Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri
COMUNICATO STAMPA
Dopo la definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, del
Disegno di Legge delega sulla riforma delle professioni, il presidente della
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri –
Amedeo Bianco - ha dichiarato:
“Dopo le ultime “pennellate liberiste”, il Consiglio dei Ministri ha
licenziato un testo del DDL Mastella nel quale si registra con preoccupazione
e forte disappunto la crescita delle aree di incertezza sul futuro dei nostri
Ordini professionali in quel processo di loro modernizzazione, che ci vede
responsabilmente partecipi e disponibili. Ad esempio l’obbligo di iscrizione
agli Albi per tutti i professionisti esercenti attività riservate,
indipendentemente dal rapporto di lavoro, è di fatto sparito come principio ed
affidato alla successiva delega mettendo in discussione in un colpo solo il
ruolo autonomo di governo etico, civile e sociale delle professioni in capo
agli Ordini e la stabilità degli Enti previdenziali autonomi, come noto
fondata sulla obbligatorietà di contribuzione per gli iscritti agli Albi".
Il dr. Amedeo Bianco ha inoltre affermato che “il nuovo testo Mastella è
reticente ed ambiguo nel disegnare i confini tra Ordini ed Associazioni tanto
che, nell’incerto profilo giuridico di entrambi, non è esclusa la possibilità
che le seconde possono esercitare attività riservate ai primi e che gli Ordini
possono, in ragione del mercato dei servizi così modificato, sciogliersi nelle
Associazioni”.
Il Presidente della FNOMCeO non ha mancato di sottolineare il rischio che
in campo sanitario, in particolare nell’esercizio della professione
odontoiatrica – come evidenziato anche dal dr. Giuseppe Renzo, presidente
della CAO nazionale – l’ingresso di capitali possa favorire il prestanomismo e
l’esercizio abusivo delle professioni sanitarie. Il testo definitivo non ha,
in conclusione, compiutamente sciolto il dilemma del ruolo dei soci di
capitale nelle società professionali ed interprofessionali, anch’esse orfane
di una identità giuridica” mentre ”un uso malizioso delle congiunzioni
tradisce preoccupanti retropensieri sulla effettiva volontà di contenere in
posizioni minoritarie i soci non professionisti.
“La FNOMCeO ritiene improprio – ha continuato Bianco - attribuire al
sistema formativo universitario il ruolo di progettare “a tavolino” nuove
professioni garantendone poi l’inserimento ope-legis in sezioni di Albi e
quindi l’accesso a fette di mercato; una previsione di committenza
autoreferenziale che rischia di creare non maggiore concorrenza ma vere e
proprie guerriglie di competenze tra vecchie e nuove professioni sulla pelle
dei cittadini” .
“Questi orientamenti sembrano dunque smentire l’asserita volontà di
costruire negli Ordini un centro di moderno governo etico, sociale e civile
delle professioni intellettuali, soprattutto in riferimento a quei servizi
professionali di interesse generale posti cioè a tutela di diritti, quale
quello della tutela della salute, costituzionalmente sanciti - ha affermato il
presidente Bianco - ed ha concluso “Ora che la parola passa al Parlamento, ci
adopereremo con tutti i mezzi perché queste ed altre questioni trovino
soluzioni meno pregiudiziali e meno pregiudizievoli per quanti, come noi,
vogliono mettere al servizio dei diritti dei cittadini e della modernizzazione
del Paese, i loro Ordini professionali e i loro servizi professionali” .
Con cortese preghiera di pubblicazione
Ufficio Stampa Fnomceo: 0636203299-0636203238-0636203216 informazione@fnomceo.it
Comunicato del 4.12.2006
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