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29/01/2007   Il sindacato pensionati respinge le critiche: «Convenzione vantaggiosa» Cure in Croazia, polemica tra dentisti e Cgil

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Massimo Scattolin
L’Andi: «Questi viaggi non danno garanzie e danneggiano i nostri lavoratori» Gite per cure dentarie in Croazia: l’Andi (associazione nazionale dentisti italiani) di Venezia dichiara guerra allo Spi Cgil, il sindacato dei pensionati italiani che ha sottoscritto una convenzione con uno studio dentistico di Fiume. «La Cgil - scrive il presidente provinciale dell’Andi Luca Dal Carlo - anzichè impegnarsi affinchè le cure odontoiatriche siano fornite ai meno abbienti dal Servizio sanitario si propone come organizzatrice di viaggi della speranza che danneggiano i lavoratori italiani».
L’associazione ricorda esperienze negative del passato come le «mitiche protesi olandesi: come mai dove aver distrutto le bocche di un’infinità di italiani non se ne sente più parlare?». Inoltre, afferma Dal Carlo, «quanti pazienti abbiamo visto subire gravi danni in strutture estere, Croazia compresa, che non hanno potuto avere alcun risarcimento per i danni subiti?». A fronte di questo, scrive l’Andi, «la qualità di cure, sicurezza, personale e attrezzature e aggiornamento degli studi dentistici italiani è ai vertici mondiali. Secondo un recente sondaggio del Censis il dentista italiano è definito dai pazienti serio (97,4 per cento) e onesto (85,2 per cento). Attraverso un servizio di guardia il sabato e la domenica si garantiscono da 12 anni le cure d’urgenza ai pazienti».
C’è, però, la questione dei costi. Questione alla base della convenzione tra Spi Cgil e lo studio croato. «Andando a chiedere preventivi la cifra è su per giù la stessa» dichiara Dal Carlo. E questo non vuol dire niente: mai sentito parlare di cartelli anticoncorrenziali? La vera ragione dei costi più elevati, però, sarebbe un’altra. Le maggiori tasse e costo del lavoro in Italia; i costi insopprimibili per la difesa del paziente da infezioni molto gravi come epatiti e Aids.
Giovanni Speranza, segretario regionale dello Spi Cgil e firmatario della convenzione contestata, respinge le critiche al mittente. La convenzione è stata «copiata» dai colleghi del Friuli Venezia Giulia, dove funziona bene da cinque anni. «Su cento pazienti - ricorda Speranza - soltanto uno si è dichiarato momentaneamente insoddisfatto e dovrà tornare in Croazia per risolvere il suo problema». La convenzione, comunque, offre una garanzia biennale. E se lo Spi ha sottoscritto la convenzione con uno studio croato è anche perchè «un dentista del Veneto orientale che si era mostrato disponibile a praticare degli sconti è stato richiamato dall’Ordine». Perchè esiste un tariffario minimo inderogabile.
Il can can mediatico sta portando acqua al mulino dello Spi. «Dopo il mio intervento a Caterpillar su Radiodue - afferma Speranza - mi hanno chiamato da Firenze, Arezzo, Padova, Bologna, Vittorio Veneto. Senza che dessi alcun numero in diretta».
Speranza ricorda comunque anche un’altra convenzione sottoscritta con i dentisti del Coi (Cenacolo odontostomatologico italiano), gli «avversari» dell’Andi. Si tratta di una convenzione che garantisce visite di prevenzione gratuite per i tumori della bocca, patologia di cui il Veneto - complici scarsa igiene orale, fumo e alcol - ha il triste primato italiano.
Infine Cosimo Tomaselli, presidente della Commissione odontoiatrica dell’Ordine dei medici, sollecita la Cgil a usare la propria forza contrattuale nei confronti del Governo impegnandosi su un altro fronte: garantire la piena detraibilità delle spese dentistiche effettuate. «Siamo d’accordo - conclude Speranza - quanto meno per un aumento della detraibilità. Ci lavoreremo». Sarebbe un modo come un altro per incentivare i pazienti a restare in Italia e pretendere, perchè fiscalmente gli converrebbe, la fattura.

L'espresso (26 gennaio 2007)


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