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Confartigianato odontotecnici Puglia
L'artigiano
(seconda puntata)
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Questo
processo di "intellettualizzazione" avrà una prima bozza di
teorizzazione nella figura dell' intellettuale Leon Battista Alberti (XV
secolo), sarà soprattutto la sua opera a portare alla definitiva
scissione la figura dell'artifex in artista e artigiano. Tuttavia nella
figura del primo(artista) ricadremmo per molto tempo ancora prodotti
artigianali, produzioni seriali non destinate ad un unico committente ma
a un vasto pubblico( basti pensare alle madonne di Luca Della Robbia di
produzione seriale) ; nella figura del secondo(artigiano) ricadranno
spesso produzioni di oggetti unici ancora oggi ammirati e aventi per noi
valore di opera d'arte a pieno titolo (basti pensare alla produzione di
ebanisteria di Maggiolini o alle svariate produzioni di decorazione
suntuarie uscite nei secoli dalle botteghe orafe.) All'inizio del '400
proprio mentre prendeva forma e slancio una dei periodi storico -artistici
più importanti per noi italiani, ovvero il rinascimento, l'onorario
dell'artista era stabilito ancora in base alle ore di lavoro e al prezzo
dei materiali ( come se fossero idraulici o muratori ante literam J ).
Bene, queste sono le origini dell'artigiano, che per un periodo molto
lungo della sua vita ha avuto come illustri appartenenti alla sua
categoria nomi come Giotto, Martini e poi ancora Michelangelo o
Raffaello. (in realtà il discorso sarebbe molto più complesso e
dovrebbe prendere in esame l'appartenenza alle arti minori o arti
maggiori ma esula dallo scopo di questo documento). E' attraverso le
loro mani o attraverso le mani di artisti(o meglio artifex) più o meno
noti che le tecniche da noi oggi conosciute sono arrivate nei nostri
laboratori. E' da loro che diacronicamente abbiamo imparato cosa è la
bellezza, la forma l'armonia tra le parti. E' con il loro lavoro e i
loro generi che noi abbiamo molta più attinenza di quella che
normalmente si possa pensare. Nel nostro lavoro confluisce anche un po'
di scultura ( o meglio statuaria, per quanto riguarda la creazione di
oggetti tridimensionali che si relazionino tra di loro e nello spazio) ,
di pittura ( come illusione ottica che tende a dare tridimensionalità
agli oggetti attraverso la modulazione dei toni di colore) e
architettura ( come calcolo delle forze in relazione ai materiali
impiegati a alla loro forma). Tutto questo nella realizzazione di un
opera che tenda al bello e alla mimetizzazione nel senso greco dei due
termini: Per gli antichi greci era normale mantenere separata la sfera
del bello da quella dell'arte cercando la bellezza nelle cose della
natura, nella perfezione insita in essa e nell'armonia che regna fra le
sue parti, per loro il bello era e doveva essere anche utile. Mancava la
concezione del bello fine a se stesso: una cosa per essere bella doveva
anche servire a qualcosa. Quindi l'opera d'arte era un qualcosa che si
manteneva sempre ad un gradino di distanza dalla natura, veniva
concepita subordinata ad essa come un insieme composito di elementi che
rappresentassero mimeticamente un ordine esterno, gia esistente in
natura .. appunto mimesis. Scopo dell'artista era quello di rendere
massima la somiglianza, la mimesis, tra opera rappresentante e oggetto
rappresentato. Oltretutto (a partire dai pitagorici ,IV secolo a.c. ) la
bellezza di un oggetto consisteva: nella perfezione della sua struttura,
nella perfezione di relazione tra le sue parti, in pratica nella sua
capacità di esistere in un Kosmos in un insieme di parti
finalisticamente e reciprocamente articolate. In una parola sola doveva
essere proporzionata (Vedere Grande Teoria, Kosmos).
fine seconda puntata...
di odt. giuseppe regano
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