Facciamo seguito ad una segnalazione di un collega per ritornare
sull’argomento del profilo professionale dell’odontotecnico.
ANDI Veneto ha ultimamente diffuso un comunicato (vedi
allegato) nel quale si invitano i soci aderenti ad esprimere un “parere
negativo sull’istituzione della figura sanitaria dell’odontoprotesista”,
inviando un fax per una raccolta di firme.
La chiarezza, soprattutto. La discussione sulla modifica del profilo
professionale dell’odontotecnico è vecchia ormai di anni. In questo lungo
periodo, bozze di nuovi profili sono passate su quasi tutti i tavoli romani,
dalle aule parlamentari, ai ministeri, fino ad arrivare al Consiglio Superiore
di Sanità, che finalmente dovrà dare una indicazione definitiva per sopperire
alla carenza decisionale che ha visto la figura dell’odontotecnico rimanere
immutata per quasi ottant’anni, mentre tutto il resto del mondo sanitario e
tecnico-sanitario circostante si rinnovava. Abbiamo così assistito, nel
lontano 1994, alla nascita di figure di tecnici per i quali è prevista una
specifica formazione universitaria con laurea triennale conseguita presso
Facoltà di medicina e chirurgia. Ad esempio, tecnici ortopedici e tecnici
audioprotesisti sono stati riconosciuti come operatori sanitari che operano in
collaborazione con il medico nell’ambito delle loro competenze specifiche,
attribuite da apposito decreto ministeriale. Non si è mai parlato di scandalo
per questi casi, né abbiamo mai sentito i medici interessati nominare presunte
invasioni di competenze o “pericolose sovrapposizioni”.
Ritornando al caso dell’odontotecnico, esiste un testo attualmente in
discussione che, dopo aver ottenuto il parere favorevole da parte del
Consiglio Superiore di Sanità nel 2001(vedi
allegato), è ora soggetto ad un nuovo esame. Chiariamo innanzitutto che la
parola “odontoprotesista” non viene mai nominata nel testo della bozza di
profilo professionale. E’ comunque fuorviante soffermarsi su di un termine,
quando il motivo della presa di posizione dell’ANDI in realtà riguarda la
convinzione che la nuova figura tecnico-sanitaria sarebbe “legittimata ad
eseguire sul paziente le sedute relative alla protesi”. Riportiamo di seguito
il testo dell’articolo che inquadra il ruolo dell’odontotecnico all’interno
dello studio medico per poi fare alcune considerazioni in merito.
“L'odontotecnico su richiesta, alla presenza e sotto la responsabilità
dell’abilitato a norma di legge all’esercizio dell'odontoiatria, può
collaborare, solo all'interno di strutture odontoiatriche autorizzate ai sensi
delle normative vigenti agli atti di verifica di congruità dei dispositivi
medici su misura, al solo scopo di ottimizzare tutti gli elementi relativi
esclusivamente al manufatto che egli stesso realizza”.
Da questo passaggio emerge nitidamente che l’odontotecnico può diventare,
in caso di necessità e solo su richiesta dell’odontoiatra, un utile
collaboratore all’interno dello studio per assistere il medico nel garantire
una migliore personalizzazione e ottimizzazione della protesi da lui prodotta.
Si tratta insomma di dare al medico uno strumento in più, uno strumento
legittimo perché soggetto alle regole del nuovo profilo, per poter migliorare
la qualità del proprio intervento a favore del paziente. Questi “paletti
normativi” dovrebbero bastare a dissolvere qualsiasi dubbio di coloro che
temono che il nuovo profilo porti legalizzazione dell’abusivismo. L’abusivismo
non si sconfigge bloccando in maniera precostituita qualsiasi proposta che
mira portare miglioramenti nei rapporti tra il produttore di dispositivi
medici e l’odontoiatra: per impedire un supposto quanto improbabile aumento di
casi di abusivismo collegato al nuovo profilo si penalizzerebbe la stragrande
maggioranza dei laboratori che, con il loro lavoro serio e puntuale, hanno
costruito nel tempo rapporti di fiducia e collaborazione con gli odontoiatri.
E’ a queste diffuse realtà che dobbiamo guardare, agli aspetti positivi
dell’opportunità data in contemporanea al medico e all’odontotecnico per
attuare una gestione più funzionale ed economica dello studio, anche alla luce
di scenari futuri dove l’intero settore del dentale potrebbe subire la forte
concorrenza di operatori stranieri e di grandi strutture internazionali.
La posizione delle associazioni di rappresentanza degli odontotecnici sul
nuovo profilo professionale è univoca e concorde. E trova l’appoggio anche di
parte del mondo medico, come si evince dal comunicato stampa, datato 14 giugno
2007, a firma del dott. Giulio Cesare Leghissa, Presidente nazionale COI-AIOG.
L’invito che facciamo ai colleghi odontotecnici è quindi quello di
diffondere questa informativa per dare maniera a tutti di approfondire
correttamente l’argomento.
Ai medici, d’altro canto, chiediamo di valutare attentamente quanto sopra
riportato e di rileggere la richiesta dell’ANDI di inviare una risposta
contraria all’istituzione del nuovo profilo professionale, tenendo presente
che l’interesse dello studio coincide in molti casi con l’interesse
dell’odontotecnico. Una contrapposizione su questa materia non farebbe che
penalizzare il paziente con lunghe sedute e dolorose attese, favorendo invece
coloro che già operano fuori dalla legge.
La chiarezza, soprattutto. E la convinzione che un profilo professionale
adeguato ai nostri tempi possa essere di sostegno alle nostre attività, sia
come odontotecnici che come odontoiatri.
Odontotecnici.net
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