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11/06/2010  Milano, la truffa dei dentisti low cost: in tre hanno chiuso e sono spariti con i soldi

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Non si arresta il giro di truffe tra gli studi dentistici milanesi. Sono salite a tre, nel capoluogo lombardo, le cliniche dentistiche i cui proprietari, in totale 5, tutti spagnoli, sono scomparsi dopo aver intascato i soldi dei malcapitati clienti lasciando centinaia di persone con lavori in sospeso e conti già pagati.

Secondo le ultime stime i truffati sarebbero almeno 4.500. I loro dentisti, infatti, avrebbero chiuso improvvisamente, portando con sè i soldi anticipati da finanziarie che continuano a pretendere da loro il pagamento delle rate nonostante i proprietari restino latitanti.

I titolari che hanno abbandonato questi studi hanno tutti tra i 35 e i 45 anni, sono senza esperienza imprenditoriale e si teme siano dei prestanome. Tra loro ci sono Angel Aranda Gonzalez, Carlos Munoz Penalver, della “Clinica odontoiatrica di viale Monza, Josè Lopez Torreblanca e Francisco Perez Rubio, padroni della “Dental Line” e Luis Guinle Barbeito, che aveva messo su la “Dental Plus” in via Meda.

Brutto risveglio anche per i dipendenti: circa una trentina tra centraliniste, assistenti di poltrona, impiegate e contabili sono stati licenziati, mentre sono stati lasciati senza motivo e senza stipendio i dentisti. Tutti liberi professionisti giovani, che secondo alcuni sarebbero totalmente inesperti.

Allarmata l’Aio (Associazione italiana odontoiatri), che parla di “momento delicato per il settore”, con l’invasione dei low cost senza regole precise. In ognuno di questi centri, considerati di ultima generazione, il dentista chiede in laboratorio una corona al massimo di 120 euro ma una di buona ceramica costa ai medici tra 320 e 450 euro. E’ il caso degli studi dentistici degli spagnoli, che per risparmiare sembra utilizzassero materiale scadente, con tutte le conseguenze annesse.

 

www.blitzquotidiano.it

Replica del Presidente degli odontotecnici di Confartigianato
 

Odontotecnici Confartigianato Lombardia

 

Antonio Ziliotti: <Intervenga prontamente l’ordine dei dentisti>

Il Presidente Fe.Na.Od.I. di Confartigianato Lombardia

interviene sulla vicenda degli studi di Milano.

 

 

Antonio Ziliotti, Presidente Fe.Na.Od.I (Federazione Nazionale Odontotecnici Italiani) di Confartigianato Lombardia e Confartigianato nazionale, dichiara che <in trent’anni che esercito la professione di odontotecnico nessun odontoiatra ha mai pagato corone di ceramica a 320 euro o, addirittura, 450. Che non si tenti la solita manovrina di colpire il settore odontotecnico, quando si sa che i laboratori non sono affatto cari e, spesso, sono costretti a contenere i costi per mantenere il cliente-dentista (dal quale dobbiamo dipendere)>.

 

Da tempo Fe.Na.Od.I Confartigianato chiede al Governo di intervenire con procedure atte a garantire la regolarità nella produzione di dispositivi medici su misura (protesi) già da tempo minata da dispositivi provenienti da Paesi esteri, per lo più India e Cina, dove il low-cost è la regola e non l’eccezione. <I dentisti milanesi spariti con gli anticipi dei pazienti – prosegue Ziliotti - sono l’ennesimo tassello di una vicenda che la categoria degli odontoiatri, probabilmente dopo questo fatto, deciderà di affrontare con serietà e determinazione>.

 

Per evitare confusioni, gli odontotecnici di Confartigianato hanno realizzato un video informativo (www.odontoweb.it e www.odontotecnici.net) dedicato alla tracciabilità delle protesi per accertarne la qualità ed il luogo di fabbricazione. E per comunicare all’opinione pubblica e all’utente finale i rischi che potrebbero scaturire da un confronto superficiale con il proprio odontoiatra.

 

<A tal proposito – conclude Ziliotti - Confartigianato ha rinnovato la richiesta di riaprire a livello nazionale, e con il coinvolgimento del Governo, il Tavolo del Dentale (composto da tutte le associazioni dei dentisti e da quelle che producono le attrezzature per il settore) per risolvere le problematiche che scaturiscono dal rapporto di lavoro tra odontotecnici e odontoiatri. Ricordando che l’anello più debole della catena sono tuttora i laboratori odontotecnici: numerosi, negli ultimi tempi, quelli costretti a chiudere>.

 

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