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di Angelo Ferri *
Un dentista conclude un intervento dentale, ma il paziente ha seri problemi
di masticazione ed è costretto a digrignare i denti anche quando parla.
Il sanitario riconosce l'errore e vuole restituirgli il costo dell'intervento,
ma il paziente si rivolge al Tribunale chiedendo altresì il danno alla salute.
Esaminato il fatto, il Tribunale civile di Monza dà ragione al paziente e
condanna il dentista a rifondere sia le spese dell'intervento di ripristino
sia il risarcimento del danno alla salute. In casi del genere è costante la
giurisprudenza della Cassazione ( n. 6141/1978 e 13533/2001) nel dare
soddisfazione al cittadino. Per scagionarsi, il medico deve provare che il suo
comportamento professionale sia stato svolto con "una perizia superiore al
livello medio corrente nell'attività professionale esercitata". Se tale
perizia professionale non viene provata dal sanitario,il dentista deve
restituire la somma pagata dal paziente, che ha inoltre diritto a scegliersi,
per il ripristino masticatorio, un altro odontoiatra di sua fiducia. E se
costui è più costoso va pagato in quanto "una persona lesa nella salute a
seguito di un'erronea prestazione medica non si cura delle spese ma vuole
ottenere una completa guarigione" (Trib. Monza 22.5.2006). A ciò va aggiunto
il danno alla salute, da valutarsi secondo le indicazioni del decreto del
giugno '05 (infortunistica stradale); con tabelle più favorevoli per il
cittadino vittima di errori medici.
da Repubblica Salute
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