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22/07/2010  Ritorniamo alla centralità del paziente

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lettere al direttore da Varesenews

Egregio direttore,
ho letto le interviste in oggetto su Varese News di questi giorni, come ho letto le successive polemiche e vorrei cercar di suscitare la sua sensibilità, quella dei suoi lettori e delle persone da lei intervistate su un punto delicato e cruciale: la centralità del paziente.
questo, non solo per non tornare sugli argomenti discussi, ma per cercare di dare un contributo all'argomento da un'angolazione diversa.
prima di procedere mi devo però qualificare perchè vivo nel settore odontoiatrico da un trentennio,e posso quindi sembrare di parte visto che sono il past president dell'Ancad (l'associazione dei distributori dentali in italia) ed il vice presidente dell'Adde (la relativa sovrastruttura in Europa): mi chiamo Maurizio Quaranta.
Il parlamento europeo, per ciò che concerne l'odontoiatria, ha un solo preciso obiettivo: far scendere il costo della parcella odontoiatrica per i pazienti, pur in assenza di elementi di controllo sulla filiera e ben conscio che buona parte dei governi europei non hanno mai voluto farsi carico della salute odontoiatrica dei propri cittadini, a differenza di altri comparti della sanità pubblica, proprio per il reiterarsi dell'elevato costo che queste cure avrebbero rappresentato per le casse del governo.
Ecco allora che incrementare in Italia il numero degli odontoiatri ben oltre i livelli consigliatici dall'organizzazione mondiale della sanità piuttosto che aprire al low cost (esattamente come in altri settori), è parso il tentativo di dare una soluzione al problema. Soluzione da lasciar andare a briglia sciolta sul mercato perchè questo, forse, avrebbe contribuito a far abbassare la tanto vituperata parcella. e del resto, quando in un paese della Eu come l'Italia, tre o quattro cittadini su cinque non si sono potuti permettere il dentista nel corso del 2009, vogliamo pensare che lo spazio non si sarebbe trovato? Certamente sì. come è certo che da questa rinnovata competitività tra il low cost e l'odontoiatra sarebbe nata una nuova segmentazione dei servizi offerti dall'odontoiatra che vincerà solo chi saprà investire, oltre che su se’ stesso, sulle nuove tecnologie che favoriranno l'intercettare preventivo delle eventuali carie, prevenendole per ridurne i costi della cura. E il cittadino paziente che c'entra in tutto questo? Il cittadino paziente, dovrebbe andare con più costanza e con rinnovata fiducia dal proprio odontoiatra, seguirlo nei suoi aggiornamenti professionali e tecnologici, per seguirne i consigli e, proprio per non reiterare l'elevato costo delle cure, far proprio il "prevenire e' meglio che curare"; solamente "prevenendo" il costo delle cure odontoiatriche diventerà accettabile. non cito testi sacri: cito solo la mia esperienza e le fatture che ho pagato al mio dentista che per me non e' stato un costo esoso nei miei 59 anni di vita, e conservo ancora tutti i miei denti.
prima di chiudere mi sia concesso di riprendere quel "non si sono potuti permettere di andare dal dentista" perchè lo dico con profondo rispetto per chi subisce gli effetti di questa pesante e lunga crisi economica, ma - in alcuni casi di mia conoscenza diretta - avrei potuto anche scrivere che "non sono voluti andare dal dentista" perchè forse - e nella propria scala di gossen dei consumi ognuno e' il re di se' stesso - hanno preferito sostituire il palmare o il cellulare che e' costato ben oltre una vista di controllo, un detartarggio, una profilassi ed una otturazione infiltrata da rifare. Ma perchè allora scaricare sul proprio odontoiatra le future frustrazioni per un costo elevato di una cura invasiva, che oggi si sarebbe potuto semplicemente conservativamente potuto curare e che si è deliberatamente voluto trascurare? È perchè l'odontoiatra e l'odontotecnico non si incominciano a rendere conto il settore odontoiatrico non è esente dagli effetti nefasti che la "globalizzazione" per ora ha prodotto e continuano ad ignorarli per parlare dei problemi irrisolti? L'odontoiatra monocratico, che saprà investire su se' stesso ed in tecnologia, vincerà sulla concorrenza societaria solo se si concentrerà a 360° sul proprio paziente, sulle sue esigenze, sulle prestazioni e sui servizi che solo lo studio monocratico sa e può per il proprio esclusivo paziente produrre. È difficile? Certo, che è difficile, ma non impossibile. E così sarà per l'odontotecnico, che proprio grazie al fatto che abbiamo chiuso una marea di scuole professionali per odontotecnici (al contrario dell'odontoiatria) e - seppellita la mia generazione - non troveremo bravi e capaci odontotecnici a sufficienza per servire con protesi italiane i nostri studi odontoiatrici. credetemi, ci vorrà ben altro che protesi e cialtronerie cinesi.
Ad maiora

 

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