|
In occasione del 52° Congresso Amici di Brugg
(Rimini, 21-23 Maggio 2009), si è tenuta lo scorso 22 Maggio una conferenza
stampa organizzata da UNIDI sull’analisi dell’andamento del settore dentale in
Italia. Un’analisi che, dalla relazione di apertura, evidenzia una sofferenza
dell’intero comparto, dimostrata in particolar modo dalle proiezioni del primo
quadrimestre del 2009.
E proprio per cercare di invertire questo trend negativo, il dott. Callioni,
presidente dell’ANDI, ha auspicato nel corso del suo intervento una riduzione
dei costi da parte di tutti i protagonisti della filiera. Una osservazione
questa che non ha mancato di sollevare qualche perplessità, specie da parte
del presidente nazionale di Fe.Na.Od.I. - Confartigianato Odontotecnici,
Antonio Ziliotti. Secondo Ziliotti, infatti, un ridimensionamento dei costi
generalizzato rischierebbe di compromettere ancora di più l’odontotecnica,
cioè il settore che in questo momento di crisi si è rivelato il più
vulnerabile dell’intera filiera dentale, con punte del -20%. I laboratori,
inoltre, ricorda Ziliotti, scontano anche una pratica purtroppo consolidata da
parte dei medici, cioè quella del ritardo dei pagamenti. A fronte dell’impegno
annunciato in una assemblea pubblica, non più tardi di due anni fa, dallo
stesso presidente ANDI di invitare i propri soci a pagare i fornitori entro
30/60 giorni, non solo questi tempi non sono rispettati, ma si sono
notevolmente allungati, costringendo gli odontotecnici ad esporsi
economicamente, diventando una sorta di banca per i propri clienti.
Certamente il problema dei ritardi non è solo a svantaggio dei laboratori,
come ha puntualizzato Callioni. Anche il paziente non è sempre sollecito nel
saldare il conto, oppure sceglie di dilazionare il pagamento. Ma gli effetti
sulle due realtà non sono paragonabili, precisa Ziliotti: la liquidità di cui
dispone uno studio odontoiatrico è ben diversa da quella di un laboratorio
odontotecnico e i problemi per ottenere finanziamenti per pagare gli stipendi
ai dipendenti sono reali.
Per uscire da questa situazione, Ziliotti pone sul tavolo una proposta
concreta: un contratto di lavoro, o meglio di un “contratto di fornitura”, che
lo studio dentistico concorda con il laboratorio odontotecnico. La soluzione
sarebbe a costo zero per il medico e contemporaneamente di grande utilità per
il tecnico, garantendogli una maggiore facilità nell’ottenere finanziamenti
rispetto a quella, piuttosto bassa, di cui gode al momento. Una
regolamentazione dei rapporti sarebbe vantaggiosa per entrambe le parti,
sempre che, aggiunge il presidente di Fe.Na.Od.I., ci sia la volontà di
salvare l’impresa odontotecnica italiana che oggi versa in estrema difficoltà.
Le reazioni alle parole di Antonio Ziliotti
non si sono fatte attendere e stanno alimentando discussioni e creando
consenso nel mondo odontotecnico. Un segnale, questo, che esiste una diffusa
volontà di avviare al più presto una più stretta e fruttuosa collaborazione
con i professionisti anche in questa materia.
|