CASSAZIONE
Lo sottolinea la Suprema Corte, confermando la condanna di un dentista che
aveva consentito ai suoi assistenti di "svolgere atti tipici della professione
odontoiatrica o di igienista dentale", come il prelevamento di impronte nel
cavo orale e la pulizia dei denti
Roma, 11 febbraio 2009 - Rientra nel reato di esercizio abusivo della
professione eseguire su un paziente la pulizia dei denti senza essere un
medico odontoiatra o un igienista dentale, ma un semplice assistente dello
studio dentistico. Lo sottolinea la Cassazione, confermando la condanna di un
dentista che aveva consentito ai suoi assistenti di "svolgere atti tipici
della professione odontoiatrica o di igienista dentale", come il prelevamento
di impronte nel cavo orale e la pulizia dei denti.
In pratica, i giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte
sottolineano che sia "l'attivitą di prelevamento di impronte del cavo orale"
(che era stata affidata all'odontotecnico), sia "l'ablazione del tartaro e la
lucidatura" (di cui si stava occupando la collaboratrice "semplice") non
possono essere affidate ad un odontotecnico. E meno che mai ad una semplice
collaboratrice.
(sesta sezione penale, sentenza n.4294)
fonte "Il Giorno"
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