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23/01/2012  Dopo il caso delle protesi al seno PIP, Tracciabilità dei dispositivi medici e delle protesi

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Dopo il caso delle protesi al seno PIP

Tracciabilità dei dispositivi medici e delle protesi

Signori, Odontotecnici: “facciamo gli americani!

 

Marghera 21 gennaio 2012 - “L’Italia faccia “l’americana” e tuteli di più i suoi cittadini dai rischi che si possono correre nell’utilizzo di dispositivi medici e protesi”. E’ la richiesta del Presidente regionale degli odontotecnici di Confartigianato, Evelino Signori, al neo Ministro della Sanità Renato Balduzzi, perché approfitti del recente scandalo delle portesi al seno “difettose” PIP per mettere mano anche nel nostro Paese alla tracciabilità dei dispositivi medici e delle protesi, come avviene già da tempo negli Stati Uniti. Cautela che, in quest’ultimo caso, ha permesso agli Usa di rimanere immune dal “contagio” ed aver evitato l’obbligo di prendere contromisure drastiche come il richiamo e il reimpianto su donne già operate.

“In termini di salvaguardia della salute e diritti dei consumatori  –prosegue Signori- dobbiamo iniziare a prevenire piuttosto che cercare di metterci una pezza all’ombra del periodico scandalo. Ricordo, in materia di protesi dentarie, che solo un anno e mezzo fa, sempre dalla Francia, è partito l’allarme delle dentiere “al piombo” a seguito del quale è infuriata la polemica sull’assenza, anche nel nostro Paese, di alcun tipo di garanzia che la propria protesi dentale sia stata fabbricata in Italia o in un Paese Europeo e quindi da un’impresa soggetta alle norme sui dispositivi medici, ma nemmeno una ragionevole idea di quanto sia venuta a costare. Concretamente però l’ordinamento italiano in materia è volutamente carente perché non tenta nemmeno di interpretare in modo favorevole al consumatore i dettami della  direttiva comunitaria 93/42 concernente la tracciabilità dei dispositivi medici in generale”.

”L’impossibilità di conoscere il nome del fabbricante, avere certezza che il prodotto è stato realizzato da un’impresa che rientra nel campo di applicazione delle norme sui dispositivi medici e la garanzia che il prodotto è stato realizzato e controllato durante tutto il suo ciclo di produzione è a nostro avviso –spiega Signori- una lacuna gravissima che però potrebbe essere sanata se il Governo facesse suo il “nostro” punto di vista a maggiore garanzia dei pazienti e di trasparenza del mercato.

Ed invece il Ministero cosa fa? Semplicemente tampona la situazione piuttosto che cercare una soluzione strutturale per scongiurare la possibilità che certe situazioni si possano verificare anche in futuro.

Questa é infatti una occasione imperdibile per introdurre nel nostro ordinamento una disposizione normativa a tutela del paziente affinché abbia il diritto di ricevere la documentazione a garanzia della qualità e sicurezza del prodotto con le informazioni sulle sue caratteristiche nonché corredata dei dati del fabbricante che lo ha realizzato.

“Quello che possiamo evitare –conclude il Presidente Signori- è che la scarsità di informazioni, unitamente alla crisi economica, alimenti la ricerca di facili guadagni a scapito della salute del paziente”.

 

Comunicato n. 05-2012

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