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Confartigianato odontotecnici Puglia

L’importanza della comunicazione di Cosimo Ricci

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I mezzi di comunicazione nel corso della storia si sono rivelati strumenti utili ed efficaci, capaci di influenzare l'opinione pubblica per operare cambiamenti nella società, sia in bene che in male.
La storia, infatti, ci insegna che i regimi assoluti non consentivano ai mezzi di comunicazione l'esercizio della propria funzione in totale libertà, impartendo ordini di propagandare solo e soltanto informazioni filtrate e di parte.
Tutto questo ha portato inevitabilmente a far ritenere attendibile tra la popolazione che, " la legalità e la giustizia", fossero solo dalla parte dell'autocrate.
Tale esperienza subì il nostro Paese nel secolo scorso. Infatti, con l'avvento del fascismo (nel 1919) ed il suo successivo consolidamento con " la marcia su Roma", il popolo italiano si trovò ineluttabilmente unanime con le idee del Duce e le conseguenze che ne scaturirono, che sono ancora oggi oggetto di discussione.
A distanza di tanti anni, il nostro Paese fortunatamente si è dotato di strumenti democratici e liberi, che hanno consentito a noi tutti di raggiungere oltre ad un buon grado culturale, anche la facoltà di scambiare liberamente le opinioni in pubblico, fruttandoci la capacità per poter valutare, in piena autonomia, situazioni, fatti, persone ed anche personaggi…
Per questo sono personalmente convinto che, una cospicua informazione fatta attraverso i mezzi di comunicazione, dalla carta stampata al più raffinato dei mezzi qual'è Internet, possa oggi cambiare la condizione della nostra categoria, che trova le origini proprio in quegli anni di regime dittatoriale.
Perché quindi non adottare questi strumenti per "amplificare", magari durante le prossime campagne elettorali, il fatto che l'odontotecnico italiano è tuttora regolamentato da un atavico Regio Decreto datato 1928, ed ancora oggi, dopo ben settantasei anni, Ministri della Salute e Sottosegretari, espressione democratica di uno Stato civile e moderno, giudicano attuale una regolamentazione tipicamente dittatoriale dai contenuti discriminatori e poco liberali?
E che ancora oggi, come negli anni passati, assistiamo ad una politica di "corporativismo" dove si discute dei doveri piuttosto che dei diritti?
Pur tuttavia, la maggioranza degli italiani, non sa che l'odontotecnico, è asservito da una categoria medica, capace di "monopolizzare" anche le Istituzioni pur di non dare il forfait dell'esclusiva della protesi, inducendo i cittadini pazienti a pagare cifre sproporzionate per un servizio di protesi che i signori medici non congegnano.
Ed ancora oggi, come nel passato, chi si oppone alle "regole del mestiere" in modo chiaro e democratico, rischia di non poter più lavorare per loro.
Tanto più si può far conoscere alla gente, attraverso i mezzi di comunicazione, la giusta informazione in merito ai loro diritti, come quanto è previsto dalla direttiva 93/42CEE, che da ben cinque anni vige nel nostro paese e che sistematicamente viene scarsamente divulgata dai medici dentisti.
Ad esempio sfatare definitivamente il mito dell'odontotecnico milionario, spiegando una volta per tutte chi realmente trae profitto in modo esagerato sui dispositivi medici, semplicemente pubblicando il listino di categoria.
Spieghiamo alla gente chi sono i veri abusivi e non permettiamo di farci etichettare come tali, l'odontecnico non è come sembra un semplice partner del medico dentista, ma in realtà è un succube del medico stesso per poter lavorare.
Inutile celare ancora la realtà dei fatti, che i cittadini devono conoscere, attraverso i mezzi di comunicazione quale è il giusto ruolo dell'odontotecnico e chi si oppone al rispetto della qualità ed alla vera tutela della loro salute.
Per questo è importante restare uniti al di là dell'appartenenza associativa e lavorare insieme per una dignità professionale, utilizzando un'arma comune che nessuno può ancora vietarci: la comunicazione.

Taranto, 2 febbraio 2004              Cosimo Ricci