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22/02/2007   Denti sani che salasso

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La sanità "mancante", una cura in mani private Spesa annua di oltre 1200 euro a famiglia (ma la stima è del 2001) e carenza di strutture pubbliche. Diversità tra regioni. I nuovi fondi e i Livelli di assistenza

di Annamaria Messa

L'Istat registra nel biennio 2004-2005 una spesa di 1.330 miliardi di euro con un'incidenza del fatturato odontoiatrico tra lo 0,7 e lo 0,9% del Pil del periodo. Un'elaborazione Andi, Associazione Dentisti Italiani (la più rappresentativa della categoria con oltre 20mila iscritti), ha stimato che nel 2001 nelle famiglie italiane la spesa del dentista ha inciso complessivamente per quasi 9,6 miliardi, in media per 1247 euro a famiglia. In un'Italia come sempre 'ad Arlecchino', che oscilla dai 2812 euro in Friuli Venezia Giulia ai 542 in Calabria. Difatti, però, non c'è in Italia uno studio sul valore complessivo del settore odontoiatrico. "La spesa per i denti si attesta oggi sui 5 miliardi di euro. Nel suo insieme il dentale muove 10 miliardi in modo diretto, circa 30 come valore aggiunto per il sistema Italia", sostiene Roberto Calcioni, presidente Andi. Dietro il sorriso c'è un vero e proprio microcosmo economico che comprende dentisti, igienisti dentali, odontotecnici, assistenti alla poltrona, produzione di beni strumentali, distribuzione.
"Nel privato o nel pubblico fare odontoiatria di qualità costa e i costi nel privato si riverberano sul paziente, nel pubblico sulla collettività. Bisogna puntare sulla prevenzione per contrastare questa realtà", spiega Callioni. "I dentisti sono troppi, con forti squilibri tra regioni e regioni e lavorano quattro giorni la settimana perché l'offerta supera la domanda", ha notato Aldo Piperno (Università Federico II, Napoli) nel primo "Workshop di Economia in Odontoiatria".
Calano le carie, aumentano prevenzione, protesi e impianti: i servizi richiesti si diversificano ma resta un capitolo dolente il rapporto con gli odontoiatri... "I cittadini si lamentano per la scarsità delle prestazioni del Servizio Sanitario nazionale, i lunghi tempi di attesa, presunti errori, mancato rilascio di fatture in cambio di uno sconto, grandi differenze di costi tra una città e l'altra", denuncia Cittadinanzattiva. "Siamo a una svolta epocale", annuncia Callioni ricordando innanzitutto che nella Finanziaria 2007 sono previsti cento milioni di euro per le strutture odontoiatriche pubbliche sul territorio. "Da settembre", continua, "è stato istituito al ministero un tavolo permanente di confronto con i vari soggetti del settore per ridefinire i Lea (livelli essenziali di assistenza) anche nelle regioni in cui non sono partiti, per iniziative contro l'abusivismo, per campagne che facciano capire ai cittadini che fare prevenzione odontoiatrica significa risparmiare poi le spese del dentista". Concluso un accordo con la Regione Toscana che, al di là della fascia sociale, darà un contributo di 20 euro per il "sigillante" (vernice protettiva) di ognuno dei 4 denti permanenti che nei bambini vanno protetti contro la carie. Si stanno decidendo due iniziative sperimentali per potenziare l'offerta delle strutture pubbliche e favorire il lavoro di quanti nel settore sono in crisi, a cominciare dai neo laureati. In alcune regioni si avvierebbe un convenzionamento indiretto con dentisti disponibili a lavorare su un tariffario calmierato. Il paziente paga, poi riceve il contributo statale. Si incentiverebbe anche la presenza in strutture pubbliche di dentisti "volontari" disposti a percepire un compenso "basso". "Opportunità da non sottovalutare", commenta Callioni. Quanti però si fideranno delle nuove leve? Diminuiranno i tempi d'attesa? Per esempio, all'Ospedale Odontoiatrico Eastman di Roma (06844831) sono andati in pensione quattro dentisti.. "Per urgenze e malformazioni la lista d'attesa è zero. Per riparazione di ciò che non si è fatto da bambini, ricostruzioni, situazioni di adulti non legate a problemi patologici o funzionali importanti ma a fatti essenzialmente estetici, l'attesa è sotto l'anno", precisa Giuseppe Cassaro, Responsabile Ortodonzia. E commenta: "Ma se hanno aspettato tanti anni per decidersi, cosa cambia qualche mese in più?".
Tra le prime regioni a definire l'attuazione dei Lea nel 2004, c'è l'Emilia Romagna. Un fondo di 10 milioni di euro per il 2005-06, altri 10 nei 5 anni successivi per attrezzature e tecnologie più avanzate, potenziamento degli organici, formazione, convenzionamento di ambulatori odontoiatrici privati. Cure dentistiche e protesi gratis ai residenti con redditi familiari fino ai 7.500 euro annui, a chi ha patologie con conseguenze di natura odontoiatrica (come diabete giovanile, sieropositivi, tossicodipendenti, handicappati psicofisici). Ticket se il reddito familiare va da 7.500 a 15.000 euro. Se non c'è urgenza, attesa di 30 giorni per le visite, 60 per le cure, 150 per la protesica. Per i bimbi prevenzione gratis. Apparecchio ortodontico a prezzi calmierati e pagamento a rate. (tel. 051.6397161-2). Riservato solo ai residenti nella regione l'intervento del SSN anche in Lombardia da settembre scorso. Particolare attenzione alla prevenzione nei bambini, ai pazienti con emergenze dolorose, in condizioni di particolare vulnerabilità fisica e\o sociale. Si sono opposti i sindacati confederali e di categoria lamentando "un'ottica molto restrittiva che esclude fasce di popolazione (circa 300mila persone) finora assistite con oneri a carico del Fondo sanitario regionale". Contestato anche il pagamento anticipato del ticket al momento della prenotazione da fare di persona presso la struttura e non più con prenotazione telefonica. In Puglia, la cura di denti e bocca è coperta al 95% dal privato, dice l'AIO, Associazione Italiana Odontoiatri. L'Agenzia regionale ha avviato "Sorridi alla vita", prevenzione orale 10mila bambini in 85 scuole elementari: incontri e visite di controllo fino a maggio. www.regione.puglia.it

da repubblica.it

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