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cassina rizzardi L'inchiesta era partita nel 2004 dalla denuncia di una
cliente per un impianto malfatto Medico patteggia sei mesi per lo studio
dentistico abusivo
CASSINA RIZZARDI (M. Cast.) Sei mesi di reclusione e 400 euro di multa: è
la condanna, patteggiata e cancellata dall'indulto, riportata da un medico
dentista milanese, Annibale Fantoli, per concorso in esercizio abusivo della
professione e in truffa. Avrebbe prestato la sua opera professionale in uno
studio di via Risorgimento, di cui era titolare un odontotecnico, Elvio
Volpato, pure milanese, che non aveva i titoli per intervenire direttamente
sui pazienti, secondo l'accusa. Denunciato da una paziente nel 2004, per un
impianto malfatto, a suo dire, l'odontotecnico era già uscito di scena con un
patteggiamento sovrapponibile a quello del dottor Fantoli e anche ieri è stata
esaminata l'eventuale conversione della pena detentiva in una pecuniaria.
Ipotesi decaduta. Il rito prescelto non ha consentito di conoscere sviluppi e
particolari di una causa che avrebbe coinvolto più di un paziente: le parti
offese sarebbero state sei, anche se risulta una sola la denuncia presentata,
pare direttamente in Procura. Il processo ha subìto diversi rinvii, per
ragioni tecniche o procedurali e i testimoni, più volte, hanno aspettato di
essere chiamati a deporre in sede penale. Ieri mattina, invece, c'era solo
l'avvocato Domenico Russo a difendere il proprio assistito, assente dal
processo e che, stando alle poche battute intercorse tra le parti, il pm
Vanessa Ragazzi e il giudice Francesco Angiolini, probabilmente non sapeva
neppure che l'odontotecnico non si limitava a ponti e a dentiere, ma svolgeva
anche funzioni proprie di un medico specialista. La responsabilità del medico
dentista consisterebbe soprattutto nell'omesso controllo, nell'essersi fidato,
insomma. Non si tratta, comunque, di un caso isolato: stando al bollettino
dell'Ordine dei Medici, la commissione odontoiatrica esamina almeno due - tre
casi ogni anno di esercizi abusivi della professione , soprattutto a seguito
di esposti di cittadini, secondo le relazioni pubblicate. Non in tutti i casi
viene aperta la pratica: a volte, già dall'istruttoria preliminare, i sospetti
risultano infondati. A conclusione del processo di ieri, il giudice ha
ordinato la trasmissione degli atti all'Ordine dei medici competente per
territorio, in questo caso, Milano.
La Provincia
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