Dilaga la mania della bocca effetto piastrella. Dopo il boom Usa, la moda
contagia l'Italia
ROSELINA SALEMI
MILANO
Era un'ambizione innocente, era il miraggio fatto balenare da tutti i
dentifrici del mondo. Oggi è diventato una mania. Avere i denti bianchi non è
soltanto un problema estetico-sanitario, è una religione. Whitestrips,
pellicole, laser, gel al perossido di idrogeno, perossido di carbamide,
lampade al plasma e trattamenti dai nomi più o meno esotici come White Light,
DentaWorks White Now, Beyond Withening Accelerator, introducono alle
misteriose cerimonie che si celebrano nelle spa dentali, officiate non da
normali odontoiatri, ma da esperti in «tecnica del sorriso».
Al momento gli americani sborsano 1,4 milioni di dollari l'anno per gli
sbiancanti e la loro ossessione riguardo al «bianco più bianco» somiglia molto
a quella delle casalinghe per i detersivi (a mano e in lavatrice). Il colore
deve essere brillante, splendido, gelido come la banchisa, anche se
evidentemente innaturale. Alcuni non riescono a smettere. Ed è diventato un
caso lo studente di Cleveland con denti tanto splendenti da provocare,
sostiene lui, incidenti stradali: «Salvatemi», invoca, «sono malato. Il bianco
non mi basta mai». Anche grazie a lui l'American Academy of Cosmetics
Dentistry può dichiarare soddisfatta che l'intervento sul sorriso è il
trattamento estetico più richiesto. Può annunciare che presto anche l'Europa
si arrenderà. Ha ragione. «Un sorriso da star» è al primo posto nella
classifica dei desideri in quindici siti dedicati al benessere e alla cura di
sé, 61 mila voci offrono consigli, offerte speciali, kit fai-da-te, creme e
prodotti dai 18 euro in su. Insomma, è un lusso possibile, quindi perché no?
Si comincia con una sbiancatina (troppo tè, caffè, sigarette fanno male
allo smalto) e si finisce con lo sfogliare l'album dei sorrisi celebri, nuova
irresistibile tentazione. Un particolare che si può copiare, come una
pettinatura, un vestito, un colore di capelli. Così nelle spa dentali
americane c'è la fila per avere qualcosa in comune con Halle Berry che,
secondo Variety, possiede il più bel sorriso di Hollywood (e non solo quello),
superando di una buona lunghezza l'appeal non disprezzabile di Julia Roberts.
Come si fa? Semplice, basta una mascherina di ceramica sottilissima da
applicare sui propri denti e il gioco è fatto. Quando vi siete stufati di
Halle Berry potete passare a Julia, Angelina, Cameron Diaz o altra star sulla
cresta dell'onda. Per gli uomini, la hit parade vede al primo posto
l'onnipresente George Clooney, seguito da Brad Pitt e Tom Cruise, oscar alla
buona volontà, perché ha impiegato anni per farsi raddrizzare e sistemare i
denti. Altrimenti sarebbe finito nell’ingloriosa classifica dei «sorrisi
peggiori» che comprende Avril Lavigne, Hilary Duff, Kirsten Dunst e Steve
Buscemi.
Il brevetto salvasorriso lanciato dalla Lumineers è, negli Usa, un enorme
successo. C'è chi si presenta al primo colloquio di lavoro con i denti di
Jessica Simpson e chi per le foto ufficiali sceglie la bocca di Ben Affleck.
Poi c'è stato l'esperimento inglese, riuscitissimo. E, lo scordo dicembre,
Lumineers è sbarcata anche in Italia. L'operazione smile costa da 800 euro in
su, ma è decisamente dolce. «E' una svolta», ammette Alessandro Preda,
specialista in odontostomatologia (lavora a Pavia e Milano), uno dei primi ad
applicare anche da noi le «faccette estetiche ultrasottili»: «Lo spessore
della ceramica è quello di una lente a contatto, il dente sotto resta così
com'è. E' come farsi le unghie finte».
Certo, agli italiani non piace lo smalto effetto-piastrella che gli
americani adorano e, quanto ai divi, non esiste ancora un catalogo di
celebrity «made in Italy» (nelle classifiche della Rete, il sorriso più
invidiato è quello di Raoul Bova). A questo punto, via libera. E chi non è
fortunata come Valentina Cappellacci, 16 anni, di Urbino, appena incoronata
«Miss Sorriso» al Carnevale di Fano (lei deve tutto al suo Dna), può sempre
consolarsi collezionando «faccette» come scarpe o vestiti. E cambiare anche
ogni giorno. Aiuto, l'ossessione è dietro l'angolo.
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