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10/04/2007   Confartigianato Taranto: Abusivismo-Lettera aperta di Gennaro Mordenti a Tarantosera

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Caro Direttore,

come mia abitudine, leggo quotidianamente il Suo giornale, il Tarantosera, e nella edizione del 3 aprile ho appreso della notizia del falso odontoiatra pizzicato dalla Guardia di Finanza in un poliambulatorio di Statte.

Pur apprezzando e condividendo gli sforzi che la sua testata fa per denunciare apertamente qualsiasi forma o azione di illegalità, mi corre l’obbligo di sottolineare, come presidente provinciale e regionale di una importante categoria economica, gli odontotecnici, già fortemente penalizzata da una artefatta campagna nazionale diffamatoria e da una pesante crisi economica di mercato, che non giova ne alla categoria stessa ma soprattutto alla pubblica opinione perpetuare a dipingere la categoria stessa come un intero movimento di abusivi.

Purtroppo non possiamo negare che, come in ogni famiglia, ci sia qualche pecora nera, ma sono casi del tutto eccezionali e per i quali siamo i primi a prenderne le distanze, fatti deprecabili che condanniamo totalmente, ma che non possono essere strumentalizzati per screditare continuamente un’intera categoria, cosi come sono da perseguire, nel settore dentale, alcune altre forme di illegalità che possono danneggiare il paziente: medici che prestano il loro titolo e la loro qualifica ad abusivi pur restando tranquillamente iscritti all’Albo; personale dello studio dentistico non qualificato che svolge mansioni di igienista;medici che si improvvisano odontotecnici producendo prodotti scadenti ecc.

E’ altrettanto evidente però che non è più possibile assistere ad un tale scempio mediatico, ed è nostra ferma intenzione a questo punto reagire immediatamente, pubblicamente e con fermezza a questi attacchi.

La pubblica opinione deve sapere che gli odontotecnici realizzano un servizio importantissimo per la tutela del paziente secondo i dettami delle specifiche direttive comunitarie, che impongono di certificare e documentare al paziente la qualità e la sicurezza dei dispositivi medici su misura (protesi dentarie e apparecchi per la terapia ortodontica), secondo protocolli rigorosi, certificazioni di conformità che magari molto spesso non vengono poi consegnate al paziente da parte dell’odontoiatra, stando alla vigente normativa italiana.

Noi condanniamo con fermezza ogni forma di abusivismo, ma abbiamo anche bisogno di far sapere alla pubblica opinione che è da tanto tempo che ci battiamo per ottenere il riordino dell’intero settore a partire dell’ormai ridicolo “tira e molla” creatosi sulla questione del “Profilo Professionale dell’Odontotecnico”, una questione che va avanti da tantissimi anni, e che vede un più severo corso di formazione con l’introduzione del livello universitario a maggior garanzia proprio del paziente, e che vede l’azione sindacale di tutte le organizzazione costantemente infrangersi miseramente contro un vero e proprio muro di gomma da parte del Parlamento e di lobby professionali.

La pubblica opinione deve sapere che non è più possibile oggi giorno immaginare di produrre protesi dentarie ed apparecchi ortodontoci senza una positiva collaborazione tra medico e tecnico.

Non è più possibile che sia solo l’odontoiatra a verificare le protesi, che tra l’altro non è in grado di fare, ed impedire all’odontotecnico di verificare quelle stesse protesi che lui stesso ha realizzato. Un ciclo di un’attività consiste in un inizio, uno svolgimento e una conclusione con la verifica dei risultati. Negare ciò significa danneggiare il paziente. Come si può raggiungere l’eccellenza in una riabilitazione così complessa ed articolata se non si può verificare quello che si fa. La verifica consiste nel confrontare gli obbiettivi iniziali con i risultati finali (misurare lo scarto), con una valutazione effettuata durante ed a fine processo. E’ importante valutare il processo e non la persona. La verifica dei risultati è una fase necessaria, fondamentale conclusiva di un’attività ed implica, per essere efficacemente gestita, lo sviluppo della capacità di valutare e quindi di confronto. Impedire tutto ciò significa danneggiare il paziente, significa negare al paziente di fruire di una riabilitazione protesica personalizzata e quindi eccellente. Perché continuare a negare all’odontotecnico di riabilitare un organo masticatorio in modo ottimale, negare di fare una protesi migliore per il paziente

Quindi negare all’odontotecnico la verifica della protesi ( che solo lui conosce bene ) equivale a danneggiare il paziente.

E’ assai probabile, Caro Direttore, che soffermarsi a parlare anche di questo, aiutarci a raggiungere questi obiettivi, serva oltre che a debellare naturalmente questa triste piega dell’abusivo, che non avrebbe più motivo di esistere, anche a far capire ai pazienti quanto realmente costa alla fonte un apparecchio ortodontico od una protesi dentaria prodotti a regola d’arte, una grande opportunità che gioverebbe A NOI TUTTI PAZIENTI e che purtroppo continua a rimanere un mistero celato nell’attività dell’odontoiatra.

Confidando quindi nella Sua collaborazione nell’esclusivo interesse della legalità e della professionalità ribadisco la nostra ferma volontà di confrontarci pubblicamente non solo con tutti gli attori del settore dentale, ma anche con la pubblica opinione alla quale va spiegata chiaramente la differenza tra odontoiatri ed odontotecnici.

Certo che vogliate rendere pubblica la presente nota, la saluto cordialmente.

Taranto, 5 aprile 2007

Il Presidente
Gennaro Mordenti


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