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Le segnalazioni dei clienti truffati. L’Ordine: troppi medici manager
MILANO - Alessandro M. è un ex paziente della «Clinica
odontotecnica» di viale Monza. Racconta: «Ho 35 anni. Ho perso circa 5.000
euro emi toccherà vendere la macchina per ovviare all’esborso, nonostante
abbia ancora mezza bocca da sistemare ». Nicolas Charles è un ex dentista
dello stesso centro: «Ho 32 anni, laureato a 23, da allora master, tirocinio,
specializzazioni, studio, molto studio. Non è vero che noi giovani medici
manchiamo di deontologia. A me spiace che tanti si ritrovino con ponti e
impianti interrotti. Mi fa più male questo che i due mesi di stipendio che non
avrò mai più».
Uno in viale Monza, appunto. Il secondo in via Meda. L’ultimo in
viale Monte Nero. Tre centri dentistici, tutti di proprietà di spagnoli,
cinque in tutto, forse prestanome, tutti scappati, chissà dove. Un morbo
spagnolo gira per il settore dentistico. Qualcheduno del mestiere dice che è
soltanto l’inizio. Che arriverà il botto. Che ci sarà altra gente rovinata.
Che fare? Gli odontotecnici di Confartigianato chiedono «l’intervento
dell’Ordine dei dentisti». Eccolo, l’Ordine, con il presidente milanese
Valerio Brucoli. Dice: «La tradizionale fiducia nei nostri medici sembra
patire l’attacco di un sistema sempre più ricco di businessman, maggiormente
interessati alla vendita di prestazione che alla tutela della salute». Infatti
li chiamano dentisti low cost. Hanno prezzi più bassi. Se alla fine fossero
«prezzi più giusti»? Il dubbio, ieri, con numerose email al giornale, è stato
posto dagli odontotecnici, che in laboratorio realizzano i lavori utilizzati
dal dentista.
Racconta Cesare G.: «Mediamente moltiplicano per quattro il prezzo
delle nostre protesi...». Alberto Battistelli è presidente del Cio, il
Collegio italiano odontotecnici. Dice: «Inizieremo una campagna "trasparenza".
Contro gli scandali delle protesi low cost ma anche contro gli scandali creati
dai dentisti». Alessandro Cristiano Staffelli, a capo dell’Aio (Associazione
italiana odontoiatri) della Lombardia annuncia la nascita di un «Dipartimento
legale» per i raggirati. Aggiunge, Staffelli, che «è importante regolamentare
la pubblicità sanitaria. Ai liberi professionisti impone restrizioni, mentre
alle società sembrerebbe di no».
Difatti, queste ultime, sulla pubblicità, ossessiva, martellante, ci
costruiscono basi, fortune e ricchezze. Il secondo passaggio è attrarre
clienti da solleticare con i primi interventi gratuiti o scontati, infine da
ancorare a vita, con i contratti con le finanziarie, che versano subito la
somma al dentista e poi esigono a prescindere il rispetto delle rate, senza se
e senza ma. Ancora il presidente dell’Ordine Brucoli auspica «l’accelerazione
di una riforma delle professioni e lo stabilire il ruolo delle società nelle
professioni protette ». E ancora gli odontotecnici di Confartigianato chiedono
al Governo di «garantire la regolarità nella produzione delle protesi minata
dai dispositivi provenienti da Paesi esteri», da una concorrenza insomma
«sleale».
Il settore è in subbuglio, stranito e sconvolto dall’invasione estera.
Gli studi diciamo tradizionali da una parte e i low cost dall’altra. I
dentisti più anziani e i giovani, che tendono — in prospettiva, garantiscono,
è più redditizio — a non aprirsi uno studio bensì a rimanere liberi
professionisti. C’è il made in Italy e ci sono gli arrembanti spagnoli.
Rapidi, furbi, spregiudicati, così almeno raccontano dei cinque. Con delle
eccezioni, certo. Prima di darsi alla latitanza, i due di viale Monza — Angel
Aranda Gonzalez e Carlos Munoz Penalver — avrebbero ripulito i computer d’ogni
dato sconveniente. Ma, pare, si sono lasciati dietro qualcosa: tabelle, nomi
di telefono, informazioni varie, forse tracce.
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