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25/05/2007   Intervista al Vice Presidente di Fenaodi Luca Zarantonello sulle modifiche della direttiva 93/42

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Cosa pensa delle proposte di modifica della direttiva 93/42?

Innanzitutto devo specificare che ci troviamo di fronte ad un testo non ancora definitivo. Seppur con l’approvazione a larga maggioranza del Parlamento Europeo, la direttiva deve ancora passare al vaglio del Consiglio Europeo previsto per i prossimi giorni, quindi è da considerarsi ancora suscettibile di modifiche.

Il mio pensiero in merito è che poteva andare peggio. Potevamo ritrovarci con la certificazione obbligatoria dei fabbricanti dei dispositivi medici su misura, come hanno sempre sostenuto le associazioni del nord Europa e la FEPPD oppure ritrovarci con maggiori ed onerosi adempimenti. Non per questo ci possiamo ritenere soddisfatti, per usare un paragone calcistico oserei dire che abbiamo ottenuto un pareggio fuori casa.

Cosa cambia per gli odontotecnici dopo il recepimento di tale direttiva?

È ancora presto per definire nello specifico cosa cambia prima che si sia espresso il Consiglio Europeo, successivamente ci vorrà il Decreto Legislativo di recepimento e poi le circolari attuative del Ministero della Salute. È proprio in questi ambiti istituzionali che continueremo ad impegnarci per non far aumentare o limitare, e perché no, anche diminuire gli adempimenti per gli odontotecnici. Consapevoli di garantire sempre come previsto dalla Direttiva la sicurezza del dispositivo che realizziamo.

Come ha monitorato Fenaodi il luogo iter d’approvazione della direttiva?

Abbiamo attuato un presidio costante ed assiduo a Bruxelles presso UEAPME (organizzazione delle piccole imprese europee) di cui Confartigianato è socio fondatore. L’attività che abbiamo svolto in questi ultimi tre anni, ci ha visto portatori di proposte e di forti critiche nei confronti di posizioni che inizialmente si stavano facendo notare. Posizioni che se fossero state recepite dalla Commissione Europea avrebbero dato una "mazzata" alle imprese italiane di settore. In merito voglio aggiungere che su quest’aspetto c’è una perfetta sintonia con CNA a tutela delle nostre imprese ma anche delle imprese d’altri paesi europei. A tal proposito voglio segnalare la larga latitanza di moltissime rappresentanze nazionali d’altri paesi dell’Unione Europea. In poche parole spesso ci trovavamo solo noi italiani a contrastare le proposte degli inglesi e dei tedeschi che sono per noi "irrecepibili".

Da quando questa nuova direttiva sarà attiva?

Salvo cambiamenti due anni e mezzo dalla pubblicazione della nuova direttiva nella Gazzetta dell’UE (GUCE). Specifico: diciotto mesi per il recepimento negli stati membri ed altri dodici mesi per l’entrata in vigore.

Quali sono le mosse future di Fenaodi a questo proposito?

Il ripristino del principio di proporzionalità previsto dall’UE. Mi spiego meglio: non si possono obbligare agli stessi adempimenti ed avere le stesse sanzioni per un’impresa con 200 addetti ed una con 1 addetto, in considerazione anche della bassa pericolosità dei dispositivi che realizziamo. Proprio per questo abbiamo preso spunto da quanto sta accadendo nel settore alimentare dove è prevista una notevole riduzione degli oneri per le aziende con meno di 10 dipendenti.

Altro impegno sarà quello di monitorare costantemente sia il Parlamento per il Decreto di recepimento che il Ministero per le circolari d’attuazione.

Crede che in merito sarebbe necessario coinvolgere anche le associazioni dei consumatori?

E’ indispensabile il loro coinvolgimento. E’ nostra intenzione coinvolgere il CNCU ( consiglio nazionale dei consumatori e utenti) organismo di rappresentanza delle associazioni dei consumatori presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed attraverso quest’organismo diffondere le opportune informazioni sia in materia dei diritti dei pazienti ( come il rilascio della dichiarazione di conformità) che sullo stato dell’odontoiatria in Italia.


Luca Zarantonello

Fenaodi Confartigianato

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