
    Legge Privacy  
    Sicurezza

    Corsi ECM

  

forum odontotecnico

 
 
 
 
 
 
 
 

   

13/11/2006   Un dentifricio con microcristalli che ricostruiscono lo smalto

Pagina precedente
Già in commercio un dentifricio che impiega i microcristalli sintetizzati dal Laboratorio di strutturistica chimica biologica e ambientale dell’Università di Bologna . Per la prima volta un dentifricio è in grado di riparare l’idrossiapatite dei denti.

Da un lato la ricerca di base dei chimici del Ciamician, dall’altro l’applicazione su scala industriale. Al centro una ricerca di base che in pochi mesi si traduce in un brevetto e nella commercializzazione di un dentifricio ad alto contenuto tecnologico. In estrema sintesi è questa la storia del nuovo prodotto che impiega come principio attivo le microparticelle di idrossiapatite sintetizzate dal Laboratorio di strutturistica chimica biologica e ambientale diretto da Norberto Roveri.

"I nostri cristalli", spiega Roveri, "sono estremamente attivi e in breve tempo si legano all’idrossiapatite naturale dello smalto riparando le cavità prodotte dall’usura meccanica e dagli agenti chimici. Il principio attivo brevettato permette di ricostruire tessuti che da soli non si possono rigenerare. Rispetto ai dentifrici tradizionali con effetto anestetico, dunque, il nuovo dentifricio con microrepair ha un effetto curativo".

Il connubio tra industria e Università di Bologna ha prodotto risultati in tempi molto rapidi. L'azienda produttrice del dentifricio ha finanziato con 45 mila euro la ricerca di Barbara Palazzo, giovane chimica fresca di dottorato. E a circa un anno di distanza è stata messa a punto la formula per produrre su scala industriale un principio attivo che in laboratorio viene manipolato in quantità irrisorie.

Il nuovo dentifricio, presentato pochi giorni fa nell’aula magna del Ciamician, è però figlio di una ricerca che viene da lontano. "Trent’anni fa", racconta Roveri, "quando ero appena laureato, il professor A. Ripamonti cominciò a studiare, per primo a Bologna con tecniche diffrattometriche di raggi X, la struttura del collageno e, in particolare, i tessuti biologici calcificati: la chimica dei sistemi biologici in quei tempi non andava certo di moda, tra i chimici, come oggi, ma gradualmente abbiamo studiato il tessuto osseo e i processi di mineralizzazione, realizzando materiali applicati nel campo dell’odontoiatria e poi nelle terapie oncologiche, dove i nostri cristalli sono stati impiegati per somministrare in maniera mirata i principi attivi. Un noto industriale è venuto a conoscenza di questa nostra esperienza nel settore e ci ha chiesto di pensare un dentrificio tecnologicamente avanzato".

Il dentifricio appena commercializzato esce accompagnato da una lettera su carta intestata dell’Università di Bologna in cui si attesta che il prodotto è frutto di un lavoro di ricerca scientifica. "L'industria", conclude Roveri, "ha scelto l’Università di Bologna per certificare la qualità del proprio prodotto".

Fonte: Ufficio stampa Alma Mater Studiorum Università di Bologna 2006.



Il Pensiero Scientifico Editore


  In archivio sono presenti centinaia di articoli, cerca l'argomento che ti interessa con questa funzione di ricerca  (clicca qui)