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22/10/2012 Veneto: la Regione assimila le acque reflue (scaricate) degli odontotecnici a quelle domestiche, il risultato è frutto di un grande lavoro dei tecnici di Confartigianato.

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Con una comunicazione inviata a Confartigianato Imprese Veneto e a tutti gli enti interessati alla gestione delle acque della regione Veneto, la segreteria regionale per l’ambiente ha comunicato che le acque reflue provenienti da uno studio odontotecnico sono da ritenersi assimilabili alle acque reflue domestiche. Questo parere, fortemente sollecitato dalla Confartigianato, è di estrema importanza per il mestiere. Finalmente anche per gli odontotecnici viene fatta chiarezza e definita una questione che durava da lungo tempo. Gli scarichi degli odontotecnici non vanno più considerati come scarichi industriali, ma come scarichi domestici, sollevandoli quindi dall’obbligo della specifica autorizzazione, peraltro da rinnovare periodicamente e dall’obbligo di garantire il rispetto dei limiti tabellari relativamente agli scarichi effettuati.

Tale decisione assume particolare importanza se si considerano le pesanti sanzioni previste: la mancata autorizzazione allo scarico industriale prevede l'arresto da due mesi a due anni o l'ammenda da millecinquecento euro a diecimila euro; il superamento dei limiti tabellari viene punito con la sanzione amministrativa da tremila euro a trentamila euro. Rischi e sanzioni cui le aziende del mestiere non potranno più incorrere.

A seguito di questo parere, vengono quindi a cessare con effetto immediato gli obblighi di richiesta di autorizzazione allo scarico industriale e il suo rinnovo periodico, il controllo per il rispetto dei parametri degli scarichi delle acque reflue, la denuncia annuale degli scarichi in fognatura con la relativa analisi sui parametri previsti dagli appositi regolamenti di fognatura o dalla legge.

Di seguito il testo del parere della Regione del Veneto:

“Oggetto: Piano di Tutela delle Acque, art. 34. Assimilabilità degli odontotecnici alle acque reflue domestiche”

In relazione alle richieste pervenuteci per le vie brevi sull’argomento in oggetto ed alle riunioni tenutesi tra gli scriventi uffici e la Confartigianato, nonché in base ad un confronto con la disciplina vigente in altre regioni, si ritiene di considerare il tema dell’assimilabilità alle acque reflue domestiche degli studi odontotecnici nel seguente modo.

Le acque reflue provenienti da uno studio odontotecnico sono da ritenersi assimilabili alle acque reflue domestiche in quanto tale attività è riconducibile a quelle di cui al punto 6 della lettera e.1 del comma 1 dell’articolo 34 del Piano di Tutela delle Acque (… studi professionali, compresi gli studi e ambulatori medici). Si rammenta la necessità che i rifiuti prodotti, in base alla loro tipologia, vengano smaltiti in conformità alla vigente disciplina sulla gestione dei rifiuti”.

Nel file allegato si riporta la comunicazione della Regione del Veneto, che suggeriamo di stampare e tenere nell’archivio aziendale.

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