Odontotecnici.net il portale dell'odontotecnicoFenaodi pagine regionali

HOME

 

 

Scegli Odontotecnici.net come tua homepage!

 Home regionale

 Pag. nazionale
   Il direttivo
   Commissioni

   Fenaodi News

   

 Lombardia
     Cremona
   

Marche

    Pesaro Urbino
   

Piemonte

    Biella

    Cuneo
   

 Puglia
     Taranto
   

Veneto
    Padova

    Vicenza

 

 

Vedi anche:
GLI SPECIALI:  
    93/42  
    Legge Privacy  
    Sicurezza
    Corsi ECM

  

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Confartigianato odontotecnici Puglia

L'artigiano (seconda puntata) 

Pagina precedente 
Questo processo di "intellettualizzazione" avrà una prima bozza di teorizzazione nella figura dell' intellettuale Leon Battista Alberti (XV secolo), sarà soprattutto la sua opera a portare alla definitiva scissione la figura dell'artifex in artista e artigiano. Tuttavia nella figura del primo(artista) ricadremmo per molto tempo ancora prodotti artigianali, produzioni seriali non destinate ad un unico committente ma a un vasto pubblico( basti pensare alle madonne di Luca Della Robbia di produzione seriale) ; nella figura del secondo(artigiano) ricadranno spesso produzioni di oggetti unici ancora oggi ammirati e aventi per noi valore di opera d'arte a pieno titolo (basti pensare alla produzione di ebanisteria di Maggiolini o alle svariate produzioni di decorazione suntuarie uscite nei secoli dalle botteghe orafe.) All'inizio del '400 proprio mentre prendeva forma e slancio una dei periodi storico -artistici più importanti per noi italiani, ovvero il rinascimento, l'onorario dell'artista era stabilito ancora in base alle ore di lavoro e al prezzo dei materiali ( come se fossero idraulici o muratori ante literam J ). Bene, queste sono le origini dell'artigiano, che per un periodo molto lungo della sua vita ha avuto come illustri appartenenti alla sua categoria nomi come Giotto, Martini e poi ancora Michelangelo o Raffaello. (in realtà il discorso sarebbe molto più complesso e dovrebbe prendere in esame l'appartenenza alle arti minori o arti maggiori ma esula dallo scopo di questo documento). E' attraverso le loro mani o attraverso le mani di artisti(o meglio artifex) più o meno noti che le tecniche da noi oggi conosciute sono arrivate nei nostri laboratori. E' da loro che diacronicamente abbiamo imparato cosa è la bellezza, la forma l'armonia tra le parti. E' con il loro lavoro e i loro generi che noi abbiamo molta più attinenza di quella che normalmente si possa pensare. Nel nostro lavoro confluisce anche un po' di scultura ( o meglio statuaria, per quanto riguarda la creazione di oggetti tridimensionali che si relazionino tra di loro e nello spazio) , di pittura ( come illusione ottica che tende a dare tridimensionalità agli oggetti attraverso la modulazione dei toni di colore) e architettura ( come calcolo delle forze in relazione ai materiali impiegati a alla loro forma). Tutto questo nella realizzazione di un opera che tenda al bello e alla mimetizzazione nel senso greco dei due termini: Per gli antichi greci era normale mantenere separata la sfera del bello da quella dell'arte cercando la bellezza nelle cose della natura, nella perfezione insita in essa e nell'armonia che regna fra le sue parti, per loro il bello era e doveva essere anche utile. Mancava la concezione del bello fine a se stesso: una cosa per essere bella doveva anche servire a qualcosa. Quindi l'opera d'arte era un qualcosa che si manteneva sempre ad un gradino di distanza dalla natura, veniva concepita subordinata ad essa come un insieme composito di elementi che rappresentassero mimeticamente un ordine esterno, gia esistente in natura .. appunto mimesis. Scopo dell'artista era quello di rendere massima la somiglianza, la mimesis, tra opera rappresentante e oggetto rappresentato. Oltretutto (a partire dai pitagorici ,IV secolo a.c. ) la bellezza di un oggetto consisteva: nella perfezione della sua struttura, nella perfezione di relazione tra le sue parti, in pratica nella sua capacità di esistere in un Kosmos in un insieme di parti finalisticamente e reciprocamente articolate. In una parola sola doveva essere proporzionata (Vedere Grande Teoria, Kosmos).

fine seconda puntata...

di odt. giuseppe regano