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Confusione di ruoli, porte aperte ad abusivismo e prestanomismo,
scelte contrarie all’interesse dei pazienti.
Gli odontoiatri d’Italia stanno scatenando un fuoco incrociato contro il
profilo professionale dell’odontotecnico. Il primo visto tecnico-scientifico è
arrivato l’11 luglio da una commissione istituita presso il Consiglio
superiore di sanità, composta da professionisti e universitari. Se il testo
riuscirà a completare il suo iter, ai 22 profili sanitari riconosciuti dal Ssn
si aggiungerà quello dell’odontotecnico. Abilitato a operare grazie a una
laurea di primo livello, rilasciata dalle Facoltà di medicina e chirurgia. E a
lavorare a stretto contatto, se pure sotto la supervisione, dell’odontoiatra.
Ma i dentisti non ci stanno. E annunciano ricorsi. Primo gesto simbolico, le
dimissioni di Giuseppe Renzo, presidente degli odontoiatri Fnomceo, la
Federazione nazionale degli ordini dei medici e dei dentisti. «Il testo –
spiega – sancisce la sovrapposizione della laurea breve con il corso di laurea
quinquennale in odontoiatria e protesi dentaria. E c’è il rischio di sanare i
15mila abusivi del settore». Su posizioni meno allarmistiche Roberto Callioni,
presidente dei dentisti Andi, il maggior sindacato di categoria. Autore di due
lettere, indirizzate a odontoiatri e odontotecnici. Tranquillizza i primi:
«Siamo riusciti a ottenere un testo “sterilizzato”, che mantiene l’attuale
separazione di ruoli e funzioni», spiega Callioni. Che poi si rivolge ai
tecnici: «Attenti a non avallare interessi verticistici, che puntano solo a
moltiplicare le cattedre universitarie». B.Gob.
Da Il Sole-24 Ore (20 luglio 2007)
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