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lettere al direttore da Varesenews Egregio direttore,
ho letto le interviste in oggetto su Varese News di questi giorni, come ho
letto le successive polemiche e vorrei cercar di suscitare la sua sensibilità,
quella dei suoi lettori e delle persone da lei intervistate su un punto
delicato e cruciale: la centralità del paziente.
questo, non solo per non tornare sugli argomenti discussi, ma per cercare di
dare un contributo all'argomento da un'angolazione diversa.
prima di procedere mi devo però qualificare perchè vivo nel settore
odontoiatrico da un trentennio,e posso quindi sembrare di parte visto che sono
il past president dell'Ancad (l'associazione dei distributori dentali in
italia) ed il vice presidente dell'Adde (la relativa sovrastruttura in
Europa): mi chiamo Maurizio Quaranta.
Il parlamento europeo, per ciò che concerne l'odontoiatria, ha un solo preciso
obiettivo: far scendere il costo della parcella odontoiatrica per i pazienti,
pur in assenza di elementi di controllo sulla filiera e ben conscio che buona
parte dei governi europei non hanno mai voluto farsi carico della salute
odontoiatrica dei propri cittadini, a differenza di altri comparti della
sanità pubblica, proprio per il reiterarsi dell'elevato costo che queste cure
avrebbero rappresentato per le casse del governo.
Ecco allora che incrementare in Italia il numero degli odontoiatri ben oltre i
livelli consigliatici dall'organizzazione mondiale della sanità piuttosto che
aprire al low cost (esattamente come in altri settori), è parso il tentativo
di dare una soluzione al problema. Soluzione da lasciar andare a briglia
sciolta sul mercato perchè questo, forse, avrebbe contribuito a far abbassare
la tanto vituperata parcella. e del resto, quando in un paese della Eu come
l'Italia, tre o quattro cittadini su cinque non si sono potuti permettere il
dentista nel corso del 2009, vogliamo pensare che lo spazio non si sarebbe
trovato? Certamente sì. come è certo che da questa rinnovata competitività tra
il low cost e l'odontoiatra sarebbe nata una nuova segmentazione dei servizi
offerti dall'odontoiatra che vincerà solo chi saprà investire, oltre che su
se’ stesso, sulle nuove tecnologie che favoriranno l'intercettare preventivo
delle eventuali carie, prevenendole per ridurne i costi della cura. E il
cittadino paziente che c'entra in tutto questo? Il cittadino paziente,
dovrebbe andare con più costanza e con rinnovata fiducia dal proprio
odontoiatra, seguirlo nei suoi aggiornamenti professionali e tecnologici, per
seguirne i consigli e, proprio per non reiterare l'elevato costo delle cure,
far proprio il "prevenire e' meglio che curare"; solamente "prevenendo" il
costo delle cure odontoiatriche diventerà accettabile. non cito testi sacri:
cito solo la mia esperienza e le fatture che ho pagato al mio dentista che per
me non e' stato un costo esoso nei miei 59 anni di vita, e conservo ancora
tutti i miei denti.
prima di chiudere mi sia concesso di riprendere quel "non si sono potuti
permettere di andare dal dentista" perchè lo dico con profondo rispetto per
chi subisce gli effetti di questa pesante e lunga crisi economica, ma - in
alcuni casi di mia conoscenza diretta - avrei potuto anche scrivere che "non
sono voluti andare dal dentista" perchè forse - e nella propria scala di
gossen dei consumi ognuno e' il re di se' stesso - hanno preferito sostituire
il palmare o il cellulare che e' costato ben oltre una vista di controllo, un
detartarggio, una profilassi ed una otturazione infiltrata da rifare. Ma
perchè allora scaricare sul proprio odontoiatra le future frustrazioni per un
costo elevato di una cura invasiva, che oggi si sarebbe potuto semplicemente
conservativamente potuto curare e che si è deliberatamente voluto trascurare?
È perchè l'odontoiatra e l'odontotecnico non si incominciano a rendere conto
il settore odontoiatrico non è esente dagli effetti nefasti che la "globalizzazione"
per ora ha prodotto e continuano ad ignorarli per parlare dei problemi
irrisolti? L'odontoiatra monocratico, che saprà investire su se' stesso ed in
tecnologia, vincerà sulla concorrenza societaria solo se si concentrerà a 360°
sul proprio paziente, sulle sue esigenze, sulle prestazioni e sui servizi che
solo lo studio monocratico sa e può per il proprio esclusivo paziente
produrre. È difficile? Certo, che è difficile, ma non impossibile. E così sarà
per l'odontotecnico, che proprio grazie al fatto che abbiamo chiuso una marea
di scuole professionali per odontotecnici (al contrario dell'odontoiatria) e -
seppellita la mia generazione - non troveremo bravi e capaci odontotecnici a
sufficienza per servire con protesi italiane i nostri studi odontoiatrici.
credetemi, ci vorrà ben altro che protesi e cialtronerie cinesi.
Ad maiora
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