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26/05/2009          Intervento di Antonio Ziliotti al 52° congresso Amici di Brugg di Rimini

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In occasione del 52° Congresso Amici di Brugg (Rimini, 21-23 Maggio 2009), si è tenuta lo scorso 22 Maggio una conferenza stampa organizzata da UNIDI sull’analisi dell’andamento del settore dentale in Italia. Un’analisi che, dalla relazione di apertura, evidenzia una sofferenza dell’intero comparto, dimostrata in particolar modo dalle proiezioni del primo quadrimestre del 2009.


E proprio per cercare di invertire questo trend negativo, il dott. Callioni, presidente dell’ANDI, ha auspicato nel corso del suo intervento una riduzione dei costi da parte di tutti i protagonisti della filiera. Una osservazione questa che non ha mancato di sollevare qualche perplessità, specie da parte del presidente nazionale di Fe.Na.Od.I. - Confartigianato Odontotecnici, Antonio Ziliotti. Secondo Ziliotti, infatti, un ridimensionamento dei costi generalizzato rischierebbe di compromettere ancora di più l’odontotecnica, cioè il settore che in questo momento di crisi si è rivelato il più vulnerabile dell’intera filiera dentale, con punte del -20%. I laboratori, inoltre, ricorda Ziliotti, scontano anche una pratica purtroppo consolidata da parte dei medici, cioè quella del ritardo dei pagamenti. A fronte dell’impegno annunciato in una assemblea pubblica, non più tardi di due anni fa, dallo stesso presidente ANDI di invitare i propri soci a pagare i fornitori entro 30/60 giorni, non solo questi tempi non sono rispettati, ma si sono notevolmente allungati, costringendo gli odontotecnici ad esporsi economicamente, diventando una sorta di banca per i propri clienti.


Certamente il problema dei ritardi non è solo a svantaggio dei laboratori, come ha puntualizzato Callioni. Anche il paziente non è sempre sollecito nel saldare il conto, oppure sceglie di dilazionare il pagamento. Ma gli effetti sulle due realtà non sono paragonabili, precisa Ziliotti: la liquidità di cui dispone uno studio odontoiatrico è ben diversa da quella di un laboratorio odontotecnico e i problemi per ottenere finanziamenti per pagare gli stipendi ai dipendenti sono reali.


Per uscire da questa situazione, Ziliotti pone sul tavolo una proposta concreta: un contratto di lavoro, o meglio di un “contratto di fornitura”, che lo studio dentistico concorda con il laboratorio odontotecnico. La soluzione sarebbe a costo zero per il medico e contemporaneamente di grande utilità per il tecnico, garantendogli una maggiore facilità nell’ottenere finanziamenti rispetto a quella, piuttosto bassa, di cui gode al momento. Una regolamentazione dei rapporti sarebbe vantaggiosa per entrambe le parti, sempre che, aggiunge il presidente di Fe.Na.Od.I., ci sia la volontà di salvare l’impresa odontotecnica italiana che oggi versa in estrema difficoltà.
 

Le reazioni alle parole di Antonio Ziliotti non si sono fatte attendere e stanno alimentando discussioni e creando consenso nel mondo odontotecnico. Un segnale, questo, che esiste una diffusa volontà di avviare al più presto una più stretta e fruttuosa collaborazione con i professionisti anche in questa materia.

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