COMUNICATO STAMPA
Unidi ed Expodental nascono insieme – l’una come ragione ed espressione
dell’altra - alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Molteplici gli
scopi, ma tutti riconducibili alla diffusione di un messaggio chiaro,
sintetico, efficace: “Sorridi italiano”. C’era più che mai allora la necessità
di opporsi “alla sfrenata esterofilia” dell’utenza e del mercato e di
affermare “con la forza dei fatti, ma anche con la necessaria promozione,
all’interno e nel mondo, le peculiari virtù e la piena dignità delle aziende e
dei prodotti dentali nazionali”.
Expodental è la risposta corale a questa esigenza. Per di più introduce nel
panorama espositivo italiano una novità clamorosa: i fabbricanti del dentale
si affrancano dall’organizzazione professionale e accademica delle rassegne
fieristiche e assumono in prima persona l’iniziativa di una mostra da gestire
autonomamente. Le prime edizioni saranno comunque al seguito dei grandi eventi
scientifici e perciò itineranti, sino a quando con il crescere del ruolo
internazionale dell’industria italiana il made in Italy non acquisterà negli
anni Ottanta uno spazio esclusivo negli ambienti fieristici milanesi.
L’idea vincente è di Renzo Riservato, “mitico pioniere” genovese, che di
Expodental può essere considerato il fondatore. E infatti la prima edizione
della rassegna di Unidi si svolge nel 1969 proprio nella città della Lanterna.
Duemila i metri quadrati, una settantina gli espositori: al termine delle
quattro giornate di apertura si conteranno ben quindicimila visitatori. A
Genova prende avvio la collaborazione con Ancad, l’associazione dei depositi e
dei distributori, e con Ancides (importatori).
Quattro anni più tardi, a Roma ’73, ecco la prima edizione internazionale. La
capitale, sede delle istituzioni e del Collegio di coordinamento delle facoltà
universitarie, giocherà un ruolo importante nel compito di rappresentanza e
tutela degli associati che Unidi si è assunta e che sfocerà una ventina d’anni
più tardi con l’ingresso in Confindustria.
Da Bologna 1976 la rassegna si tiene ogni diciotto mesi (già allora era
troppo fitto il calendario espositivo nazionale!), ma la storica rivalità con
il Dental Schau di Colonia “movimenta” a più riprese il ritmo della
manifestazione: sino al ritorno alla cadenza annuale in alternanza (per
l’edizione internazionale) con il grande evento tedesco.
Nel capoluogo emiliano, di una regione cioè “battistrada” e all’avanguardia
soprattutto nel campo delle attrezzature, si svolge un’edizione memorabile che
sancisce la “rivoluzione copernicana” nella convegnistica nazionale. Le
associazioni professionali approfittano del richiamo internazionale
dell’evento per tenervi collateralmente le proprie assemblee: sono organismi
del calibro degli Amici di Brugg, degli ortognatodontisti della Sido, degli
specialisti di Sioi, di Anio, e della Società di Prevenzione delle carie.
La tendenza si conferma pienamente in occasione del “decennale” di Milano.
Nel ’79, accanto agli stand, va in scena un evento scientifico di prima
grandezza per l’odontoiatria italiana, vale a dire le “Prime Giornate di
odontostomatologia e chirurgia maxillo-facciale”, convegno multidisciplinare
che scorre parallelo ad Expodental per tutte le quattro giornate di apertura
(c’è già in nuce il futuro Congresso del Collegio dei Docenti).
Nel 1983 Expodental sbarca al Sud. Siamo a giugno e “l’esperimento” di
promuovere operativamente lo sviluppo anche culturale dell’odontoiatria in
quelle regioni troppo a lungo dimenticate, ha per teatro la Fiera del Levante
di Bari.
Il ritorno nel triangolo industriale (Torino ’84) è contrassegnato da una
edizione degna del polo economico trainante per la nazione. Unidi ospita il
Congresso di Amdi e quello degli odontotecnici in un “fertile connubio di
spinte propulsive fra scienza, industria e commercio”.
E davvero il dentale nazionale è cresciuto, “Sorridi italiano” non è più
solo uno slogan promozionale, ma una realtà che fa il giro del mondo, ovunque
apprezzata. Da qui l’esigenza avvertita dall’intero settore di disporre di una
grande esposizione tecnologica che funzioni come punto di riferimento stabile.
La scelta (1987) non può che cadere su Milano, capitale economica del Paese, e
sulla sua Fiera, ente e struttura fra le più accreditate al mondo.
Expodental viene ben presto onorata dal riconoscimento del dentale
internazionale: nell’ottobre del ’91 infatti il Congresso annuale di FDI si
svolge proprio a Milano in contemporanea con la 19ma edizione della rassegna.
