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Lo dice l'Istat nell'ultima elaborazione sui nuovi iscritti
all'università. Stabile il numero delle matricole in calo negli anni
precedenti: sono più donne (56%) che uomini (44%). Il tasso di disoccupazione
post-laurea è del 12,9% fra i laureati e del 18,8% fra i diplomati
Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - Dopo alcuni anni di calo, rimane stabile il
numero delle matricole. I dati dell'Istat relativi al numero dei nuovi
iscritti all'università registra infatti per l'anno accademico 2007-2008 un
-0,3% rispetto al -5,0% del 2006-2007 e al -2,3% del 2005-2006. Ben l'83,4%
delle immatricolazioni si è indirizzata verso i corsi di laurea triennali
mentre il 15,5% delle matricole ha scelto i corsi di laurea a ciclo unico e
l'1,1% quelli previsti dal precedente ordinamento.
All'università si iscrivono più le donne (56%) che gli uomini (44%): le
ragazze che proseguono gli studi dopo la scuola superiore sono il 74% contro
il 62% dei ragazzi. La tendenza di gran lunga prevalente è di scegliere un
ateneo non lontano da casa: il 55% delle matricole studia in una università
della provincia dove risiede e il 25,4% resta comunque all'interno della
propria regione; soltanto il 19,6% va fuori per studiare.
Per quanto riguarda gli abbandoni universitari, le interruzioni coinvolgono
il 17,6% degli immatricolati nell'anno accademico 2006-2007: una quota più
contenuta rispetto alla media attorno al 20% registrata negli anni precedenti.
Nel 2007, il 63% dei laureati ha terminato gli studi andando 'fuori corso'. In
particolare, fra gli iscritti ai corsi di laurea lunghi, soltanto il 13,5% si
è laureato nei tempi previsti.
I dati dell'Istat mostrano che laurearsi conviene, ai fini di trovare
lavoro. Infatti, il tasso di disoccupazione nel periodo immediatamente
successivo alla conclusione degli studi è del 12,9% fra i laureati e sale al
18,8% fra i diplomati. Un vantaggio che viene mantenuto anche negli anni
successivi: infatti, resta disoccupato il 6,9% dei laureati fra i 30 e i 34
anni d'età e il 9,3% dei diplomati fra i 25 e i 29 anni.
A tre anni dal conseguimento della laurea il 73,2% svolge un'attività
lavorativa. La percentuale più alta di occupati in modo continuativo si
registra fra i laureati in Ingegneria (88,9% per la meccanica; 88,1% per le
telecomunicazioni; 84,9% per la chimica). Seguono i laureati in Farmacia
(82,5%), in Economia aziendale (76,3%) e in Odontoiatria (75,4%)...
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