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06/02/2008   UN PASSO IN Più –E POI…

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Finalmente ieri, dopo un’attesa di oltre 6 mesi dalla conclusione dei lavori per l’approvazione del profilo professionale svolti in sede di Consiglio Superiore di Sanità, il Ministero è intervenuto con un rush finale ed è riuscito a trasmettere gli atti alla Conferenza Stato-Regioni. Per tale attività dobbiamo ringraziare il sottosegretario alla Salute, Giampaolo Patta, che ha creduto nella speranza e nelle richieste degli odontotecnici italiani. Certo sarebbe stato meglio arrivare a tale risultato prima della fine del 2007 perché ora i tempi sono strettissimi e su tutto il lavoro incombe la preparazione delle elezioni del nuovo Parlamento che si terranno il prossimo 13 e 14 aprile. Siamo felici per il passo in avanti, ma rimanere realisti è doveroso dopo l’esperienze pregresse ed il quadro sempre mutevole e di generale incertezza. Gli atti trasmessi comprendono ovviamente la relazione del Ministero della Salute, il testo elaborato in sede di Commissione presso il Consiglio Superiore di Sanità e le relazioni dei Ministeri interessati. Nel testo vi è, tuttavia, una cosa che ancora ci preoccupa e che abbiamo avuto già modo di evidenziare. Si tratta della questione EQUIPOLLENZA. Purtroppo il profilo che si andrà a realizzare non riguarda gli odontotecnici attuali ma solamente i nuovi, le cui competenze sono individuate dall’articolo 1. In Conferenza Stato-Regioni bisognerà rilevare tale grave situazione, altrimenti il lavoro finora svolto non potrà interessare gli attuali odontotecnici: questo va ribadito e non sottovalutato. In Conferenza Stato-Regioni bisognerà mettere mano a tale aspetto e sanare la situazione. Le relazioni dei Ministeri interessati non sono tutte favorevoli e sarà nostro compito intervenire nelle sedi e nei modi opportuni, per rendere più agevole e veloce il lavoro della Conferenza. Senza cercare il cavillo nel testo per creare o dare opportunità di rallentamento, ma rimandando successivamente al riconoscimento della nostra figura tali miglioramenti. FENAODI preferisce, quindi, mantenere una linea di equilibrio, senza nascondere le difficoltà.


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