Verranno toccati record storici di affluenza (400 espositori e oltre 40 mila i
visitatori sulla più ampia superficie mai avuta a disposizione: 15 mila metri
quadrati), ma il successo è soprattutto di ordine politico e di prestigio, di
quanti in Unidi e all’interno di Amdi si sono battuti per indirizzare
professione e industria su un cammino comune di cooperazione. Il successo
inoltre va condiviso anche con le Scuole universitarie di Milano, soprattutto
con quella diretta dal professor Giorgio Vogel, primo italiano ad assumere la
presidenza del Comitato scientifico di un Congresso FDI.
Quel magico 1991 milanese proietta davvero Expodental e l’intero comparto
odontoiatrico sul palcoscenico del mondo. Il fatturato dell’industria
nazionale ormai è composto da oltre il 40% da ordinativi esteri, è una realtà
economica che attira l’attenzione soprattutto dei Paesi emergenti nel settore,
sempre più presenti in Fiera grazie alla fattiva collaborazione dell’ICE, il
nostro Istituto per il commercio internazionale.
La ventesima edizione, l’anno successivo, consolida invece il ruolo
politico che Unidi va assumendo all’interno del comparto. In ambito Expodental
si svolge un’intensa attività a livello associativo, culminata in una storica
tavola rotonda (moderata dal professor Giovanni Dolci) dal titolo “Università,
professione, industria: quale futuro?”, che raduna al massimo livello le
componenti più significative del settore e corona un anno molto propizio alle
intese di largo respiro.
Alle soglie del Duemila, precisamente nel 1998, arriva la “svolta del
Portello”, ossia il trasferimento della mostra negli ambienti espostivi della
nuova Fiera di Milano.
Expodental coglie immediatamente l’opportunità di occupare quegli spazi
avveniristici che l’Europa ci invidia ed è infatti fra le primissime
manifestazioni a svolgersi nella grande struttura di viale Scarampo. Nell’open
space di 14 mila metri quadrati vengono ospitati oltre 360 espositori, quanti
non si vedevano più dai tempi eccezionali del Congresso FDI.
L’Europa del dentale guarda a Milano: in Fiera la Fide tiene per la prima
volta una sua assemblea generale, la quale prelude all’elezione al vertice
della Federazione degli industriali europei del dentale di Alessandro
Gamberini, oggi presidente di Unidi.
Il ritorno agli storici padiglioni del Palazzo della Meccanica (settembre
2000) ha esiti contrastanti: c’è una diminuzione degli afflussi, ma un aumento
degli operatori e della loro soddisfazione (come dimostra un’inchiesta “sul
campo”). Di certo c’è comunque l’interesse crescente per Expodental
proveniente da Oltre Oceano: sono presenti in Fiera folte delegazioni dei
maggiori Paesi del Centro e del Sud America.
Nel 2002 la mostra di Unidi festeggia il prestigioso traguardo del
trentennale con un’edizione a carattere internazionale preparata su Internet
da Expopage, il nuovo portale che dedica una pagina web a ciascun espositore.
L’attenzione è soprattutto per l’estero, mentre sul versante culturale tornano
gli eventi di grande prestigio. In concomitanza esce un nuovo numero speciale
del “Sole 24 Ore” dedicato ad Expodental.
Nonostante le grandi difficoltà del settore (rispetto al ’99 gli studi
dentistici hanno registrato quasi un milione e mezzo di pazienti in meno) nel
2003 la mostra milanese tiene il passo con 300 espositori, oltre 20 mila
visitatori, un buon volume d’affari complessivo. All’esito nettamente positivo
non è estranea la scelta degli organizzatori di dare una caratterizzazione
internazionale ad ogni edizione di Expodental e non più ad anni alterni. Ciò
significa una promozione verso l’estero capillare e penetrante che si traduce
nella presenza in Fiera di folte delegazioni provenienti da tutto il mondo (il
2004 in particolare sarà l’anno dell’Europa dell’Est e degli Stati Uniti).
Si è detto che Expodental (con Colonia) è la sola manifestazione europea
capace di intercettare gli umori profondi del dentale. Così quando alla 33ma
edizione del 2005 si respirano atmosfere sopite da tempo (quelle della Milano
da bere, per intenderci) con una progressione delle posizioni, si capisce che
la crisi, se proprio non si è allontanata, ha almeno allentato la sua morsa.
Il resto è cronaca, con il ritorno al Portello nello scorso anno, 400
espositori in rappresentanza di 18 Paesi, la presenza attenta e interessata
dei mercati emergenti di Russia, Ucraina, Georgia così come di quelli
asiatici.
“La strada tracciata è ormai chiara, forte e irreversibile – dichiara il
presidente di Promunidi, Stefano Biondi -. Fare sistema è la chiave di volta
per continuare a dare un futuro non marginale all’industria dentale italiana,
per aiutarla nell’azione di continua internazionalizzazione e miglioramento
del valore percepito dei loro prodotti”.
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