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19/06/2007  Il Profilo Professionale dell’Odontotecnico: la chiarezza, soprattutto.

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Facciamo seguito ad una segnalazione di un collega per ritornare sull’argomento del profilo professionale dell’odontotecnico.

ANDI Veneto ha ultimamente diffuso un comunicato (vedi allegato) nel quale si invitano i soci aderenti ad esprimere un “parere negativo sull’istituzione della figura sanitaria dell’odontoprotesista”, inviando un fax per una raccolta di firme.

La chiarezza, soprattutto. La discussione sulla modifica del profilo professionale dell’odontotecnico è vecchia ormai di anni. In questo lungo periodo, bozze di nuovi profili sono passate su quasi tutti i tavoli romani, dalle aule parlamentari, ai ministeri, fino ad arrivare al Consiglio Superiore di Sanità, che finalmente dovrà dare una indicazione definitiva per sopperire alla carenza decisionale che ha visto la figura dell’odontotecnico rimanere immutata per quasi ottant’anni, mentre tutto il resto del mondo sanitario e tecnico-sanitario circostante si rinnovava. Abbiamo così assistito, nel lontano 1994, alla nascita di figure di tecnici per i quali è prevista una specifica formazione universitaria con laurea triennale conseguita presso Facoltà di medicina e chirurgia. Ad esempio, tecnici ortopedici e tecnici audioprotesisti sono stati riconosciuti come operatori sanitari che operano in collaborazione con il medico nell’ambito delle loro competenze specifiche, attribuite da apposito decreto ministeriale. Non si è mai parlato di scandalo per questi casi, né abbiamo mai sentito i medici interessati nominare presunte invasioni di competenze o “pericolose sovrapposizioni”.

Ritornando al caso dell’odontotecnico, esiste un testo attualmente in discussione che, dopo aver ottenuto il parere favorevole da parte del Consiglio Superiore di Sanità nel 2001(vedi allegato), è ora soggetto ad un nuovo esame. Chiariamo innanzitutto che la parola “odontoprotesista” non viene mai nominata nel testo della bozza di profilo professionale. E’ comunque fuorviante soffermarsi su di un termine, quando il motivo della presa di posizione dell’ANDI in realtà riguarda la convinzione che la nuova figura tecnico-sanitaria sarebbe “legittimata ad eseguire sul paziente le sedute relative alla protesi”. Riportiamo di seguito il testo dell’articolo che inquadra il ruolo dell’odontotecnico all’interno dello studio medico per poi fare alcune considerazioni in merito.

“L'odontotecnico su richiesta, alla presenza e sotto la responsabilità dell’abilitato a norma di legge all’esercizio dell'odontoiatria, può collaborare, solo all'interno di strutture odontoiatriche autorizzate ai sensi delle normative vigenti agli atti di verifica di congruità dei dispositivi medici su misura, al solo scopo di ottimizzare tutti gli elementi relativi esclusivamente al manufatto che egli stesso realizza”.

Da questo passaggio emerge nitidamente che l’odontotecnico può diventare, in caso di necessità e solo su richiesta dell’odontoiatra, un utile collaboratore all’interno dello studio per assistere il medico nel garantire una migliore personalizzazione e ottimizzazione della protesi da lui prodotta. Si tratta insomma di dare al medico uno strumento in più, uno strumento legittimo perché soggetto alle regole del nuovo profilo, per poter migliorare la qualità del proprio intervento a favore del paziente. Questi “paletti normativi” dovrebbero bastare a dissolvere qualsiasi dubbio di coloro che temono che il nuovo profilo porti legalizzazione dell’abusivismo. L’abusivismo non si sconfigge bloccando in maniera precostituita qualsiasi proposta che mira portare miglioramenti nei rapporti tra il produttore di dispositivi medici e l’odontoiatra: per impedire un supposto quanto improbabile aumento di casi di abusivismo collegato al nuovo profilo si penalizzerebbe la stragrande maggioranza dei laboratori che, con il loro lavoro serio e puntuale, hanno costruito nel tempo rapporti di fiducia e collaborazione con gli odontoiatri. E’ a queste diffuse realtà che dobbiamo guardare, agli aspetti positivi dell’opportunità data in contemporanea al medico e all’odontotecnico per attuare una gestione più funzionale ed economica dello studio, anche alla luce di scenari futuri dove l’intero settore del dentale potrebbe subire la forte concorrenza di operatori stranieri e di grandi strutture internazionali.

La posizione delle associazioni di rappresentanza degli odontotecnici sul nuovo profilo professionale è univoca e concorde. E trova l’appoggio anche di parte del mondo medico, come si evince dal comunicato stampa, datato 14 giugno 2007, a firma del dott. Giulio Cesare Leghissa, Presidente nazionale COI-AIOG.

L’invito che facciamo ai colleghi odontotecnici è quindi quello di diffondere questa informativa per dare maniera a tutti di approfondire correttamente l’argomento.
Ai medici, d’altro canto, chiediamo di valutare attentamente quanto sopra riportato e di rileggere la richiesta dell’ANDI di inviare una risposta contraria all’istituzione del nuovo profilo professionale, tenendo presente che l’interesse dello studio coincide in molti casi con l’interesse dell’odontotecnico. Una contrapposizione su questa materia non farebbe che penalizzare il paziente con lunghe sedute e dolorose attese, favorendo invece coloro che già operano fuori dalla legge.

La chiarezza, soprattutto. E la convinzione che un profilo professionale adeguato ai nostri tempi possa essere di sostegno alle nostre attività, sia come odontotecnici che come odontoiatri.

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