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Caro Direttore,
come mia abitudine, leggo quotidianamente il Suo giornale, il Tarantosera,
e nella edizione del 3 aprile ho appreso della notizia del falso odontoiatra
pizzicato dalla Guardia di Finanza in un poliambulatorio di Statte.
Pur apprezzando e condividendo gli sforzi che la sua testata fa per
denunciare apertamente qualsiasi forma o azione di illegalità, mi corre
l’obbligo di sottolineare, come presidente provinciale e regionale di una
importante categoria economica, gli odontotecnici, già fortemente penalizzata
da una artefatta campagna nazionale diffamatoria e da una pesante crisi
economica di mercato, che non giova ne alla categoria stessa ma soprattutto
alla pubblica opinione perpetuare a dipingere la categoria stessa come un
intero movimento di abusivi.
Purtroppo non possiamo negare che, come in ogni famiglia, ci sia qualche
pecora nera, ma sono casi del tutto eccezionali e per i quali siamo i primi a
prenderne le distanze, fatti deprecabili che condanniamo totalmente, ma che
non possono essere strumentalizzati per screditare continuamente un’intera
categoria, cosi come sono da perseguire, nel settore dentale, alcune altre
forme di illegalità che possono danneggiare il paziente: medici che prestano
il loro titolo e la loro qualifica ad abusivi pur restando tranquillamente
iscritti all’Albo; personale dello studio dentistico non qualificato che
svolge mansioni di igienista;medici che si improvvisano odontotecnici
producendo prodotti scadenti ecc.
E’ altrettanto evidente però che non è più possibile assistere ad un tale
scempio mediatico, ed è nostra ferma intenzione a questo punto reagire
immediatamente, pubblicamente e con fermezza a questi attacchi.
La pubblica opinione deve sapere che gli odontotecnici realizzano un
servizio importantissimo per la tutela del paziente secondo i dettami delle
specifiche direttive comunitarie, che impongono di certificare e documentare
al paziente la qualità e la sicurezza dei dispositivi medici su misura
(protesi dentarie e apparecchi per la terapia ortodontica), secondo protocolli
rigorosi, certificazioni di conformità che magari molto spesso non vengono poi
consegnate al paziente da parte dell’odontoiatra, stando alla vigente
normativa italiana.
Noi condanniamo con fermezza ogni forma di abusivismo, ma abbiamo anche
bisogno di far sapere alla pubblica opinione che è da tanto tempo che ci
battiamo per ottenere il riordino dell’intero settore a partire dell’ormai
ridicolo “tira e molla” creatosi sulla questione del “Profilo Professionale
dell’Odontotecnico”, una questione che va avanti da tantissimi anni, e che
vede un più severo corso di formazione con l’introduzione del livello
universitario a maggior garanzia proprio del paziente, e che vede l’azione
sindacale di tutte le organizzazione costantemente infrangersi miseramente
contro un vero e proprio muro di gomma da parte del Parlamento e di lobby
professionali.
La pubblica opinione deve sapere che non è più possibile oggi giorno
immaginare di produrre protesi dentarie ed apparecchi ortodontoci senza una
positiva collaborazione tra medico e tecnico.
Non è più possibile che sia solo l’odontoiatra a verificare le protesi, che
tra l’altro non è in grado di fare, ed impedire all’odontotecnico di
verificare quelle stesse protesi che lui stesso ha realizzato. Un ciclo di
un’attività consiste in un inizio, uno svolgimento e una conclusione con la
verifica dei risultati. Negare ciò significa danneggiare il paziente. Come si
può raggiungere l’eccellenza in una riabilitazione così complessa ed
articolata se non si può verificare quello che si fa. La verifica consiste nel
confrontare gli obbiettivi iniziali con i risultati finali (misurare lo
scarto), con una valutazione effettuata durante ed a fine processo. E’
importante valutare il processo e non la persona. La verifica dei risultati è
una fase necessaria, fondamentale conclusiva di un’attività ed implica, per
essere efficacemente gestita, lo sviluppo della capacità di valutare e quindi
di confronto. Impedire tutto ciò significa danneggiare il paziente, significa
negare al paziente di fruire di una riabilitazione protesica personalizzata e
quindi eccellente. Perché continuare a negare all’odontotecnico di riabilitare
un organo masticatorio in modo ottimale, negare di fare una protesi migliore
per il paziente
Quindi negare all’odontotecnico la verifica della protesi ( che solo lui
conosce bene ) equivale a danneggiare il paziente.
E’ assai probabile, Caro Direttore, che soffermarsi a parlare anche di
questo, aiutarci a raggiungere questi obiettivi, serva oltre che a debellare
naturalmente questa triste piega dell’abusivo, che non avrebbe più motivo di
esistere, anche a far capire ai pazienti quanto realmente costa alla fonte un
apparecchio ortodontico od una protesi dentaria prodotti a regola d’arte, una
grande opportunità che gioverebbe A NOI TUTTI PAZIENTI e che purtroppo
continua a rimanere un mistero celato nell’attività dell’odontoiatra.
Confidando quindi nella Sua collaborazione nell’esclusivo interesse della
legalità e della professionalità ribadisco la nostra ferma volontà di
confrontarci pubblicamente non solo con tutti gli attori del settore dentale,
ma anche con la pubblica opinione alla quale va spiegata chiaramente la
differenza tra odontoiatri ed odontotecnici.
Certo che vogliate rendere pubblica la presente nota, la saluto
cordialmente.
Taranto, 5 aprile 2007
Il Presidente
Gennaro Mordenti
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