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Il
16 dicembre 2011 è stato approvato il Piano Socio-Sanitario Regionale
2012/2014. All’interno del voluminoso Piano Sanitario sono contenute alcune
righe inserite su proposta del consigliere/odontotecnico Moreno Pieroni e la
collaborazione delle associazioni di categoria, che recitano così:
“La collaborazione funzionale tra
odontotecnico e odontoiatra per l’eliminazione dei problemi masticatori con la
messa in opera di dispositivi protesici e con la presenza in studio per atti
tecnici dell’odontotecnico, fatto salvo il diverso parere dell’odontoiatra”.
Presidente Lavana, sappiamo che lei ha
incontrato separatamente il consigliere Pieroni già dal 2010 per lavorare su
questo tema e che in accordo con lui si è scelto di aprire il dibattito a
tutte le sigle odontotecniche, sia quelle riconosciute a livello nazionale
presenti ai tavoli di lavoro con le istituzioni come Fe.Na.Od.I.
Confartigianato, SNO/CNA, CIO ed A.N.T.L.O., sia a quelle culturali non
riconosciute come Odontotecnici delle Marche.
D:
Perché quest’apertura totale ?
R:
In questo caso si è cercato di inserire
all’interno del gruppo di lavoro anche quelle sigle che normalmente non si
interessano di politica associativa e di attività sindacale e che quindi
solitamente non partecipano ai tavoli di lavoro istituzionali, perché l’unione
della categoria è importantissima per il raggiungimento dell’obiettivo.
D:
All’interno del Piano Sanitario Regionale, a questo emendamento sugli
odontotecnici, sono dedicate solo poche righe. Che significato hanno
esattamente ?
R:
Semplicemente che dietro alla produzione
del manufatto protesico installato sul paziente dal medico odontoiatra, c’è un
lavoro di equipe, nel quale il clinico e l’operatore odontotecnico sono
impegnati insieme nella progettazione e nella messa in opera del dispositivo.
Contrariamente a quanto recita il Regio
Decreto del 1928, che vieta la presenza dell’odontotecnico all’interno dello
studio medico, questo emendamento pone la figura del tecnico su un piano di
collaborazione piena, qualificata ed efficace con il clinico, all’interno
della struttura medica. Il tutto ovviamente per il bene del paziente.
D:
Visto l’annoso problema sull’abusivismo; non è che il testo di questo
emendamento può generare confusione sui ruoli all’interno dello studio
odontoiatrico, favorendo in qualche modo chi, al di fuori delle regole, abusa
e come dite voi “mette le mani in bocca al paziente” ?
R:
Qui non si legittima l’abuso della
professione medica. Da sempre Fe.Na.Od.I. Confartigianato è impegnata a
combattere la piaga degli abusivi sensibilizzando i propri aderenti e
l’opinione pubblica attraverso la pubblicazione di articoli o video inormativi.
Un conto è lavorare alla poltrona, magari
con la copertura del medico compiacente e spacciarsi per dentista, confondendo
le due figure professionali e creando volontariamente confusione al paziente.
Un conto è invece presenziare accanto, e sottolineo accanto, al medico durante
le fasi più importanti della lavorazione delle protesi. Nel’emendamento è ben
specificato che la presenza è consentita solo per atti tecnici. Il tutto è
finalizzato al lavoro di equipe per dare al paziente il meglio.
D:
Perché sono ritenute così importanti dagli odontotecnici ?
R:
Certo, queste poche righe “annegate”
all’interno di un Piano Sanitario non significheranno molto. Sono però un
primo passo; danno visibilità ad una categoria ancora regolata da un Regio
decreto del 1928. Che aspetta da ottant’anni un riconoscimento da parte delle
istituzioni con l’approvazione del profilo o dell’Albo professionale. Poi
perché la Regione Marche è la prima ad aver inserito la figura
dell’odontotecnico, facendolo in qualche modo uscire dall’ombra, all’interno
di un Piano Sanitario e questo è per noi già motivo di felicità.
D:
Mi colpisce la frase dell’emendamento “fatto
salvo il diverso parere dell’odontoiatra”. E’ sempre burrascoso il
rapporto tra odontotecnici e odontoiatri o ci sono dei miglioramenti ?
R:
Va sempre detto che è il medico dentista
che ha l’esclusività del rapporto con il suo cliente. E’ lui il diretto
responsabile del dispositivo protesico che andrà applicato al pazienta, per
cui può decidere se avvalersi della collaborazione del tecnico.
I rapporti tra odontoiatri e odontotecnici
in passato non sono sempre stati buoni. Però grazie al lavoro svolto dalle
associazioni delle due categorie, alle collaborazioni cliniche, a quelle
culturali e al progresso scientifico, si sono fatti passi da gigante. Pian
piano si sta formando sempre più l’idea che un bel dispositivo medico che
migliora la qualità della vita del paziente è frutto del lavoro di una equipe
dove al suo interno sono riconosciuti ruoli e capacità.
A questo proposito vorrei spendere ancora
due parole sui rapporti tra medici dentisti ed odontotecnici.

Le due associazioni regionali, Fe.Na.Od.I.
Confartigianato e l'A.N.D.I. (Associazione Nazionale Dentisti Italiani),
stanno lavorando ad un progetto che attraverso la stampa di brochure e
locandine diffuse in tutti gli studi medici della regione, chiarisce il ruolo
dell'odontoiatra e dell'odontotecnico, con l’intento di informare i pazienti.
Con questa iniziativa si promuoveranno il
valore, le caratteristiche e la tradizione degli studi dentistici e degli
odontotecnici per informare l'utilizzatore ultimo, cioè il paziente, che ha
diritto di conoscere quale laboratorio ha prodotto la protesi, la provenienza,
se italiana o estera e quali materiali sono stati impiegati per la sua
costruzione.
Riccardo Barbalich
riccardo.barbalich@confartps.it |