Di Enrico Tolio Presidente regionale odontotecnici di Confartigianato
In Italia, e non solo visto il recente scandalo francese delle dentiere made
in China al piombo, i pazienti/consumatori non solo non hanno nessun tipo di
garanzia che la propria protesi dentale sia stata fabbricata in Italia o in un
Paese Europeo e quindi da un’impresa soggetta alle norme sui dispositivi
medici, ma nemmeno una ragionevole idea di quanto sia venuta a costare.
Nell’ordinamento italiano, purtroppo, con il Decreto Legislativo n. 46 del 24
febbraio1997, non è stata data sotto questo specifico aspetto piena attuazione
alla direttiva comunitaria 93/42 concernente la tracciabilità dei dispositivi
medici in generale. Il risultato è che il paziente esce dallo studio
odontoiatrico privo di alcuni suoi diritti:
• conoscere chi ha fabbricato il prodotto che gli è stato installato in bocca,
• avere certezza che il prodotto è stato realizzato da un’impresa che rientra
nel campo di applicazione delle norme sui dispositivi medici
• avere la garanzia che il prodotto è stato realizzato e controllato durante
tutto il suo ciclo di produzione. Essendo infatti un prodotto realizzato in un
unico esemplare (un prodotto per quel singolo paziente) non é possibile
attivare controlli a campione sulla produzione
Una lacuna a nostro avviso gravissima che però potrebbe essere sanata nel
disegno di legge comunitaria per l'anno 2008 che già prevede il “nostro”
recepimento della direttiva 47/2007 recante modifiche alla direttiva 93/42.
Sosteniamo da tempo che si tratta dell’ultima imperdibile occasione per
introdurre nel nostro ordinamento una disposizione normativa a tutela del
paziente affinché abbia il diritto di ricevere la documentazione a garanzia
della qualità e sicurezza del prodotto con le informazioni sulle sue
caratteristiche nonché corredata dei dati del fabbricante che lo ha
realizzato. Oggi l’impianto normativo consente al medico odontoiatra
l’applicazione ai pazienti di dispositivi odontoiatrici su misura omettendo di
consegnare loro la dichiarazione di conformità predisposta dall'odontotecnico
in qualità di fabbricante. L’obbligo di consegna non risulta infatti imposto
per legge, che punisce solo l'immissione in commercio o la messa in servizio
di dispositivi medici "privi della marcatura CE o dell'attestato di
conformità”.
Questo pone un vero problema di salute pubblica. Perché alla fine, al di là
della loro funzione strettamente terapeutica, le protesi dentali risultano
essere delle perfette sconosciute da parte dei pazienti sia per la provenienza
che per il costo. Quello che temiamo è che succeda qui in Italia una replica
di quanto avvenuto recentemente in Francia. Dove questa scarsità di
informazioni ha alimentato una prassi che ha fatto privilegiare, per fortuna
ancora a pochi “professionisti senza scrupoli” i facili guadagni rispetto alla
salute del cliente. Risultato: l’applicazione ad ignari pazienti di protesi
dentarie con tassi di piombo sino a 11 volte superiori al limite stabilito
dalla UE per i giocattoli. Una china che, se non fermata in tempo, rischia di
ripercorrere le aberrazioni della delocalizzazione selvaggia che tanto ha
minato il manifatturiero: la politica del prezzo più basso a prescindere dalla
composizione e qualità. A tutto discapito della salute pubblica.
Vedi anche:
04/09/2009 Dalle dentiere scontate Made
in India alle protesi al
piombo cinesi: quando la globalizzazione arriva alla bocca
04/09/2009 Cure odontoiatriche:
attenzione alle protesi “low cost”.
Oppure il video:
http://www.youtube.com/watch?v=NsGta94S9wQ
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