|
E’ stato veramente bello sperare! Fino alla scorsa settimana! Fino al
momento in cui tutti dicevano che Prodi si sarebbe salvato per un solo voto.
La triste realtà di oggi ci fa vedere le cose in maniera totalmente diversa
rispetto a pochi giorni fa. Sia chiaro! Non abbiamo e mai avremo come
organizzazione di categoria una connotazione partitica, per cui la fine di
Prodi non è una situazione rilevante in termini di schieramento o di partito.
La fine del Governo Prodi significa, solamente, per gli odontotecnici
italiani, la fine di un lavoro che era stato impostato con l’attuale Ministero
della Salute, con i suoi rappresentanti politici e basato sulla loro
disponibilità fino alla approvazione di un testo di nuovo profilo
professionale di odontotecnico nel luglio 2007, subito osteggiato da un parte
di categoria, prima del passaggio finale alla Conferenza Stato Regioni! Ma qui
arriva la delusione ancora più grossa, il non aver capito che la lotta e il
fermento doveva essere rivolto verso le istituzioni per dire compatti
“cambiamo in meglio la condizione odontotecnica, dateci un segnale di
miglioramento delle nostra condizione sociale”.
Ed, invece, no! Parte della categoria ha ritenuto di non condividere il testo
emanato chiedendo fino all’ultimo il ripristino del testo del 2001. E, a
questo punto, sono nati i problemi. E così abbiamo prestato il fianco a tutti
quanti speravano veramente di bloccare il profilo professionale e che si sono
trincerati dietro l’indecisione e la scarsa compattezza degli odontotecnici
italiani. Ora il gioco è finito, è passato un altro decennio di speranza! Gli
scenari sono ora di vario tipo: o si fa il governo tecnico (ipotesi, al
momento, molto improbabile) per arrivare ad un minimo di riforme prima del
voto ma non credo che tale Governo, con i problemi che ci sono in giro, possa
avere la serenità per affrontare la questione odontotecnica. Credo, invece,
che si andrà ad una nuova legislatura. Cambieranno gli interlocutori del
Ministero e, inevitabilmente, ricominceremo da capo. Non è assolutamente
prevedibile dire che cosa succederà degli strumenti attualmente disponibili,
il testo approvato dal Consiglio Superiore nel luglio 2007, che ancora nessuno
ha visto ufficialmente, ma anche la legge 43 del 2006 che ha permesso l’avvio
del lavoro per gli odontotecnici. E’ normale che una nuova maggioranza possa
avere la volontà di dire che le cose fatte si rimettono in discussione, è
sempre stato così. Basta vedere che cosa è successo con la riforma della
scuola! E’ proprio questo che noi non volevamo! Pur nella convinzione che il
testo del 2007 non fosse il meglio di quanto auspicato dalla categoria, era
sicuramente necessario sottoscriverlo e promuoverlo per darci quello slancio
normativo che attendiamo da ottanta anni. Qualcuno non ha creduto di farlo ed
ora la speranza è finita. Riflettiamo solamente sul fatto che abbiamo atteso 7
anni dopo la bocciatura del testo del 2001. La speranza, almeno per ora, è
finita.
Andrea Scalia – Segretario Nazionale FENAODI
|