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PORDENONE- Arriva dall'India la dentiera low-cost. Scherzi della
globalizzazione che non provoca soltanto delocalizzazioni nella grande
industria manifatturiera, ma anche spostamenti produttivi in nicchie di
prodotti artigianali. È il caso degli odontotecnici (circa cento i laboratori
presenti in provincia, con un media di due o tre addetti) che hanno scoperto
la via dell'India. Ma il fenomeno delle protesi "indiane" starebbe già
rientrando. Nonostante comporti dei risparmi su costo di materiali e
manodopera di quasi il 30 per cento. Se qualcuno ci ha provato ha visto che i
vantaggi economici comportanto dei rischi sulla qualità e sull'affidabilità
dei manufatti. «L'India - spiega Lino Mazzarotto, responsabile della categoria
degli odontotecnici dell'Unione degli Artigiani - ha ormai raggiunto un
livello di preparazione e di tecnologia paragonabili a quelli occidentali. Ma
non è tutto oro ciò che luccica: realizzare protesi sanitarie non è come fare
qualsiasi altro prodotto. Nel nostro settore è fondamentale la vicinanza con
il medico-dentista nel caso in cui siano necessarie prove e modifiche nelle
protesi che richiedono standard di qualità e perfezione elevatissimi».
FONTE: il gazzettino online
Ecco le dentiere "low cost" fabbricate in India. Ma non soddisfano tutti
i palati
Pordenone
NOSTRA REDAZIONE: Gazzettino online
Quando la globalizzazione si fa sentire anche in bocca. Non ci sono solo le
delocalizzazioni delle grandi imprese del manifatturiero, ma anche le
delocalizzazioni artigiane e "di nicchia". È il caso delle protesi
dentariemade in India . Ma come, sono in arrivo le dentiere low-cost? «È bene
precisare subito - chiarisce Lino Mazzarotto, rappresentante degli
odontotecnici che aderiscono all'Unione degli Artigiani della provincia di
Pordenone - Si tratta di un fenomeno che ha cominciato a diffondersi nel
settore negli ultimi due anni. Ma dopo una prima fase di entusiasmo, la
pratica di far realizzare le protesi in India ha subìto un forte
rallentamento. Molte sono infatti le difficoltà e le perplessità che comporta
la realizzazione delle protesi in un Paese così lontano. Costruire un ponte in
lega d'acciaio e ceramica oppure realizzare altri tipi di protesi delicate non
è come fabbricare elettrodomestici. Qui siamo nell'ambito di supporti
medico-sanitari che richiedono una precisione al micron e che quindi non
ammettono errori, poiché di mezzo c'è la salute del paziente».
Ma da qualche tempo c'è chi - tra i molti laboratori odontotecnici del
Nordest - ha trovato la via dell'India . A spingere i professionisti verso il
Far East è una questione di costi: il risparmio nell'utilizzo dei materiali e
nella manodopera comporta un "taglio" di quasi il 30 per cento nella
realizzazione della protesi finita. Un vantaggio che dovrebbe consentire al
tecnico di avere il prodotto a un costo inferiore. E non a caso si è scelta
l'India : le capacità professionali e il livello tecnologico nel settore
dentario sono paragonabili agli standard occidentali. «Ma - spiega ancora il
rappresentante della categoria che fa capo all'Upa - non è così facile come
potrebbe sembrare. E chi lo ha fatto sta tornando sui propri passi. Sulle
protesi più semplici commissionare il lavoro e poi importare dall'India la
protesi finita potrebbe essere più facile. Nelle protesi che richiedono
altissimi standard di precisione e di qualità potrebbero sorgere difficoltà.
Qui entra in gioco la vicinanza e la collaborazione tra il tecnico e il
dentista che spesso lavorano "in coppia" per verificare e fare le prove del
manufatto sul paziente. Uno scambio di conoscenze che consente di risolvere
eventuali problemi in poco tempo».
Anche se l'odontotecnico importatore (che non realizzando più alcune
protesi potrebbe concentrarsi su altri settori dell'attività) garantisce al
dentista che saranno effettuati da lui tutti i ritocchi e le modifiche
necessarie. Così come garantisce il rilascio della dichiarazioni di conformità
del lavoro, anche se realizzato in India . Le certificazioni di qualità -
obbligatorie per gli odontotecnici, trattandosi di una professione sanitaria -
vengono rilasciate dal tecnico italiano anche sui manufatti che arrivano
dall'India . «La normativa viene rispettata - aggiunge Mazzarotto -, ma non è
questo il vero problema. Se un ponte fatto in India non va bene e va
modificato è chiaro che non può essere rispedito a migliaia di chilometri. Il
tecnico locale si trova allora a dover "aggiustare" un prodotto che non ha
realizzato lui fin da principio». Insomma, per ora la dentiera low-cost non
sembra soddisfare gli standard di innovazione e di qualità richiesti dai
dentisti. E per il paziente, che è l'ultimo "anello" della catena, c'è la
convenienza? Se l'odontotecnico-fornitore riduce i costi, il prezzo pagato dal
dentista dovrebbe abbassarsi. E di conseguenza anche il conto del paziente.
«Ma - sottolineano gli odontotecnici - sarebbe interessante capire quanto il
paziente viene informato su questi processi e sulla provenienza delle
protesi». Se informato potrebbe scegliere liberamente se farsi mettere la
dentiera "locale" oppure quella "globale".
Davide Lisetto
FONTE: il gazzettino online
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