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28/02/2012       Confartigianato Marche:
Un primo importante riconoscimento per l’intera categoria

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Il 16 dicembre 2011 è stato approvato il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012/2014. All’interno del voluminoso Piano Sanitario sono contenute alcune righe inserite su proposta del consigliere/odontotecnico Moreno Pieroni e la collaborazione delle associazioni di categoria, che recitano così:

 “La collaborazione funzionale tra odontotecnico e odontoiatra per l’eliminazione dei problemi masticatori con la messa in opera di dispositivi protesici e con la presenza in studio per atti tecnici dell’odontotecnico, fatto salvo il diverso parere dell’odontoiatra”.

Presidente Lavana, sappiamo che lei ha incontrato separatamente il consigliere Pieroni già dal 2010 per lavorare su questo tema e che in accordo con lui si è scelto di aprire il dibattito a tutte le sigle odontotecniche, sia quelle riconosciute a livello nazionale presenti ai tavoli di lavoro con le istituzioni come Fe.Na.Od.I. Confartigianato, SNO/CNA, CIO ed A.N.T.L.O., sia a quelle culturali non riconosciute come Odontotecnici delle Marche.

 

D: Perché quest’apertura totale ?

R: In questo caso si è cercato di inserire all’interno del gruppo di lavoro anche quelle sigle che normalmente non si interessano di politica associativa e di attività sindacale e che quindi solitamente non partecipano ai tavoli di lavoro istituzionali, perché l’unione della categoria è importantissima per il raggiungimento dell’obiettivo.

D: All’interno del Piano Sanitario Regionale, a questo emendamento sugli odontotecnici, sono dedicate solo poche righe. Che significato hanno esattamente ?

R: Semplicemente che dietro alla produzione del manufatto protesico installato sul paziente dal medico odontoiatra, c’è un lavoro di equipe, nel quale il clinico e l’operatore odontotecnico sono impegnati insieme nella progettazione e nella messa in opera del dispositivo.

Contrariamente a quanto recita il Regio Decreto del 1928, che vieta la presenza dell’odontotecnico all’interno dello studio medico, questo emendamento pone la figura del tecnico su un piano di collaborazione piena, qualificata ed efficace con il clinico, all’interno della struttura medica. Il tutto ovviamente per il bene del paziente.

D: Visto l’annoso problema sull’abusivismo; non è che il testo di questo emendamento può generare confusione sui ruoli all’interno dello studio odontoiatrico, favorendo in qualche modo chi, al di fuori delle regole, abusa e come dite voi “mette le mani in bocca al paziente” ?

R: Qui non si legittima l’abuso della professione medica. Da sempre Fe.Na.Od.I. Confartigianato è impegnata a combattere la piaga degli abusivi sensibilizzando i propri aderenti e l’opinione pubblica attraverso la pubblicazione di articoli o video inormativi.

Un conto è lavorare alla poltrona, magari con la copertura del medico compiacente e spacciarsi per dentista, confondendo le due figure professionali e creando volontariamente confusione al paziente. Un conto è invece presenziare accanto, e sottolineo accanto, al medico durante le fasi più importanti della lavorazione delle protesi. Nel’emendamento è ben specificato che la presenza è consentita solo per atti tecnici. Il tutto è finalizzato al lavoro di equipe per dare al paziente il meglio.

D: Perché sono ritenute così importanti dagli odontotecnici ?

R: Certo, queste poche righe “annegate” all’interno di un Piano Sanitario non significheranno molto. Sono però un primo passo;  danno visibilità ad una categoria ancora regolata da un Regio decreto del 1928. Che aspetta da ottant’anni un riconoscimento da parte delle istituzioni con l’approvazione del profilo o dell’Albo professionale. Poi perché la Regione Marche è la prima ad aver inserito la figura dell’odontotecnico, facendolo in qualche modo uscire dall’ombra, all’interno di un Piano Sanitario e questo  è per noi già motivo di felicità.

 

D:  Mi colpisce la frase dell’emendamento fatto salvo il diverso parere dell’odontoiatra”. E’ sempre burrascoso il rapporto tra odontotecnici e odontoiatri o ci sono dei miglioramenti ?

R: Va sempre detto che è il medico dentista che ha l’esclusività del rapporto con il suo cliente. E’ lui il diretto responsabile del dispositivo protesico che andrà applicato al pazienta, per cui può decidere se avvalersi della collaborazione del tecnico.

I rapporti tra odontoiatri e odontotecnici in passato non sono sempre stati buoni. Però grazie al lavoro svolto dalle associazioni delle due categorie, alle collaborazioni cliniche, a quelle culturali e al progresso scientifico, si sono fatti passi da gigante. Pian piano si sta formando sempre più l’idea che un bel dispositivo medico che migliora la qualità della vita del paziente è frutto del lavoro di una equipe dove al suo interno sono riconosciuti ruoli e capacità.

A questo proposito vorrei spendere ancora due parole sui rapporti tra medici dentisti ed odontotecnici.

Le due associazioni regionali, Fe.Na.Od.I. Confartigianato e l'A.N.D.I. (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), stanno lavorando ad un progetto che attraverso la stampa di brochure e locandine diffuse in tutti gli studi medici della regione, chiarisce il ruolo dell'odontoiatra e dell'odontotecnico, con l’intento di informare i pazienti.

Con questa iniziativa si promuoveranno il valore, le caratteristiche e la tradizione degli studi dentistici e degli odontotecnici per informare l'utilizzatore ultimo, cioè il paziente, che ha diritto di conoscere quale laboratorio ha prodotto la protesi, la provenienza, se italiana o estera e quali materiali sono stati impiegati per la sua costruzione.

 

Riccardo Barbalich

riccardo.barbalich@confartps.it

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