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Siamo in Europa da anni, le scadenze che ci furono
imposte per adeguarci sembrano distanti, ed invece sono ancora materia
di adeguamenti legislativi. Le aspettative di questi anni della
categoria sono state ripetutamente tradite. Siamo tuttora all'anno zero
rispetto a tutto quanto è stato dibattuto e proposto dal nostro
sindacato in ragioni di adeguamenti fiscali e professionali. Anche se
negli ultimi incontri avuti con il Ministero della Salute in questi
ultimi mesi, sembra emergere che l'orientamento dato è quello di
completare il percorso del nostro profilo professionale iniziato con la
precedente legislatura. Tutto questo ci ha portati a trovare, con alcune
parti della categoria, difficoltà indotte che non condividono la scelta
della dirigenza di accettare l' E.C.M., scelta dettata da una sofferta
ma decisa necessità di rimanere nel comparto sanitario. Abbiamo perso e
stiamo perdendo tempo, perché queste ragioni di parte ci dividono e
finiscono con il pesare in fatto di incisività sulle istituzioni e nei
rapporti con la categoria odontoiatrica, con cui non riusciamo a
ricavare intese perché lenti e poco propensi a cercare un dialogo che
producesse mutamenti. Continuiamo a giocare con le etichette e gli
esempi più evidenti e più opportunistici sono: ANTLO, sindacato dei
laboratoristi e FE.NA.OD.I. sindacato degli abusivi. Siamo stanchi di
questo, è ora di finirla con queste facili etichette e queste prese di
posizioni che non fanno altro che dividerci, oramai siamo nel terzo
millennio e non è possibile accettare che pressioni esterne di comodo
ci facciano ripiombare in un bigottismo medievale. Basta!! bisogna
crescere, ed insieme dobbiamo trovare strategie comuni. Superiamo i
luoghi comuni e usciamo allo scoperto, con la volontà di proporre e di
usare le opportunità sfruttandole per creare una categoria forte ma
soprattutto unita negli intenti. Non esistono odontotecnici abusivi,
perché nel momento in cui lo dovessero essere non esercitano il loro
mestiere e quindi nessuna categoria o sindacato può in quel momento
rappresentarlo. L'esercizio abusivo di una professione è un reato, e
questo vale sia per l'odontotecnico, il medico, l'uomo della strada,
l'abusivo dovrà regolare la sua situazione con il Giudice garante del
Codice Civile. Siano essi ANTLO, SNO, FENAODI ed è per questo che
dobbiamo uscire da questi equivoci smettendola di parlare degli
"abusivi" associandoli agli odontotecnici come se fosse
scritto nel loro DNA. Anche perché siamo ancora richiesti negli studi
dentistici per portare il nostro validissimo legittimo contributo alla
riuscita della riabilitazione protesica. Quindi mi chiedo, come mai
tanti medici odontoiatrici richiedono la nostra collaborazione? O sono
pazzi ed incoscienti, o è un'altra la verità. La verità è che questi
odontoiatri sanno bene che nell'odontotecnico vi è tanta
professionalità e conoscenza, e loro per primi ci ritengono le persone
più qualificate a portare questo contributo d'esperienza all'interno
dei loro studi. Ed è quello che noi vogliamo essere:
dei collaboratori che al bisogno si affianchi al clinico nella
consapevolezza del proprio ruolo e nei limiti disegnati dalle conoscenze
protesiche con pari dignità professionali ed economiche. Tutto questo
non vogliamo che si continui a concedercelo sottobanco, ma pretendiamo
che ci venisse garantito legalmente da un giusto profilo professionale.
come già avviene in molti paesi della comunità europea, di cui noi
volenti o dolenti facciamo già parte.
di Gennaro Mordenti
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