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29/01/2007   Provvedimento Fioroni: che succede ora nelle scuole? SCHEDA UIL

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29 gennaio 2007 - Francesca Ricci Uffico stampa UIL Scuola Segreteria nazionale
In poche ore sono giunte alla segreteria nazionale della Uil Scuola moltissime richieste di chiarimenti di insegnanti e genitori su quale sarà l'assetto della scuole dopo questo provvedimento.
Ecco punto per punto che cosa succederà dopo l'approvazione del provvedimento sulla scuola proposto da Fioroni e approvato dal Consiglio dei Ministri

Quali sono le conseguenze concrete sulle scuole a partire dal 2007?

1.. Resta tutto uguale: i professionali restano nazionali e statali
Dal 1 settembre 2007 rimarrà l'attuale assetto della scuola superiore. I licei economico e tecnologico, che non erano mai partiti, non ci saranno. E' la seconda volta che una riforma non parte - fa notare Massimo Di Menna - questo deve far riflettere sul fatto che le riforme debbono essere graduali, condivise. Lo strumento del decreto legge - che ha efficacia immediata - consente ai ragazzi che debbono fare le prescrizioni entro gennaio di poter scegliere sapendo con certezza quale sarà l'assetto della scuola il prossimo anno. Un provvedimento positivo perché riconduce gli istituti professionali all'interno del sistema nazionale e statale della scuola. Si supera così il vuoto di competenze che si era venuto a creare con la riforma Moratti: un paradosso nel quale la legge nazionale non li regolamentava e le regioni non avevano legiferato sull'attribuzione delle competenze. Va ricordato che tra gli studenti che frequentano le scuole secondarie uno su cinque studia in questi istituti e che vi insegna il 21 % dei docenti di ruolo nella secondaria. Doppio plauso - aggiunge Di Menna - perché da forza all'istruzione tecnico professionale e evita il vuoto dei professionali. (ad es. istituti alberghieri, servizi di ristorazione, ottici, odontotecnici che erano rimasti fuori dalle tabelle di equiparazione).

2.. Sì al rilancio della cultura tecnico professionale
E' un altro aspetto positivo: vengono istituiti i poli tecnico professionali. Si realizza - sottolinea Di Menna - un contenitore nel quale confluiscono l'istruzione tecnica e professionale le cui modalità sono tutte da definire. Ma l'impianto è positivo per rilanciare la cultura tecnico-professionale, per dare ai ragazzi una solida cultura di base e specifiche competenze tecniche e professionali.



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