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Dopo il caso
delle protesi al seno PIP
Tracciabilità
dei dispositivi medici e delle protesi
Signori,
Odontotecnici: “facciamo gli americani!
Marghera 21 gennaio 2012 -
“L’Italia faccia “l’americana” e tuteli di più i suoi cittadini dai rischi che
si possono correre nell’utilizzo di dispositivi medici e protesi”. E’ la
richiesta del Presidente regionale degli odontotecnici di Confartigianato,
Evelino Signori, al neo Ministro della Sanità Renato Balduzzi, perché
approfitti del recente scandalo delle portesi al seno “difettose” PIP per
mettere mano anche nel nostro Paese alla tracciabilità dei dispositivi medici
e delle protesi, come avviene già da tempo negli Stati Uniti. Cautela che, in
quest’ultimo caso, ha permesso agli Usa di rimanere immune dal “contagio” ed
aver evitato l’obbligo di prendere contromisure drastiche come il richiamo e
il reimpianto su donne già operate.
“In termini di salvaguardia della
salute e diritti dei consumatori –prosegue Signori- dobbiamo iniziare a
prevenire piuttosto che cercare di metterci una pezza all’ombra del periodico
scandalo. Ricordo, in materia di protesi dentarie, che solo un anno e mezzo
fa, sempre dalla Francia, è partito l’allarme delle dentiere “al piombo” a
seguito del quale è infuriata la polemica sull’assenza, anche nel nostro
Paese, di alcun tipo di garanzia che la propria protesi dentale sia stata
fabbricata in Italia o in un Paese Europeo e quindi da un’impresa soggetta
alle norme sui dispositivi medici, ma nemmeno una ragionevole idea di quanto
sia venuta a costare. Concretamente però l’ordinamento italiano in materia è
volutamente carente perché non tenta nemmeno di interpretare in modo
favorevole al consumatore i dettami della direttiva comunitaria 93/42
concernente la tracciabilità dei dispositivi medici in generale”.
”L’impossibilità di conoscere il
nome del fabbricante, avere certezza che il prodotto è stato realizzato da
un’impresa che rientra nel campo di applicazione delle norme sui dispositivi
medici e la garanzia che il prodotto è stato realizzato e controllato durante
tutto il suo ciclo di produzione è a nostro avviso –spiega Signori- una lacuna
gravissima che però potrebbe essere sanata se il Governo facesse suo il
“nostro” punto di vista a maggiore garanzia dei pazienti e di trasparenza del
mercato.
Ed invece il Ministero cosa fa?
Semplicemente tampona la situazione piuttosto che cercare una soluzione
strutturale per scongiurare la possibilità che certe situazioni si possano
verificare anche in futuro.
Questa é infatti una occasione
imperdibile per introdurre nel nostro ordinamento una disposizione normativa a
tutela del paziente affinché abbia il diritto di ricevere la documentazione a
garanzia della qualità e sicurezza del prodotto con le informazioni sulle sue
caratteristiche nonché corredata dei dati del fabbricante che lo ha
realizzato.
“Quello che possiamo evitare
–conclude il Presidente Signori- è che la scarsità di informazioni, unitamente
alla crisi economica, alimenti la ricerca di facili guadagni a scapito della
salute del paziente”.
Comunicato n. 05-2012 |