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23/07/2007  I dentisti protestano: niente tariffe online

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I medici non ne vogliono sapere: «Ma che storia è mai questa?
Noi non siamo commercianti»

 
I dentisti protestano: niente tariffe online

 
Valeria Frangipane
Bocciata la proposta dei Consumatori: «L’ambulatorio non è un supermercato» BOLZANO. Il Centro tutela consumatori ci riprova. Invoca prezzi equi e prestazioni trasparenti e chiede in una lettera, inviata a tutti i dentisti, di inserire i singoli tariffari in Internet (proprio nel sito del Ctcu) per chiarire le idee ai pazienti. Secca la risposta di dentisti e odontoiatri: «Non siamo al supermercato!». Franco Tamiazzo, presidente della sezione provinciale dell’Andi (Associazione dentisti) fa sapere - in un comunicato congiunto - che non se ne parla nemmeno. Qui non si tratta di mele o pere... di un tanto al chilo: «Non siamo “dentivendoli”. “Vendiamo” salute». Secca anche la risposta di Guido Del Prete, presidente della sezione altoatesina dell’Aio (Associazione odontoiatri): «E la nostra professionalità dove va a finire?»
«Se il conto del dentista si presenta come un boccone amaro non è detto che si debba inghiottire lo stesso. Noi stiamo dalla parte dei cittadini - spiegano i Consumatori - vogliamo evitare loro inutili salassi ed un esborso di denaro eccessivo, per questo puntiamo a creare una sorta di banca dati dei costi». Ma i medici non ci sentono e stoppano per la seconda volta in tre anni il Ctcu. Già nel 2005, infatti, i Consumatori avevano pensato bene di pubblicare, sempre nel loro sito, una tabella con i prezzi di venti studi dentistici. “Operazione trasparenza” che non era piaciuta affatto all’Ordine dei medici che aveva risposto con un esposto al Garante per violazione delle regole sulla concorrenza. Adesso però il Ctcu parte alla riscossa sostenuto dal famoso pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni. «Come ben sapete - recita la lettera spedita ai dentisti - tutte le disposizioni che vietavano la pubblicità sanitaria sono state definitivamente abrogate. E siccome non siete più costretti a tariffe fisse, a tariffe minime e potete tranquillamente spiegare agli ipotetici pazienti (e clienti) qual è il prezzo giusto per un ponte, una corona, una dentiera o per una semplice otturazione... vi facciamo un favore e inseriamo sul nostro sito i vostri singoli tariffari». Apriti cielo! I dentisti iscritti all’Andi non ci stanno: «Non condividiamo affatto un’iniziativa del genere. Offriamo prestazioni sanitarie specialistiche e troviamo fuorviante non valutare le singole professionalità ma paragonare solo i prezzi. Non siamo “dentivendoli” soggetti alle mode. Il preventivo fatto ad un paziente è una cosa seria, non lo si può compilare come se si fosse al supermercato. E dove finisce la fiducia del paziente verso il suo medico? Dove va a finire il rispetto reciproco?».
I dentisti propongono quindi al Centro di istituire tavole rotonde e di confronto sul tema con altre professioni intellettuali per vedere cosa ne esce. L’Aio da parte sua spiega - in una nota - che il rapporto di fiducia tra medico e paziente non si instaura attraverso una semplice lettura in Internet di una lista di prestazioni e relative tariffe ma è una relazione che si salda per mezzo del dialogo con il medico e la sua equipe odontoiatrica, la sua professionalità operativa e non, l’accoglienza e la competenza dello studio.
Il Ctcu nel frattempo rilancia ed invita gli aspiranti pazienti a valutare bene il da farsi: «Riceviamo sempre più spesso notizia di consumatrici e consumatori che si sono fatti curare i denti all’estero - per esempio in Croazia, nella Repubblica Ceca o in Ungheria - ottenendo piena soddisfazione sia riguardo alla prestazione che al prezzo. A parità di trattamento, in genere hanno pagato circa la metà rispetto ai costi di un professionista locale. Anche in Svizzera, Austria e Germania i prezzi risultano del 20-25% inferiori a quelli praticati nella nostra provincia. Prima di dire sì ad un dentista locale - concludono i Consumatori - vagliate anche le offerte esterne».

 

ALTO ADIGE (20 luglio 2007)

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