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Nonostante gli sforzi compiuti da
molti ricercatori, odontoiatri e odontotecnici, molti insuccessi
estetici "spengono" ancora il sorriso di molte persone.
Tuttavia questi pazienti sembrano soddisfatti del lavoro che
"portano" solamente perché incapaci di riconoscere e quindi
ammettere i limiti e l'inadeguatezza del restauro dentale che gli è
stato realizzato. Questi pazienti fanno di tutto per abituarsi alla
propria condizione estetico–funzionale rassegnandosi all'idea che
nessuno mai al mondo avrebbe saputo e potuto fare meglio. Esattamente
all'opposto c'è un'altra categoria di pazienti che è disposta ad un
estenuante ricerca pur di trovare chi sia veramente in grado di
risolvere quel problema psico–fisico che li limita nella spontaneità,
nel sorriso, diminuendone così l'autostima. Benché sull'importanza
dell’estetica si sia scritto e discusso molto, piccoli e grandi
insuccessi continuano a verificarsi in molti studi e laboratori. Come
mai?Che fare?Per evitare ciò è necessario un reale interscambio di
esperienze fra odontoiatra e odontotecnico. Si dovrebbero prendere in
considerazione innanzitutto i materiali che parteciperanno al successo
del manufatto protesico, dimostrando la professionalità del team che
garantirà così al paziente la sua assoluta soddisfazione. A volte non
è sufficiente applicare principi estetici e tecniche ormai ben
conosciuti e consolidati per avere ottimi risultati nel restauro
protesico. E’ sempre più importante per il tecnico considerare l’uso
di materiali che lo facilitino in questo compito. Le ceramiche integrali
sono in grado di soddisfare le più esigenti richieste estetico–funzionali,
fecero la sua comparsa sul mercato alla fine degli anni ottanta,
provocando un notevole scetticismo che impedì a molti di avvicinarsi
con fiducia a questa meravigliosa tecnologia, fu un errore di
valutazione. Oggi dopo quasi vent’anni stiamo assistendo ad un
notevole incremento delle aziende che immettono sul mercato le più
svariate tecnologie di ceramica integrale; si sta finalmente
comprendendo che tali tecniche consentono di ottenere dei risultati
positivi e sicuri nella maggior parte dei casi, è iniziata così una
specie di competizione tra aziende che comunque dovranno dimostrare
negli anni la qualità e l'affidabilità delle loro tecnologie. Ciò che
un tempo sembrava impensabile è ormai una concreta e soddisfacente
realtà quotidiana grazie a queste tecnologie che hanno raggiunto ormai
un enorme quota di successo: 99,95% per le corone, 99,00% per i ponti, e
del 99,50% per intarsi e faccette. Questo livello di sicurezza,
ottenibile prima solo con la tecnica metal–ceramica, si basa su valori
di resistenza a flessione–trazione veramente soddisfacenti. Senza la
struttura metallica che blocca il passaggio della luce ed impedisce il
tatuarsi dell’epitelio intorno alla chiusura marginale, questo tipo di
restauri sviluppano la massima luminosità cromatica ed un elevata
capacità di adattamento ai denti contigui. Vivacità e luminosità sono
del tutto simili al dente naturale ed il risultato finale è veramente
soddisfacente. Alcune tecnologie di questo tipo essendo costituite per
l' 85% in peso di allumina o zirconio sinterizzati hanno un elevata
affidabilità, pertanto impossibile che eventuali microfessurazioni si
possano diffondere all'interno della struttura come avviene nelle
ceramiche tradizionali. Queste tecnologie consentono di realizzare
protesi di notevole prestigio ed esteticamente parlando senza confronti,
è un vero peccato che ancora oggi dopo quasi vent'anni di utilizzo
molti siano ancora incerti sull'efficienza di queste meravigliose
tecnologie che facilitano notevolmente il nostro compito nella
riabilitazione estetica. Considerando le eccellenti caratteristiche di
resistenza, estetica, biocompatibilità e soddisfatti dei risultati sin
qui ottenuti sono dispiaciuto che attualmente questa tecnologia non
consenta ancora di sostituire ogni caso di metal–ceramica.–
odt. esmeraldo gesuè
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