Odontotecnici.net il portale dell'odontotecnicoAssociazione Artigiani della Provincia di Vicenza

 Home   

   

 

Scegli come homepage!

Chi Siamo

Sindacale

Legislazione

Prezzi
   Informativi

Link

Domande

Pag. regionali

 Forum

 Comunicati
    Fenaodi

 GLI SPECIALI:  
    93/42  
    Legge Privacy  
    Sicurezza

    Corsi ECM

  

forum odontotecnico

 
 
 
 
 
 
 
 

   

20/07/2007  Turismo sanitario intervista a Claudio Miotto

Pagina precedente

Intervista rilasciata da Claudio Miotto, Presidente Prov.le Categoria Arti Sanitarie dell’Associazione Artigiani di Vicenza, a Silvia Zamperlin del mensile "Il Basso Vicentino" (Giugno 2007)

Presidente Miotto, cosa si intende con il termine "turismo sanitario"?

"Turismo sanitario" è un termine coniato dal mondo dell’informazione, che per analogia ha preso a matrice il termine "turismo sessuale", dato che si esplica anche nella forma temporale del fine settimana. Nel concreto, riferito al settore sanitario, si intende il recarsi all’estero per ricevere cure e installazione di protesi dentali, sia in forma organizzata da terzi che individuale.

Quali sono gli Stati coinvolti?

Nel caso italiano certamente sono interessati in modo prevalente Slovenia, Croazia, Ungheria e Romania. E’ necessario comunque mettere in evidenza che questo fenomeno non riguarda solo l’Italia: anche Austria e Germania, per esempio, registrano casi di "viaggi" verso i Paesi che sono appena stati elencati. Sostanzialmente, il "turismo sanitario" interessa tutti quegli Stati dove più alto è il costo di produzione delle protesi, a favore di Stati confinanti dove le stesse prestazioni vengono erogate a prezzi più bassi poiché minore è il costo della manodopera. Ricordo a tal proposito i viaggi organizzati negli anni Settanta per dei fine settimana nei Paesi Bassi, dove venivano estratti i denti ed applicata la protesi mobile nel corso delle stessa seduta. Di questi viaggi oggi non se ne parla più.

Perchè costa meno organizzare un fine settimana in Romania, ad esempio, per interventi curativi ed applicazione di protesi dentarie piuttosto che recarsi dal medico dentista sotto casa?

Come già evidenziato, i costi di produzione delle protesi, ovvero il costo della manodopera, i costi di gestione, gli oneri per il rispetto di normative nazionali e comunitarie, sono di una diversità rilevante. I costi attinenti le prestazioni professionali del medico dentista ed applicati alla protesi sono di pertinenza dello studio medico.

Come Confartigianato Vicenza Odontotecnici avete compiuto una missione in Croazia nel 2003 per studiare il fenomeno. Cosa avete rilevato?

La missione, organizzata dall’Associazione Artigiani di Vicenza con l’ausilio dello Sportello Italo-Croato e della Camera del Lavoro Croata, si prefiggeva di inquadrare il contesto ambientale in cui avvenivano i fenomeni in questione, per valutare successivamente eventuali opportunità che potevano crearsi. In più vi era da parte nostra il desiderio di conoscere il livello formativo e di prestazione dei servizi in quel Paese. Siamo stati in visita alla scuola professionale di Zagabria, ospiti di due cliniche, una Universitaria statale ed una privata, e siamo stati in alcuni laboratori e studi privati, confrontandoci anche con rappresentanze di colleghi croati. Abbiamo rilevato che il contesto sociale e l’ambiente in cui il servizio veniva svolto era sostanzialmente diverso dal nostro, con una commistione di pubblico e convenzioni con il privato che probabilmente derivava dalla forma prevalentemente assistenziale che ha caratterizzato la recente storia del Paese. Molti dei centri erogatori del servizio erano gestiti con capitale straniero, prevalentemente tedesco o italiano. Per questi centri il cliente straniero rappresentava una opportunità di maggior guadagno rispetto alla clientela locale. Questo ha comportato un diffuso fenomeno di aumento dei prezzi con conseguente migrazione verso Paesi più a est, maggiormente vantaggiosi per gli stessi pazienti croati. Alla fine, è evidente, c’è sempre qualcuno che sta più a est di noi. E poi il mondo è rotondo!

Quali saranno le prossime mosse per tutelare la vostra categoria?

Nessuno vuole costruire nuovi muri divisori. In Italia si devono applicare le norme di derivazione europea che obbligano all’uso di materie prime con marcatura CE per garantire la salubrità e la sicurezza del prodotto finale, nonché all’emissione del documento di conformità da parte del produttore di dispositivi medici (dal 1998 tutte le protesi sono definite "dispositivi medici"). I laboratori odontotecnici sono soggetti a controllo e ad autorizzazione sanitaria per poter esercitare, con obbligo del titolo abilitante. Chiederemo e ci attiveremo affinché anche le importazioni di protesi, questo è un altro aspetto di derivazione estera, siano condizionate dalla dimostrazione del percorso del processo produttivo e dalla emissione del documento di conformità alle norme europee di salvaguardia del paziente-consumatore.

Ai lettori che magari stanno già progettando un simile viaggio, cosa consigliate? Perchè?

Per quanto attiene la protesi, consigliamo di prestare attenzione alle materie con cui viene realizzato il dipositivo medico e, se ci si trova in un Paese dell’Unione Europea, invitiamo a richiedere il documento di conformità. Le prestazioni del professionista sono valutabili nel tempo e sono condizionate dal rapporto di fiducia che si instaura.

 


Commenta questa notizia nel FORUM

In archivio sono presenti centinaia di articoli, cerca l'argomento che ti interessa con questa funzione di ricerca  (clicca qui)