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15/03/2007   Amici di Brugg:

UNA STORIA ANTICA DI SCIENZA E AMICIZIA

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La storia degli Amici di Brugg è più antica di almeno un decennio rispetto al traguardo ufficiale, già prestigioso, che verrà tagliato a maggio al 50° Congresso di Rimini.

Le origini del sodalizio risalgono infatti al secondo dopoguerra mondiale ed hanno un nome e un luogo precisi. Il nome è quello di Augusto Biaggi, valente ed apprezzato dentista specializzato in protesi di precisione; il luogo è Brugg, cittadina svizzera del Cantone d’Argovia, ove il medico ticinese ha studio e laboratorio odontotecnico.

Alla fine della guerra il dottor Biaggi è fra i primi a riprendere i contatti culturali con l’Italia, vi tiene numerose conferenze a beneficio dei nostri dentisti, "i quali avevano alle spalle un vuoto professionale di sei anni e una gran sete di sapere e conoscere".

Diversi di loro sentono l’esigenza di recarsi nello studio di Brugg per approfondire le tecniche apprese; inizialmente sono poche decine, poi il loro numero cresce talmente da indurre Biaggi ad avviare veri e propri corsi di conservativa e protesi. E’ aiutato nel compito da un assistente, Luigi Castagnola, destinato ad una brillante carriera universitaria e professionale a Zurigo.

"L’entusiasmo degli allievi – ricorderà Biaggi - l’amicizia che vieppiù mi univa ad essi, i nuovi allievi che i vecchi mi indirizzavano, mi spinsero a continuare sulla strada dell’insegnamento", e ad estendere le lezioni al campo tecnico, in un’atmosfera di collaborazione tra medici ed odontotecnici che diviene segno distintivo del sodalizio.

A Brugg insomma non si affina solo la pratica professionale, ma si entra a far parte di un gruppo che si riconosce nei valori della solidarietà e della condivisione del sapere. Che sono amici fra sé e di Biaggi. Che sono Amici di Brugg, appunto.

E sono tanti. Lo studio ticinese non basta più ad accoglierli. Il cenacolo culturale si sposta allora in Italia, nello studio di Carlo De Chiesa a Saluzzo, sulle colline cuneesi. D’eccezione i maestri: oltre allo stesso Biaggi e all’allievo della prima ora dottor De Chiesa, tanti capiscuola (anche d’Oltre Oceano) e molti personaggi destinati a primeggiare nella rinascente odontoiatria nazionale.

Il primo Congresso degli Amici di Brugg si svolge a Milano nel 1958 per iniziativa di un pioniere fra i più appassionati, Elia Giorgetti. La sede è l’abitazione milanese di Gigi Denari, settanta i partecipanti. Convegno modesto, se si vuole, ma sufficiente a far partire l’orologio ufficiale della storia associativa (quantunque di associazione vera e propria si possa parlare solo un quinquennio dopo la scomparsa del fondatore, avvenuta nel 1977).

Nel prossimo maggio verrà celebrata la cinquantesima edizione; in mezzo vi sono decenni di disponibilità reciproca allo scambio culturale, attenzione agli aspetti pratici clinici e odontotecnici, impegno nella formazione delle giovani leve. E inoltre un forte spirito solidaristico, anche al di fuori dei confini nazionali: Irpinia, Kenia, Filippine, India, e soprattutto Friuli e Moggio Udinese, la cittadina epicentro del tremendo sisma del 1976. Qui gli Amici si spendono in prima persona e per una decina d’anni filati, a turni di due la settimana, offriranno alla popolazione cura, assistenza e opera di prevenzione odontoiatrica.

Insieme con il Congresso di maggio, gli Incontri regionali, i Centri fissi di aggiornamento, i seminari sparsi capillarmente nel Paese, i Memorial Biaggi istituiti per ricordare il maestro sono altrettante tappe di un risveglio professionale realizzato giorno per giorno senza clamore, a lungo con una funzione di supplenza della carente offerta formativa pubblica.

L’"antica sete di sapere e conoscere" trova sbocchi anche attraverso frequenti contatti scientifici con la cultura internazionale: i grandi congressi d’Oltre Oceano ed i maestri dell’odontotecnica statunitensi, i centri di ricerca del Nord Europa e l’accademia svizzera e tedesca. Nasce in questo clima la Fondazione Castagnola, istituita in seguito alla donazione del professor Luigi Castagnola all’"allievo prediletto Nicola Perrini" del proprio materiale scientifico (comprensivo anche di parte di quello dei capiscuola Otto Walkhoff, Alfred Gysi e Walter Hess), la quale promuoverà Corsi ed iniziative di aggiornamento in sintonia e a completamento dei programmi formativi associativi.

A Rimini gli Amici di Brugg si fermano stabilmente nel 1980, trovando nella città l’ospitalità ideale e negli ambienti fieristici una sede capace di "modularsi" sul successo crescente del Congresso. Esattamente a questo punto della loro storia incontrano "un nuovo amico prezioso", l’Unione degli industriali italiani del dentale, la quale "con la mostra dei propri prodotti così apprezzati nel mondo intero – ha ricordato recentemente Fabio Toffenetti – e come nostro partner istituzionale ci ha aiutato a crescere anche come evento congressuale".

Cinque decenni, quattro grandi guide; il fondatore, Augusto Biaggi, e poi i presidenti: Luigi Castagnola, Carlo De Chiesa e Fabio Toffenetti, appunto. Ogni progresso degli Amici di Brugg porta la loro firma, ma esprime il lavoro corale di tutti. Solo così l’associazione ha potuto progredire, cogliendo con prontezza e in ogni epoca il vento dell’innovazione.

Negli anni più recenti, ad esempio, ha avvertito la necessità di un nuovo modo di "fare" didattica e di diffonderla puntando sui nuovi, potenti e capillari mezzi di comunicazione. Da qui il largo utilizzo delle trasmissioni televisive dapprima a circuito chiuso e poi via etere e poi ancora fatte rimbalzare sul satellite a coprire in tempo reale - con una serie ormai triennale di Corsi d’aggiornamento - la necessità formativa di una platea sempre più vasta di associati.

Mezzi sofisticati, media attualissimi, come si vede. Preparati e sostenuti dalle colonne portanti della comunicazione associativa, ossia il sito Internet (www.amicidibrugg.it), l’organo ufficiale di stampa, "Odontoiatria-Rivista degli Amici di Brugg", la collana editoriale dei "Quaderni di aggiornamento".

Ecco perché la festa che si prepara a Rimini non è "faccenda privata". E’ piuttosto patrimonio dell’intero settore odontoiatrico nazionale.



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