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I medici non ne vogliono sapere: «Ma che storia è mai questa?
Noi non siamo commercianti»
I dentisti protestano: niente tariffe online
Valeria Frangipane
Bocciata la proposta dei Consumatori: «L’ambulatorio non è un supermercato»
BOLZANO. Il Centro tutela consumatori ci riprova. Invoca prezzi equi e
prestazioni trasparenti e chiede in una lettera, inviata a tutti i dentisti,
di inserire i singoli tariffari in Internet (proprio nel sito del Ctcu) per
chiarire le idee ai pazienti. Secca la risposta di dentisti e odontoiatri:
«Non siamo al supermercato!». Franco Tamiazzo, presidente della sezione
provinciale dell’Andi (Associazione dentisti) fa sapere - in un comunicato
congiunto - che non se ne parla nemmeno. Qui non si tratta di mele o pere...
di un tanto al chilo: «Non siamo “dentivendoli”. “Vendiamo” salute». Secca
anche la risposta di Guido Del Prete, presidente della sezione altoatesina
dell’Aio (Associazione odontoiatri): «E la nostra professionalità dove va a
finire?»
«Se il conto del dentista si presenta come un boccone amaro non è detto che
si debba inghiottire lo stesso. Noi stiamo dalla parte dei cittadini -
spiegano i Consumatori - vogliamo evitare loro inutili salassi ed un esborso
di denaro eccessivo, per questo puntiamo a creare una sorta di banca dati
dei costi». Ma i medici non ci sentono e stoppano per la seconda volta in
tre anni il Ctcu. Già nel 2005, infatti, i Consumatori avevano pensato bene
di pubblicare, sempre nel loro sito, una tabella con i prezzi di venti studi
dentistici. “Operazione trasparenza” che non era piaciuta affatto all’Ordine
dei medici che aveva risposto con un esposto al Garante per violazione delle
regole sulla concorrenza. Adesso però il Ctcu parte alla riscossa sostenuto
dal famoso pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni. «Come ben sapete -
recita la lettera spedita ai dentisti - tutte le disposizioni che vietavano
la pubblicità sanitaria sono state definitivamente abrogate. E siccome non
siete più costretti a tariffe fisse, a tariffe minime e potete
tranquillamente spiegare agli ipotetici pazienti (e clienti) qual è il
prezzo giusto per un ponte, una corona, una dentiera o per una semplice
otturazione... vi facciamo un favore e inseriamo sul nostro sito i vostri
singoli tariffari». Apriti cielo! I dentisti iscritti all’Andi non ci
stanno: «Non condividiamo affatto un’iniziativa del genere. Offriamo
prestazioni sanitarie specialistiche e troviamo fuorviante non valutare le
singole professionalità ma paragonare solo i prezzi. Non siamo
“dentivendoli” soggetti alle mode. Il preventivo fatto ad un paziente è una
cosa seria, non lo si può compilare come se si fosse al supermercato. E dove
finisce la fiducia del paziente verso il suo medico? Dove va a finire il
rispetto reciproco?».
I dentisti propongono quindi al Centro di istituire tavole rotonde e di
confronto sul tema con altre professioni intellettuali per vedere cosa ne
esce. L’Aio da parte sua spiega - in una nota - che il rapporto di fiducia
tra medico e paziente non si instaura attraverso una semplice lettura in
Internet di una lista di prestazioni e relative tariffe ma è una relazione
che si salda per mezzo del dialogo con il medico e la sua equipe
odontoiatrica, la sua professionalità operativa e non, l’accoglienza e la
competenza dello studio.
Il Ctcu nel frattempo rilancia ed invita gli aspiranti pazienti a valutare
bene il da farsi: «Riceviamo sempre più spesso notizia di consumatrici e
consumatori che si sono fatti curare i denti all’estero - per esempio in
Croazia, nella Repubblica Ceca o in Ungheria - ottenendo piena soddisfazione
sia riguardo alla prestazione che al prezzo. A parità di trattamento, in
genere hanno pagato circa la metà rispetto ai costi di un professionista
locale. Anche in Svizzera, Austria e Germania i prezzi risultano del 20-25%
inferiori a quelli praticati nella nostra provincia. Prima di dire sì ad un
dentista locale - concludono i Consumatori - vagliate anche le offerte
esterne».
ALTO ADIGE (20 luglio 2007)
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