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Cosa pensa delle proposte di modifica della direttiva 93/42?
Innanzitutto devo specificare che ci troviamo di fronte ad un testo non ancora
definitivo. Seppur con l’approvazione a larga maggioranza del Parlamento
Europeo, la direttiva deve ancora passare al vaglio del Consiglio Europeo
previsto per i prossimi giorni, quindi è da considerarsi ancora suscettibile
di modifiche.
Il mio pensiero in merito è che poteva andare peggio. Potevamo ritrovarci
con la certificazione obbligatoria dei fabbricanti dei dispositivi medici su
misura, come hanno sempre sostenuto le associazioni del nord Europa e la FEPPD
oppure ritrovarci con maggiori ed onerosi adempimenti. Non per questo ci
possiamo ritenere soddisfatti, per usare un paragone calcistico oserei dire
che abbiamo ottenuto un pareggio fuori casa.
Cosa cambia per gli odontotecnici dopo il recepimento di tale direttiva?
È ancora presto per definire nello specifico cosa cambia prima che si sia
espresso il Consiglio Europeo, successivamente ci vorrà il Decreto Legislativo
di recepimento e poi le circolari attuative del Ministero della Salute. È
proprio in questi ambiti istituzionali che continueremo ad impegnarci per non
far aumentare o limitare, e perché no, anche diminuire gli adempimenti per gli
odontotecnici. Consapevoli di garantire sempre come previsto dalla Direttiva
la sicurezza del dispositivo che realizziamo.
Come ha monitorato Fenaodi il luogo iter d’approvazione della direttiva?
Abbiamo attuato un presidio costante ed assiduo a Bruxelles presso UEAPME
(organizzazione delle piccole imprese europee) di cui Confartigianato è socio
fondatore. L’attività che abbiamo svolto in questi ultimi tre anni, ci ha
visto portatori di proposte e di forti critiche nei confronti di posizioni che
inizialmente si stavano facendo notare. Posizioni che se fossero state
recepite dalla Commissione Europea avrebbero dato una "mazzata" alle imprese
italiane di settore. In merito voglio aggiungere che su quest’aspetto c’è una
perfetta sintonia con CNA a tutela delle nostre imprese ma anche delle imprese
d’altri paesi europei. A tal proposito voglio segnalare la larga latitanza di
moltissime rappresentanze nazionali d’altri paesi dell’Unione Europea. In
poche parole spesso ci trovavamo solo noi italiani a contrastare le proposte
degli inglesi e dei tedeschi che sono per noi "irrecepibili".
Da quando questa nuova direttiva sarà attiva?
Salvo cambiamenti due anni e mezzo dalla pubblicazione della nuova
direttiva nella Gazzetta dell’UE (GUCE). Specifico: diciotto mesi per il
recepimento negli stati membri ed altri dodici mesi per l’entrata in vigore.
Quali sono le mosse future di Fenaodi a questo proposito?
Il ripristino del principio di proporzionalità previsto dall’UE. Mi spiego
meglio: non si possono obbligare agli stessi adempimenti ed avere le stesse
sanzioni per un’impresa con 200 addetti ed una con 1 addetto, in
considerazione anche della bassa pericolosità dei dispositivi che realizziamo.
Proprio per questo abbiamo preso spunto da quanto sta accadendo nel settore
alimentare dove è prevista una notevole riduzione degli oneri per le aziende
con meno di 10 dipendenti.
Altro impegno sarà quello di monitorare costantemente sia il Parlamento per
il Decreto di recepimento che il Ministero per le circolari d’attuazione.
Crede che in merito sarebbe necessario coinvolgere anche le associazioni
dei consumatori?
E’ indispensabile il loro coinvolgimento. E’ nostra intenzione coinvolgere
il CNCU ( consiglio nazionale dei consumatori e utenti) organismo di
rappresentanza delle associazioni dei consumatori presso il Ministero dello
Sviluppo Economico ed attraverso quest’organismo diffondere le opportune
informazioni sia in materia dei diritti dei pazienti ( come il rilascio della
dichiarazione di conformità) che sullo stato dell’odontoiatria in Italia.
Luca Zarantonello
Fenaodi Confartigianato
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